Piazza Affari incerta. Bene Atlantia, UBI in forte calo senza sostegno OPAS

Piazza Affari incerta. Bene Atlantia, UBI in forte calo senza sostegno OPAS. FTSE MIB +0,1%.

Il FTSE MIB segna +0,1%, il FTSE Italia All-Share +0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, il FTSE Italia STAR +0,3%.

BTP e spread poco mossi. Il rendimento del decennale segna 1,00% (chiusura precedente a 1,01%), lo spread sul Bund 145 bp (da 144) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: EURO STOXX 50 -0,3%, FTSE 100 -0,4%, DAX +0,0%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -1,4%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,62%, NASDAQ Composite -0,94%, Dow Jones Industrial -0,68%.

Mercato azionario giapponese in lieve calo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,16%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,51%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,4% circa.

Atlantia +4,0% guadagna terreno grazie alle indiscrezioni del Messaggero: la perdita del controllo di Autostrade per l'Italia da parte della holding dei Benetton avverrà con un'operazione e con prezzi di mercato. Secondo quanto riferito dal quotidiano romano, Cdp entrerà in AspI dopo la quotazione della stessa in borsa e non il contrario, come precedentemente ipotizzato: quindi Cdp pagherà le azioni AspI esattamente quanto gli altri investitori interessati. Sembra quindi che l'iniziativa del fondo TCI (ha contestato la procedura con cui Atlantia ha concordato con il governo la perdita del controllo di AspI) abbia fatto breccia nel governo: troppo alto il rischio di andare incontro a contenziosi internazionali. Sempre secondo i rumor potrebbe essere rivista anche la calmierazione dei pedaggi indicata la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli (+1,75% annuo al massimo fino al 2038).

UBI Banca -5,8%: Equita fa notare che da oggi chi acquista il titolo non può consegnarlo all'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo +0,5% che termina domani: quindi l'azione non beneficia del concambio 17 a 10 e della parte cash da 0,57 euro per azione. Alla data di venerdì le adesioni erano pari al 32,6%: c'è sostanziale unanimità nel ritenere che l'OPAS avrà successo e si concluderà quindi con l'integrazione di UBI in Intesa.

Autogrill -3,6% a 4,6640 euro, in forte ribasso. Banca Akros ha radicalmente cambiato opinione sul titolo, portando la raccomandazione da buy a reduce con target a 4,50 euro.

Banca MPS -1,7% ancora debole dopo il netto ribasso venerdì (-6,06%): Repubblica ha riferito che la BCE ha chiesto al Tesoro (principale azionista di Rocca Salimbeni con il 68%) una ulteriore ricapitalizzazione da 700 milioni di euro per concedere l'autorizzazione alla scissione parziale di oltre 8 miliardi di euro di crediti deteriorati a favore di AMCO (Asset Management Company, controllata al 100% dal Tesoro) annunciata a fine giugno, con closing previsto entro il 1° dicembre. L'indiscrezione è stata poi confermata a Reuters da due fonti. Secondo la BCE, dopo la scissione MPS avrebbe infatti ratio patrimoniali eccessivamente inferiori rispetto a quelli dei concorrenti. Ricordiamo che la scissione dei deteriorati rappresenta il passaggio determinante per portare a termine l'uscita del Tesoro dall'azionariato di MPS. In base agli impegni presi in occasione della ricapitalizzazione autorizzata dalla UE come aiuto di Stato temporaneo, entro fine anno il Tesoro dovrà indicare il percorso di uscita dal capitale dell'istituto senese, percorso da completare entro il 2021.

TITOLO DEL GIORNO: NEXI
 Brusco dietro front per Nexi nell’ultima seduta della settimana. Jefferies ha confermato la raccomandazione buy e il target a 20 euro sul titolo nonostante quanto riferito da MF sull'ipotesi di integrazione con Sia (controllata da Cdp con l'85%). In base a fonti di mercato raccolte dal quotidiano l'operazione, che la due settimane fa sembrava in rampa di lancio, è stata rimandata. A quanto pare i due gruppi attivi nei pagamenti elettronici e i rispettivi advisor non sono riusciti a trovare la quadra sull'impervio terreno delle valutazioni. Secondo Jefferies l'eventuale mancata fusione con Sia non cambierebbe la visione positiva sul titolo dato che ci sono molte ragioni per restare compratori. Con la violazione dei minimi ripetutamente battuti a inizio mese, a 15,43 circa, il titolo ha completato un doppio massimo disegnato da 16,45 circa. La figura, che proietta target negativi a 14,50 circa, potrebbe rappresentare il pretesto per avviare una correzione dopo il prolungato rialzo in atto da marzo per target a 13,65 circa. Eventuali reazioni dovranno spingersi oltre 16,45 per cancellare i segnali negativi e riportare il titolo su un percorso di crescita verso i record di febbraio a 16,91.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 indice IFO (fiducia imprese) Germania e massa monetaria M3 eurozona.
Negli USA alle 14:30 ordini beni durevoli preliminari, alle 16:30 indice Dallas Fed (manifatturiero).