Pesante flessione per Banca MPS nella seduta di mercoledì

Pesante flessione per Banca MPS nella seduta di mercoledì, il titolo lascia sul terreno il 5,46% terminando a 1,229 euro (ma il giorno prima aveva guadagnato l'8,06%, migliore risultato dal 4 agosto). MF scrive che il governo italiano potrebbe chiedere alla Commissione Europea un proroga di due anni per l'uscita del Tesoro dal capitale di Rocca Salimbeni (ha il 68% circa). Il termine per la vendita della partecipazione è attualmente fissato a fine 2021 (con indicazione del percorso entro fine 2020) ma le difficoltà nella ricerca di un compratore sono maggiori del previsto: BNP Paribas e Credit Agricole non sono interessate mentre UniCredit chiede compensazioni per il deterioramento dei ratio patrimoniali e per il rischio derivante dalle cause legali in capo a MPS (il petitum ammonta a 10 miliardi di euro). Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione hold sul titolo ma mette il prezzo obiettivo in revisione dopo la notizia di MF. Secondo gli esperti di Isp Unicredit è l'unica banca italiana che potrebbe permettersi l'integrazione di Mps. Per il momento il brusco calo di mercoledì potrebbe dimostrarsi solo un aggiustamento dopo il veloce rialzo del giorno prima, i prezzi hanno infatti ritracciato il 50% della seduta del 13 ottobre. Se il ribasso dovesse proseguire al di sotto di 1,205 aumenterebbe invece il rischio di un ritorno sul punto di partenza, a 1,1370. Sopra 1,27 la prospettiva di un proseguimento del rialzo dai minimi di 1,1370 aumenterebbe, alla rottura di 1,31 target a 1,42 euro.