Dax, rimbalzo ampio in vista?

Il Dax ha superato oggi il massimo del 17 marzo a 9146 punti (ci aveva provato anche ieri ma la rottura, con il massimo di quota 9201 era stata solo marginale), andando a completare la figura a doppio minimo disegnata in area 8255 dal 16 marzo.

 

Questo tipo di figura potrebbe fornire un buon punto di appoggio per un tentativo di rimbalzo di un certo spessore, qualche cosa di piu' del tipico "dead cat bounce", del "rimbalzo del gatto morto" che spesso si realizza dopo un violento ribasso (un esempio lo si trova anche senza andare troppo lontano, con la reazione vista tra il 2 e il 3 marzo dopo la prima accelerazione ribassista dal massimo del 17 febbraio a 13795).

 

Quello che manca ora per rendere credibile questa ipotesi e' una accelerazione al rialzo dai livelli attuali: questa mattina la rottura della resistenza e' stata decisa, poi il mercato si e' messo subito laterale. E' evidente che gli investitori stanno aspettando l'apertura della borsa Usa, i future sullo S&P500 al momento parlano di un rialzo del 4% circa a 2308 punti, ma sara' importante capire se il sentiment positivo verra' confermato anche dopo i primi scambi.

 

Il superamento da parte del Dax di 9462, dove passa la media mobile esponenziale a 100 ore (che e' stata tagliata al ribasso il 24 febbraio) sarebbe un segnale credibile in favore di una estensione del rimbalzo. Oltre alla presenza del doppio minimo c'e' un altro elemento che permette di sperare di essere in presenza della costruzione di una fase di accumulo, ovvero di un rimbalzo potenzialmente esteso: i prezzi si sono lasciati alle spalle durante la discesa dai massimi di febbraio numerosi gap, ma ce ne sono tre molto evidenti, uno il 24 febbraio all'inizio della accelerazione ribassista, uno il 9 marzo nella parte centrale di quella che fino ad ora e' stata l'intera discesa, e' uno il 16 marzo, in corrispondenza della formazione del primo minimo del doppio minimo.

 

La teoria dei "tre gap" e' una delle piu' conosciute ed affidabili in analisi tecnica: dopo la comparsa di tre salti da parte dei prezzi con le caratteristiche descritte sopra (breakaway gap all'inizio di un movimento, possibilmente dopo una fase laterale, measuring gap nella parte centrale ed exhaustion gap al termine del movimento) il trend puo' considerarsi esaurito e si puo' disegnare una reazione correttiva.

 

Dove potrebbe arrivare il rimbalzo ce lo dicono i ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il ribasso dal top di febbraio: quello del 38,2% e' a 10360 punti (praticamente coincidente con il gap del 12 marzo), quello del 50% e' a 11010 (gap del 9 marzo, o "measuring gap"), quello del 61,8% e' a 11660 punti. Il target del doppio minimo, calcolato proiettandone l'ampiezza verso l'alto dal punto di rottura, e' invece a 10035 punti circa.

 

Ragionando per gradi, come e' corretto fare in occasione di un rimbalzo, e' quindi possibile ipotizzare che oltre area 9460 i prezzi potrebbero salire a 10035, poi a 10360. Al di sopra di questa quota il rimbalzo sarebbe sempre meno quello di un "dead cat" e sempre piu' un tentativo di reazione potenzialmente duraturo.

 

Anche in quel caso attenzione a non confondere una reazione con la ripresa del trend rialzista di lungo periodo: ormai e' chiaro che la pandemia di coronavirus ha fatto precipitare il mondo in recessione, a differenza di quello che abbiamo visto negli ultimi 10 anni, quando, grazie alla politica monetaria ultra accomodante, ogni flessione era una occasione per comprare con l'obiettivo di fare nuovi massimi, adesso purtroppo si dovra' convivere con una fase di aggiustamento delle valutazioni e delle aspettative che sara' lunga e complessa (ci vorranno almeno 2, probabilmente 3 trimestri, quindi fino alla fine dell'anno, per capire come si muoveranno gli utili aziendali).

 

Ci saranno quindi momenti di euforia, ad esempio con l'approvazione di misure straordinarie a sostegno dell'economia dei paesi piu' colpiti, ma anche di scoraggiamento, nel caso Covid-19 dovesse riemergere o semplicemente se il tasso dei fallimenti aziendali (che sara' elevato) e l'andamento dei dati macro futuri (che saranno desolanti) risulteranno deludenti anche rispetto ad aspettative gia' dimesse.

 

Tutte queste considerazioni risulterebbero poi vane nel caso l'indice Dax riscendesse al di sotto degli 8700 punti. L'ipotesi di essere in presenza di un doppio minimo in formazione verrebbe in quel caso messa in discussione, per venire poi negata alla violazione di area 8250. Target, sotto quei livelli, a 7400 e 7000 punti almeno, con l'aggravio di dover poi tentare la costruzione di una nuova fase di accumulo per interrompere la corsa al ribasso.