Il Ftse Mib torna al punto di partenza

Ftse Mib in netto calo con stop a divieto short selling. Mercati azionari europei deboli ma con marcate differenze di performance. Ribassi ben più consistenti sono stati evidenziati, oltre che dagli indici italiani, anche dal CAC 40, dall'ATX (Austria), dal BEL 20 (Belgio) e dall'Athex Composite (Grecia).

Questi indici sono stati penalizzati dalla decisione delle rispettive autorità del mercato, in consultazione con l’ESMA (European Securities and Markets Authority), di sospendere a partire da oggi il divieto temporaneo all'assunzione di nuove posizioni nette corte e all'incremento delle posizioni nette corte esistenti che era stato annunciato il 17 marzo scorso.

La sospensione doveva durare per tre mesi ma si è deciso di anticiparla in virtù della progressiva normalizzazione delle condizioni generali di mercato, a cui tuttavia si è associata una riduzione della liquidità.

L'atteggiamento nei confronti dell'Italia non è comunque particolarmente negativo, il rendimento del Btp decennale è infatti scese all'1,68% dalla chiusura precedente a 1,84%, lo spread con il Bund si è ridimensionato a 214 bp da 239 (dati MTS).

Gli acquisti sull'obbligazionario Italia sono scattati dopo la proposta di Francia e Germania di dotare il Recovery Fund europeo di 500 miliardi di euro: gli impieghi del fondo sarebbero diretti alle regioni più colpite dall'emergenza Covid e ai settori più danneggiati. Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire ha però dichiarato che il fondo non sarà disponibile prima del 2021. E la proposta franco-tedesca non è senza opposizione, Austria, Danimarca, Svezia e Olanda sono infatti contrarie.

I dati macro continuano a mostrare un quadro difficile, in Italia a marzo l'indice produzione nelle costruzioni è sceso del 36,2% t/t e 33,1% a/a (ma del 35,4% la versione corretta per gli effetti del calendario), una flessione senza precedenti. La diminuzione in termini tendenziali dell'indice corretto è la maggiore della serie storica, iniziata nel 1995, superiore a quella registrata nel corso della crisi del 2008-2009 e, successivamente, nel 2012-2013.

Quello dell'Italia non è tuttavia un caso isolato, martedì è uscito il dato Usa sui nuovi cantieri residenziali: ad aprile i nuovi cantieri residenziali sono scesi del 30,2% a 891 mila da 1276 mila (attesi 927 mila), il maggior calo dall'inizio della serie nel 1959 e il valore più basso dal 2015, le licenze edilizie del 20,8% a 1074 mila da 1356 mila (attese 1000 mila), il maggior calo dal luglio 2008.

Negli Usa però a maggio la fiducia dei costruttori è cresciuta di 7 punti a 37 punti, il mese precedente si era registrato un crollo di 42 punti, il maggiore dall'inizio della serie nel 1985. Il valore di 50 rappresenta il punto di equilibrio tra chi ha una visione pessimistica e una ottimistica, quindi nonostante il rimbalzo il sentiment resta comunque negativo.

Il ribasso del Ftse Mib si è per il momento limitato a cancellare il rialzo del giorno prima, il minimo di lunedì era stato a 16953 punti, quello di martedì a 16929 con chiusura a 17035 punti. I prezzi sono quindi tornati al punto di partenza, una situazione dalla quale potrebbero verificarsi movimenti in entrambi i sensi con uguale facilità. Anche supporti e resistenze sono praticamente equidistanti: per inviare un segnale di forza l'indice dovrebbe salire oltre quota 17678, massimo dell'11 maggio distante 643 punti dalla chiusura di martedì, un segnale di debolezza verrebbe invece sotto 16451, minimo del 21 aprile distante 584 punti.

Oltre la resistenza target a 18500 circa, sotto il supporto invece obiettivo a 15789, base del gap del 24 marzo.