Piazza Affari in verde. Bene CNH, Tinexta negativa

Piazza Affari in verde. Bene CNH, Tinexta negativa dopo collocamento. Scende lo spread. FTSE MIB +0,5%. Il FTSE MIB segna +0,5%, il FTSE Italia All-Share +0,5%, il FTSE Italia Mid Cap +0,5%, il FTSE Italia STAR +0,4%.

BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,57% (chiusura precedente a 0,60%), lo spread sul Bund 114 bp (da 116) (dati MTS).

Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 -0,1%, FTSE 100 -0,3%, DAX -0,0%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 +0,0%.

Future sugli indici azionari americani sulla parità: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial -0,0%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,48%, NASDAQ Composite -0,21%, Dow Jones Industrial -0,56%.

Mercato azionario giapponese in flessione, il Nikkei 225 ha terminato a -1,10%. Borse cinesi complessivamente positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,06%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,49%.

CNH Industrial +2,2% sale sui massimi da inizio febbraio in scia alla nomina di Scott W. Wine a CEO del gruppo con effetto dal 4 gennaio 2021. Wine è attualmente presidente e CEO di Polaris (-4,7% in after hours al NYSE), gruppo attivo nella produzione di veicoli fuoristrada e da neve, e andrà a sostituire Suzanne Heywood, Presidente e CEO pro tempore dal marzo scorso.

Segni positivi nel risparmio gestito con FinecoBank +2,2%, Azimut Holding +1,9% e Poste Italiane +1,9% a 8,9220 euro, su cui Intesa ha confermato la raccomandazione add e incrementato il target da 9,00 a 9,70 euro.

Intesa Sanpaolo +1,3% in verde: Goldman Sachs ha migliorato la raccomandazione sul titolo a buy.

Tinexta -7,7% a 18,50 euro in forte calo dopo che Quaestio Capital SGR (fino a ieri secondo azionista con il 9,9% circa, dati Consob) ha ceduto 3.884.242 azioni ordinarie a un prezzo di 18,50 euro per azione, incassando 71,9 milioni di euro complessivamente.

Avio +2,5% prova a reagire dopo il -16% accusato ieri in scia al fallimento della diciassettesima missione Vega che trasportava i satelliti SEOSAT-Ingenio e Taranis. Vega è il missile lanciatore prodotto da Avio e non è nuovo a problemi: nel luglio 2019 si era verificata un'anomalia con conseguente fallimento del lancio (il quindicesimo) che avrebbe dovuto mettere in orbita il satellite Falcon Eye 1 per conto degli Emirati Arabi Uniti.

OVS estende la reazione martedì dopo un avvio di ottava turbolento. Le vendite erano scattate a seguito della decisione del cda di convocare l’assemblea per sottoporre una proposta di aumento di capitale fino a 80 milioni di euro, al fine di sfruttare le opportunità di aggregazione e di acquisizione createsi nel settore "che si stanno presentando in misura accentuata rispetto al recente passato e che consentirebbero di proseguire nel percorso di consolidamento intrapreso da anni". Il principale azionista TIP - Tamburi Investment Partners (ha il 22,7%) e l’a.d. Stefano Beraldo hanno comunicato l’intenzione di esercitare integralmente i rispettivi diritti di opzione e di sottoscrivere le porzioni di rispettiva competenza. Il cda ha anche esaminato i dati preliminari del trimestre terminato il 31 ottobre 2020: nonostante il nuovo lockdown i ricavi si sono attestati a circa 360 milioni di euro, +6% a/a. Graficamente OVS ha esteso il rimbalzo partito a fine ottobre fino a raggiungere gli ostacoli posizionati tra 1,00 e 1,08 euro, linea che scende dai top di giugno e massimi di ottobre. Una vittoria su questi elementi spianerebbe la strada al test dei massimi di giugno a 1,29 euro. Indicazioni di segno contrario giungerebbero invece sotto 0,872 euro, minimo di lunedì, per supporti a 0,75 circa, trend line che sale dai minimi di marzo.

TITOLO DEL GIORNO: BANCA MPS
 Banca MPS in netto rialzo martedì sale a toccare un massimo intraday a 1,24 euro per poi terminare la seduta a 1,221 (+2,09%). Secondo fonti vicine alla situazione sentite da Reuters, il Ministero dell'Economia e delle Finanze sta iniziando a pensare allo scorporo dei rischi legali in capo a Rocca Salimbeni. Si ipotizza il trasferimento dei rischi a un soggetto statale (quindi una sorta di nazionalizzazione) unitamente agli accantonamenti attualmente appostati in bilancio a copertura dei rischi stessi. Ricordiamo che le richieste danni verso MPS ammontano a circa 10 miliardi di euro con accantonamenti pari a circa 1,2 miliardi. Oltre a questo resta d'attualità l'ipotesi di un nuovo aumento di capitale da circa 1,5 miliardi di euro. Ricordiamo infine le indiscrezioni della scorsa settimana sulla possibilità di computare a capitale le DTA (imposte differite) fuori bilancio trasformandole in crediti fiscali (che per MPS sono pari a 3,7 miliardi). Tutte queste ipotesi hanno un unico scopo: rendere Banca MPS appetibile per un compratore (UniCredit in primis) e permettere quindi al MEF di uscire dal capitale della banca senese (ha il 68%) entro fine 2021, come concordato con le autorità UE in occasione della ricapitalizzazione del 2017 classificata come aiuto di Stato temporaneo. Il titolo ha testato, come già lunedì, in area 1,23 euro la media mobile esponenziale a 50 giorni, resistenza che non è stata superata in chiusura di seduta. Solo una decisa rottura di quei livelli segnalerebbe l'avvio di una correzione potenzialmente estesa di tutto il ribasso subito dal top del 21 luglio a 1,983 euro. Obiettivo inizialmente a 1,37, poi in area 1,50 euro, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di luglio. Sotto 1,15 il tentativo di dare forma ad una fase di rimbalzo consistente risulterebbe negato, rischio in quel caso di ritorno in area 1 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 11:00 inflazione finale eurozona.
Negli USA alle 14:30 nuovi cantieri residenziali e licenze edilizie, alle 16:30 scorte settimanali petrolio (EIA).