Analisi critica dell'andamento dei primi 6 mesi per i principali mercati

Il mese di giugno si chiude con un saldo positivo per la borsa mondiale, l'indice MSCI World quotato in dollari Usa ha infatti messo a segno un rialzo del 2,51% che si somma a quello del 4,63% di maggio e del 10,80 di aprile. La semplice analisi delle performance mensili evidenzia subito un fatto, che la velocita' di evoluzione del rimbalzo intrapreso dai minimi di marzo si e' andata sempre piu' riducendo nel corso dell'ultimo trimestre. I prezzi sono riusciti nella prima settimana del mese di giugno a fare segnare un nuovo massimo, a 2292 dollari circa, superiore a quello dell'ultima settimana di maggio a 2275 dollari, ma si sono poi allontanati velocemente da quei livelli muovendosi poi nelle tre settimane successive per vie laterali. 

L'ultima settimana di maggio e la prima di giugno formano, sul grafico a candele, una figura ribassista di tipo "dark cloud cover" (la seconda candela inverte il segno della prima dopo averne superato i massimi) che pero' non e' ancora stata confermata dalla successiva azione dei prezzi: dopo la comparsa di un pattern su di un grafico a candele giapponesi e' necessario che i prezzi lo confermino (di solito questo avviene violando il limite inferiore della figura quando si tratta di un pattern ribassista) per attivarne le implicazioni negative, in caso contrario la perdita di forza del trend puo' dimostrarsi solo una pausa temporanea. 

La perdita di velocita' dell'uptrend e la comparsa della figura ribassista (per ora solo potenziale) sono elementi che invitano alla prudenza, anche perche' il rimbalzo dell'indice si e' arenato quando i prezzi hanno raggiunto in area 2250 dollari il 78,6% di ritracciamento del ribasso dai massimi di febbraio: questa percentuale di ritorno, ricavata dalla successione di Fibonacci, spesso si dimostra il punto di arrivo di una fase correttiva, ovvero se dopo un violento ribasso come quello subito nella prima parte dell'anno le quotazioni non riescono a superare con il successivo rimbalzo il 75/80% del movimento precedente questo deve essere ancora considerato come la tendenza dominante. In definitiva il quadro grafico dell'indice MSCI World della borsa mondiale si puo' definire al termine dei primi sei mesi del 2020 come fragile, caratterizzato dalla presenza di un forte ostacolo in prossimita' dei valori attuali, quello dei 2250/2300 dollari, senza la rottura del quale il rischio di una ripresa prolungata del trend ribassista di medio periodo non si puo' escludere. 

Tra gli elementi in favore del proseguimento del rialzo attivo da marzo c'e' il superamento, avvenuto il 27 maggio, della media mobile esponenziale a 200 giorni, che al 30 giugno supporta l'indice da area 2142 dollari. La media a 200 giorni e' un indicatore che per convenzione descrive la condizione della tendenza di medio lungo periodo, quando essa si colloca al di sotto dei prezzi come in questo caso se ne puo' ricavare una valutazione positiva del trend. Il fatto che la media e i prezzi siano ancora molto vicini (basterebbe una discesa del 2,7% per riportare l'indice al di sotto della media) e' tuttavia un ulteriore elemento che induce alla prudenza nella valutazione della condizione dell'MSCI World. 

Solo se i prezzi dovessero riuscire a superare il 78,6% di ritracciamento in modo stabile il rischio di una flessione prolungata verrebbe decisamente allontanato in favore del ritorno sui massimi dell'anno a 2435 dollari. 

 

Utilizzando gli stessi criteri di giudizio gia' visti per l'MSCI World per valutare la situazione dei principali mercati finanziari (vedi lista a fine articolo dei 32 strumenti analizzati) e' possibile tracciare una mappa della situazione attuale. Ad esempio lo studio delle performance mensili mostra come la variazione maggiore a giugno tra i 32 mercati analizzati sia stata quella del future sul petrolio Wti, cresciuto dell'11% circa (dopo l'88% di maggio), seguita dal +7,77% dell'indice Sox dei semiconduttori e a sorpresa dal +6,47% del Ftse Mib (che invece a maggio si era rivalutato solo del 2,87%). Performance negative per i mercati obbligazionari Usa, con il prezzo del future sul decennale in calo dello 0,15% e quello sul trentennale dello 0,8% (prezzi in calo significano rendimenti in crescita). 

Moderata flessione anche per il Dollar Index, che cede terreno, come gia' a maggio, ma non in modo vistoso: la marginale perdita di valore del dollaro conferma un allentamento delle tensioni che si erano venute a creare nei primi mesi dell'anno a causa dell'emergenza Covid-19. 

Estendendo l'analisi delle performance all'intero 2020 si evidenziano i pochi strumenti che possono vantare una tendenza positiva ormai consolidata, ad emergere e' il terzetto della tecnologia Usa, con il Sox dei semiconduttori, il Nasdaq Composite e il Nasdaq 100 ampiamente positivi (da notare che il Nasdaq 100 con il suo +16,3% ha battuto ampiamente il Composite, che e' salito del 12,11%, un chiaro indizio del fatto che a tirare la volata del settore sono stati i big del comparto). 

Altro mercato in evidenza nel 2020 e' stato quello dell'oro, che ha guadagnato il 18,21% nei primi sei mesi dell'anno, un guadagno "reale" anche per l'investitore in euro dal momento che il Dollar Index da inizio 2020 e' positivo, anche se solo dello 0,92%. 

