Borsa italiana e BTP deboli. In rosso petroliferi e UniCredit, bene TIM e Leonardo

Borsa italiana e BTP deboli. In rosso petroliferi e UniCredit, bene TIM e Leonardo dopo le trimestrali. FTSE MIB -0,36%. Il FTSE MIB segna -0,36%, il FTSE Italia All-Share -0,32%, il FTSE Italia Mid Cap +0,00%, il FTSE Italia STAR -0,18%.

BTP in ulteriore ribasso, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,24% (chiusura precedente a 1,21%), lo spread sul Bund segna 150 bp (da 148) (dati MTS).

Mercati azionari europei in calo: Euro Stoxx 50 -0,3%, FTSE 100 -0,3%, DAX -0,4%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari americani sotto la parità: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 -0,2%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,27%, NASDAQ Composite +0,28%, Dow Jones Industrial +0,66% (nuovi massimi storici per i tre indici).

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,26%. Borse cinesi negative: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,47%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,70%.

Telecom Italia accelera al rialzo (+3,5%) dopo aver chiuso il terzo trimestre 2019 con risultati in flessione rispetto allo stesso periodo del 2018 ma complessivamente migliori rispetto alle attese. I ricavi scendono a 4,429 miliardi di euro, in calo del 5,1% a/a e sotto i 4,518 del consensus pubblicato sul sito della compagnia telefonica. L’EBITDA After Lease di Gruppo è stato pari a 1,9 miliardi di euro (-4,3% a/a su base organica, contro 1,877 del consensus), mentre L’EBITDA organico di Gruppo è stato pari a 2,0 miliardi di euro (-4,5% a/a, contro 1,972 del consensus), con un margine sui ricavi in miglioramento a 44,6% (+0,7 pp a/a) grazie alle azioni di contenimento dei costi. Buona la performance finanziaria: l'indebitamento finanziario netto rettificato confrontabile al 30 settembre scende a 24,312 miliardi di euro da 25,270 a fine 2018 (consensus: 24,523), l'indebitamento finanziario netto rettificato After Lease scende a 22,465 miliardi da 23,322 a fine 2018 (consensus: 22,589). Confermata la guidance 2019. Telecom ha annunciato "la firma di un MoU con Google Cloud per la definizione di una partnership strategica. La partnership consentirà a TIM di diventare il principale player italiano nell’offerta di servizi di Cloud ed Edge Computing".

Leonardo +1,9% scatta in avanti grazie ai risultati del terzo trimestre 2019 nettamente migliori rispetto alle attese. I ricavi si attestano a 3.172 milioni di euro da 2.651 nello stesso periodo del 2018 (consensus 2.808), l'EBITA a 199 milioni di euro da 162 (consensus 180), il risultato netto ordinario a 115 milioni di euro, +98,3% a/a (consensus 61), mentre il risultato netto è in calo a 116 milioni di euro, -26,1% a/a. L'indebitamento netto di gruppo è pari a 4.301 milioni di euro (consensus 4,291). nei primi nove mesi del 2019 i nuovi ordini ammontano a 8,6 miliardi di euro contro i 9,4 dello stesso periodo del 2018: il dato sarebbe però "in forte crescita se si esclude l’effetto di € 3 mld relativo al contratto NH90 Qatar iscritto in portafoglio nel terzo trimestre 2018". Confermata la guidance 2019.

UniCredit -1,7% in fisiologica correzione dopo il rally di ieri in scia ai dati del terzo trimestre 2019 (periodo chiuso con risultati migliori rispetto al consensus) e alla vendita dell’intera partecipazione detenuta in Mediobanca (pari all'8,4% del capitale) con un incasso di circa €785 milioni.

Petroliferi in rosso a causa della flessione del greggio. Il future gennaio sul Brent segna 61,70 $/barile (da 62,80 circa ieri pomeriggio), il future dicembre sul WTI segna 56,45 $/barile (da 57,80 circa). Tenaris -1,6%, Saipem -1,3%, Eni -0,8%.

Fincantieri -6,0% in netto calo dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi del 2019. Ricavi e proventi registrano un incremento del 9,7% a/a, mentre l'EBITDA sale da 281 a 287 milioni di euro, il che determina una flessione dell'EBITDA margin al 6,7% dal 7,3% di un anno fa. Inoltre l'indebitamento finanziario netto sale a 904 milioni di euro da 404 a fine 2018. Incerta la guidance a causa della controllata Vard, per la quale prosegue il processo di integrazione nel Gruppo Fincantieri e di allineamento alle best practice: questo ha "portato da una parte al recupero di ritardi produttivi che avrebbero altrimenti compromesso la consegna delle navi nei tempi previsti e dall’altro alla revisione delle stime dei costi a finire delle commesse che sono state riflesse nei risultati al 30 settembre 2019, ivi compresi i maggiori costi sostenuti per recuperare i ritardi sulle navi in consegna. Ulteriori verifiche sulle modalità di gestione industriale e della pianificazione economica delle commesse sono tuttora in corso".

Brunello Cucinelli +2,0% in progresso: nei primi nove mesi del 2019 i ricavi netti salgono a 459,2 milioni di euro, +8,8% a cambi correnti (+7,7% a cambi costanti). Ottime le performance in Cina (+14,4%) e Resto del Mondo (11,3%). Sottotono l'Italia (+2,2%). Per l'esercizio 2019 il presidente, a.d., fondatore e azionista di maggioranza prevede una "crescita del fatturato intorno al 9% ed una sana crescita dei profitti” e di "progettare il 2020 con serenità e fiducia, in linea con la nostra pianificazione del Piano decennale 2019-2028".

TITOLO DEL GIORNO: GENERALI
 Generali +3,55% accelera e tocca a 19,37 euro i massimi da gennaio 2009 dopo l'uscita dei conti al 30 settembre: nei primi nove mesi del 2019 risultato operativo in crescita a € 3,9 miliardi (+9,1%) e utile in aumento a €2,2 miliardi (+16,6%), grazie anche al risultato delle dismissioni. L’utile netto normalizzato escludendo l’onere one-off di €188 milioni dell’operazione di liability management si attesta a €1.872 milioni (+6,2%). La notizia ha fornito l’abbrivio per scardinare una resistenza critica in ottica di medio lungo termine, i massimi allineati di ottobre 2009, gennaio 2010 e marzo 2015 a circa 19,21 euro. Nonostante i segnali di ipercomprato accumulati nell’ultimo periodo, il titolo appare intenzionato a proseguire la corsa oltre quota 20, verso obiettivi a 20,70 circa, per il test del lato alto del canale che sale dai minimi del 2016. Eventuali flessioni nel breve termine non modificherebbero la struttura rialzista di fondo ma permetterebbero ai prezzi di riequilibrare l'inclinazione della tendenza su di un percorso più facilmente sostenibile. Attesa in questo caso una flessione verso area 18, minimo di fine ottobre e picco di settembre. Indicazioni negative solo sotto 17,38 per target negativi a 16,50, linea che sale dai minimi di ottobre 2018.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: negli USA alle 16:00 indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare e scorte all'ingrosso finali.