Btp future, segnale rialzista potenzialmente duraturo, i mercati danno fiducia all'Italia

Btp future, segnale rialzista potenzialmente duraturo, i mercati danno fiducia all'Italia. Il future Btp ha superato questa settimana di slancio la resistenza di area 132,10, lato alto del canale crescente che contiene l'ascesa dei prezzi dai minimi di meta' 2015. La rottura di questo riferimento ha una valenza che travalica l'analisi dello strumento in questione: il rendimento dei Btp italiani e' in calo da alcune settimane, una evidente apertura di fiducia da parte degli operatori nei confronti del nostro paese, nonostante le potenziali criticita', dal rischio di una procedura di infrazione comminata dalla Ue alla discussione sui mini bot che sono visti da alcuni come uno strumento per avviare la "ItalExit". 

Il superamento del lato alto del citato canale da parte del Btp, se verra' confermato anche in chiusura di settimana, potrebbe aprire la porta a movimenti verso area 150 euro (target ottenuto tramite il metodo del "raddoppio" del canale, ovvero la proiezione della ampiezza dello stesso dal punto di rottura del suo limite superiore). Attualmente il Bund future vale 173 euro circa, e difficilmente le sue quotazioni potrebbero salire ancora molto (i rendimenti di Bund sono al -0,28% circa), quindi una salita del Btp verso area 150 vorrebbe dire quasi dimezzare la differenza di prezzo tra i due strumenti, e di conseguenza anche lo spread Btp - Bund che potrebbe ridimensionarsi dai 240 punti attuali ai 120/130 punti base (un valore comunque ancora elevato se confrontato con i 70/75 punti dello spread Spagna - Germania). 

Ma quali potrebbero essere i motivi di questa apertura di fiducia nei confronti dell'Italia, visto che come detto le criticita' relative al nostro paese non sono mutate negli ultimi giorni, anzi si sono forse aggravate, e che anche il contesto macro generale certo non brilla, come testimonia il terribile dato tedesco ZEW sul sentiment dell’economia nazionale (-21,1 punti contro attese per -5,1 punti)? La spiegazione e' da ricercare nelle parole del presidente della Bce Mario Draghi che sembrano aver dato impulso e fiducia ai mercati con l’apertura a una nuova fase accomodante della politica monetaria in caso di necessità. 

Mario Draghi ha sottolineato che le prospettive di rischio restano orientate al ribasso e gli indicatori indicano debolezza nei prossimi trimestri. Il presidente della Bce parlando al forum di Sintra, ha detto che senza un miglioramento del quadro economico saranno necessari nuovi stimoli. In particolare alcune frasi chiave del suo discorso al forum di Sintra evidenziano che “in assenza di miglioramenti, come un ritorno sostenuto dell’inflazione verso i nostri obiettivi, saranno necessari nuovi stimoli” e ancora “ulteriori tagli dei tassi d’interesse e misure di mitigazione degli effetti collaterali rimangono parte del nostro armamentario disponibile. Anche l’APP (ossia l’asset purchase programme, il programma di acquisto di asset noto come quantitative easing) ha ancora margini considerevoli”. 

I mercati hanno sintetizzato queste parole in "sono possibili nuove misure di stimolo, dal taglio dei tassi ad un nuovo QE se l'inflazione della zona euro non si avvicinerà al target fissato. E dal momento che attualmente ad essere in crescente difficolta' non e' solo l'Italia ma anche la Germania, tutti sono pronti a scommettere che questa inequivocabile apertura in favore di un proseguimento delle politiche monetarie espansive sara' confermata anche dal successore di Draghi. 

Ecco quindi che il problema del debito italiano, con la Bce sul piede di guerra per fare tutto il possibile per aiutare la ripartenza della Germania, non e' piu' cosi' pressante. Gli investitori sono attratti dal rendimento elevato dei bond italiani e non sono piu' di tanto preoccupati dalla affidabilita' dell'emittente, l'elevato livello della domanda ha il fisiologico effetto di fare salire le quotazioni di Btp e simili e di farne cadere i rendimenti. E il conseguente ridimensionarsi dello spread con il Bund e' un regalo inatteso, ma non per questo non gradito, per il governo italiano, per il quale il pagamento degli interessi e' una zavorra che rischia di rendere vani tutti gli interventi fatti o in programma per ridurre il deficit. 

Quali effetti potrebbe avere un proseguimento del rialzo delle quotzioni del Btp future sulla borsa? Le similitudini tra l'andamento del future Btp e del Ftse Mib sono evidenti, e' difficile che le curve abbiano un andamento divergente, tutt'al piu' puo' accadere, come ad esempio a fine 2018, che l'andamento del Btp anticipi quello della borsa. Se la rottura della resistenza dei 132,10 euro da parte del Btp trovera' conferma nel prossimo futuro e se i target ipotizzati per il decennale italiano sono credibili, allora anche per il Ftse Mib si potrebbe realizzare una fase di crescita importante. 

Un primo segnale di forza da parte del Ftse Mib verrebbe oltre i 21600 punti circa, area di transito della linea che scende dai massimi di maggio 2018, ma una conferma affidabile si avrebbe alla rottura di area 22000. Quei livelli, gia' testati ad aprile, coincidono con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco di maggio 2018, percentuale ricavata dalla successione di Fibonacci che viene considerata lo spartiacque tra uno scenario correttivo, quindi di rimbalzo solo temporaneo, da uno di inversione di tendenza, ovvero di uno sviluppo duraturo del trend in atto. 

Oltre i 22000 punti una ipotesi di crescita duratura delle quotazioni diverrebbe credibile. Primo target a 23200 punti, ma successivo sui massimi dello scorso maggio a 24544 punti. C'e' un elemento che permette di valutare con favore lo scenario rialzista per la borsa, ovvero il segnale di forza inviato dal comparto domestico delle banche. Il settoriale Banche Italia sembra infatti pronto al rally. 

L'indice settoriale ha messo sotto pressione il 18 giugno con i massimi di quota 7664 circa la resistenza offerta a 7641 punti dal massimo del 6 giugno, una resistenza poi superata nettamente il 19 giugno. La conferma della rottura della resistenza, coincidente con la media mobile esponenziale a 20 giorni, ha interrotto la fase laterale disegnata dai minimi del 31 maggio, fase che puo' diventare ora un trampolino di lancio per un rimbalzo robusto. Primo target a 7950 circa, poi in area 8150. Dato il peso del comparto banche sull'indice Ftse Mib la sua buona salute e' un indizio bene augurante per tutto il mercato.