Performance ancora ampiamente positive per i principali mercati obbligazionari, il trentennale Usa da inizio anno guadagna ancora il 14,53% (nonostante la flessione gia' menzionata di maggio e giugno), il Bund tedesco il 3,44%: la moderata ripresa dei rendimenti vista nelle ultime settimane per il momento non ha intaccato una tendenza all'apprezzamento dei bond che resta in via di sviluppo. 

Andando ad ispezionare in dettaglio le caratteristiche dei singoli strumenti analizzati e' possibile stilare una classifica anche in termini di Beta, ovvero della capacita' di ciascuno strumento di rispondere alle variazioni del mercato: un valore di Beta superiore all'unita' sara' proprio di quegli strumenti che ampificano, sia nelle fasi di rialzo sia in quelle di ribasso, i movimenti dell'indice benchmark (in questo caso l'MSCI World in dollari). Gli strumenti ad alto Beta saranno quindi quelli da privilegiare fino a che il trend di fondo delle borse rimarra' positivo, viceversa che la tendenza generale dovesse perdere forza o addirittura invertirsi sara' opportuno virare verso gli strumenti con beta inferiore. 

Nella parte alta di questa classifica troviamo praticamente tutto cio' che ha a che fare con la borsa Usa, i principali indici generali e settoriali, oltre al prezzo del greggio, sul fronte opposto invece i bond, l'oro, gli indici azionari dell'Asia (Corea, Hong Kong, Cina), e quello svizzero. La borsa italiana e' invece a meta' classifica, con un beta di poco inferiore all'unita'. Valutazioni simili si possono fare osservando i valori dell'indice di correlazioni che mostra quanto uno strumento e' correlato al benchmark di riferimento, salvo poche eccezioni, la piu' evidente quella del petrolio, a valori di Beta elevato corrisponde anche una correlazione elevata, quindi ancora una volta questa mappatura del mercato e' utile per determinare a grandi linee quali strumenti privilegiare a seconda della forza dell'azionario. 

Dell'importanza della media mobile (esponenziale) a 200 giorni come indicatore sintetico della condizione del trend e' gia' stato discusso in relazione all'MSCI World. Attualmente la meta' circa degli strumenti analizzati e' al di sopra della propria media a 200 giorni, evidenzia quindi una tendenza di fondo rialzista, una meta' ne e' invece al di sotto. 

I piu' distanti dalla media tra quelli che ne stazionano al di sopra, quindi con una tendenza positiva piu' forte, sono i soliti Sox, Nasdaq Composite e Nasdaq 100, e l'oro, quelli invece che sono molto al di sotto della media, quindi dovranno fare uno sforzo notevole per guadagnarsi una valutazione positiva del trend, sono i settoriali Usa delle Banche e dell'Energia, l'indice della borsa di Madrid, l'indice delle materie prime Crb. 

C'e' poi un altro valore da seguire con attenzione per cercare di valutare la qualita' del rimbalzo messo a segno dai minimi dell'anno, ovvero l'entita' del ritracciamento che ciascuno strumento e' stato capace di mettere a segno rispetto al ribasso dai massimi di inizio 2020. Come evidenziato nel caso dell'MSCI World reazioni nell'ordine del 78,6% del movimento precedente, per quanto rilevanti, non sono ancora risolutive per parlare di una vera e propria inversione del trend in favore di una ripresa duratura del rialzo. 

A maggiore ragione quando il rimbalzo si limita a ripercorrere in senso opposto una percentuale tra il 50% e il 61,8% (anche questa una percentuale di Fibonacci) del ribasso precedente il rischio di trovarsi in presenza di una fase solo temporanea di ripresa e' elevato. In questa particolare classifica si trovano alcuni strumenti, come l'oro, i due indici Nasdaq, l'S&P100 e il Kospi coreano che ormai si sono lasciati alle spalle la soglia critica del 78,6% di ritracciamento e sono quindi gia' su di una tendenza rialzista autonoma (il che non significa ovviamente che tale tendenza non possa interrompersi, solo che la sua evoluzione non e' piu' in funzione del ribasso precedente ma va inquadrata come un nuovo elemento del trend rialzista di lungo e lunghissimo termine), ma la maggioranza degli indici europei ad esempio e' ancora nello spazio tra la meta' e i 2/3 di ritracciamento, quindi ancora pienamente in fase correttiva (il Ftse Mib ad esempio e' ancora solo sul 46,1% di ritracciamento, il Ftse All Share sul 46,3%). 

Solo quando anche questi strumenti riusciranno a superare la resistenza del 78,6% di ritracciamento del ribasso precedente (a 23058 punti per il Ftse Mib e a 25073 per l'All Share) il quadro grafico sara' improntato con maggiore chiarezza al rialzo.

Mercati analizzati

Ftse Mib

Ftse All Share

Bund future

Cac 40 indice

Chenzhen B Share Index

Cmx Gold

Crb Commodity

Dax indice

Dollar index

Dow Jones Industrial

Eurostoxx 50 indice

Ftse 100 indice

Hang Seng

Ibex 35 indice

Msci World in $

Nasdaq 100

Nasdaq composite

Nikkei 225

Nymex Crude Oil

Sox semiconduttori

Russell 2000

S&P 100

S&P500

S&P Banking

S&P Energy

S&P Homebuilders

S&P Industrial

Kospi Corea Index

Stoxx 600 indice

Smi indice

T Bond future 30 anni

T note future 10 anni