Banca MPS in netto rialzo martedì

Banca MPS in netto rialzo martedì sale a toccare un massimo intraday a 1,24 euro per poi terminare la seduta a 1,221 (+2,09%). Secondo fonti vicine alla situazione sentite da Reuters, il Ministero dell'Economia e delle Finanze sta iniziando a pensare allo scorporo dei rischi legali in capo a Rocca Salimbeni. Si ipotizza il trasferimento dei rischi a un soggetto statale (quindi una sorta di nazionalizzazione) unitamente agli accantonamenti attualmente appostati in bilancio a copertura dei rischi stessi. Ricordiamo che le richieste danni verso MPS ammontano a circa 10 miliardi di euro con accantonamenti pari a circa 1,2 miliardi. Oltre a questo resta d'attualità l'ipotesi di un nuovo aumento di capitale da circa 1,5 miliardi di euro. Ricordiamo infine le indiscrezioni della scorsa settimana sulla possibilità di computare a capitale le DTA (imposte differite) fuori bilancio trasformandole in crediti fiscali (che per MPS sono pari a 3,7 miliardi). Tutte queste ipotesi hanno un unico scopo: rendere Banca MPS appetibile per un compratore (UniCredit in primis) e permettere quindi al MEF di uscire dal capitale della banca senese (ha il 68%) entro fine 2021, come concordato con le autorità UE in occasione della ricapitalizzazione del 2017 classificata come aiuto di Stato temporaneo. Il titolo ha testato, come già lunedì, in area 1,23 euro la media mobile esponenziale a 50 giorni, resistenza che non è stata superata in chiusura di seduta. Solo una decisa rottura di quei livelli segnalerebbe l'avvio di una correzione potenzialmente estesa di tutto il ribasso subito dal top del 21 luglio a 1,983 euro. Obiettivo inizialmente a 1,37, poi in area 1,50 euro, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di luglio. Sotto 1,15 il tentativo di dare forma ad una fase di rimbalzo consistente risulterebbe negato, rischio in quel caso di ritorno in area 1 euro.