Borsa italiana poco mossa, mercati attendono firma accordo USA-Cina

Borsa italiana poco mossa, mercati attendono firma accordo USA-Cina. FTSE MIB +0,04%.

Il FTSE MIB segna +0,04%, il FTSE Italia All-Share +0,06%, il FTSE Italia Mid Cap +0,22%, il FTSE Italia STAR +0,35%.

BTP deboli, spread in risalita dopo il netto calo di venerdì. Il rendimento del decennale segna 1,37% (chiusura precedente a 1,33%), lo spread sul Bund segna 156 bp (da 152) (dati MTS).

Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 +0,4%, DAX +0,2%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 -0,0%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,29%, NASDAQ Composite -0,27%, Dow Jones Industrial -0,46%. La firma dell'accordo "fase uno" tra USA e Cina è prevista per dopodomani 15 gennaio.

Mercato azionario giapponese chiuso per festività, venerdì scorso il Nikkei 225 ha terminato a +0,47%. Borse cinesi in progresso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,98%, l'Hang Seng di Hong Kong a +1,11%.

Avvio di seduta negativo per Prysmian (-2,5%): ieri ha annunciato che il collegamento Western Link è stato interrotto venerdì scorso ed è attualmente "non in funzione". Sono in corso verifiche sulle cause dell'interruzione. Si tratta dell'ultimo (in ordine temporale) dei numerosi problemi occorsi al collegamento: il precedente risale all'aprile 2019. La sequela di guasti e interruzioni che ha caratterizzato la realizzazione e la messa in funzione di Western Link, il collegamento ad alto voltaggio sottomarino tra Scozia e Galles commissionato a Prysmian da National Grid Electricity Transmission e ScottishPower Transmission, sembra quindi non avere fine nemmeno dopo la presa in consegna dell'infrastruttura da parte dei committenti avvenuta lo scorso 23 novembre. I problemi a Western Link nel corso del tempo si sono riverberati anche sui conti di Prysmian: lo scorso aprile il gruppo ha effettuato un accantonamento per 70 milioni di euro a valere sul bilancio dell'esercizio 2018 "a fronte delle penali previste contrattualmente, dei costi di riparazione e dei costi accessori relativi alla problematica occorsa il 6 aprile e a ulteriori riparazioni che si dovessero eventualmente rendere necessarie nel prevedibile futuro".

Positiva STM +1,5% in vista della firma dell'accordo "fase uno" tra USA e Cina, prevista per dopodomani 15 gennaio. Il titolo del gruppo dei semiconduttori si è dimostrato uno dei più sensibili agli alti e bassi della guerra commerciale tra Pechino e Washington. Ricordiamo anche che STM pubblicherà i risultati del quarto trimestre 2019 il prossimo 23 gennaio.

Ancora acquisti sul risparmio gestito: Azimut +0,9%, Banca Generali +1,3%, Anima Holding +0,9%, Banca Mediolanum +0,6%.

In rosso Hera -1,7% dopo la presentazione del piano industriale 2019-2023. Fidentiis ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold, mentre Mediobanca ha ridotto il giudizio da outperform a neutral. Il piano prevede a fine periodo margine operativo lordo a 1.250 milioni di euro (+219 milioni rispetto al MOL 2018), investimenti industriali e finanziari complessivi a circa 2,9 miliardi di euro, posizione finanziaria netta/MOL al 2023 a 2,8x, dividendo previsto in ulteriore crescita fino a 12,0 centesimi per azione nel 2023 (+20% nel quinquennio).

TITOLO DEL GIORNO: FERRARI
 Ferrari tocca un nuovo massimo storico a 157,50 euro dopo che Kepler Cheuvreux ne ha migliorato la raccomandazione da hold a buy, incrementando il target da 150 a 175 euro. Il titolo ha superato i top di novembre 2019 a 156,35 euro dimostrando di possedere le energie necessarie per estendere il rally verso obiettivi a 160/162 con spazi di rialzo anche più ampi. Solo discese sotto quota 148, linea che sale da fine 2018 coincidente con la media mobile a 50 giorni, potrebbero interrompere la scia di risultati positivi preludendo all'avvio di cali verso supporti a 141,50, per il test del primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati dai minimi di fine 2018, il 23,6%, supporti successivi a 137 circa e in area 130, riferimento strategico dove si posiziona il picco di giugno 2018.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 vendite al dettaglio Italia, nel Regno Unito alle 10:30 PIL 3m novembre, produzione industriale, produzione manifatturiera, bilancia commerciale, alle 15:00 PIL (stima NIESR)