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Asia contrastata: male gli emergenti, in positivo Tokyo, Sydney e Shanghai

Com'era stata contrastata la seduta di giovedì a Wall Street (dei tre principali indici Usa solo il Nasdaq aveva segnato un declino, dello 0,81%), anche alla riapertura dei mercati in Asia l'andamento è difforme. A deprimere i corsi soprattutto dei mercati emergenti è stato l'evolversi della reazione degli investitori alla vittoria di Donald Trump nelle presidenziali Usa, a causa di timori di una fuga di capitali dalla regione che hanno spinto al ribasso le valute (la rupia indonesiana si è deprezzata di oltre il 2,5% sul dollaro e la piazza di Jakarta ha toccato una perdita del 3%).

S&P500 senza infamia e senza lode

Senza infamia e senza lode la seduta di giovedì dell'S&P500. L'indice americano si è spinto in apertura fino a un massimo a quota 2182, senza tuttavia riuscire ad avere ragione dell'ostacolo presente in questo punto e terminando così gli scambi a 2167,48 punti con un progresso dello 0,20%. Servirebbe infatti la rottura decisa del top del 22 settembre, a 2180 circa, per inviare un segnale chiarificatore delle reali intenzioni del mercato. Target in quel caso sui record estivi a 2194 e oltre area 2200.

Borsa Usa: nuovo record per il Dow Jones, giù il settore high-tech

La Borsa di New York ha chiuso la seduta mista all'indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,17%, l'S&P 500 lo 0,20%. Sotto la parità il Nasdaq Composite a causa della caduta dei titoli high-tech. Il listino delle blue chip ha toccato il nuovo record a 18.873,66 punti.

Borsa Usa: Dow Jones tocca nuovo record, male i tecnologici

A New York il Dow Jones tocca un nuovo record a 18.769,46 punti. Sotto la parità il Nasdaq Composite a causa del declino dei titoli tecnologici. Piatto l'S&P 500.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 31 ottobre si sono attestate a 254 mila unità, superiori alle attese (260 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (265 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,041 milioni, inferiore ai 2,030 milioni precedenti.

Il Bund travolge supporti di rilievo

Momento estremamente delicato per il Bund. Il derivato tedesco ha travolto i supporti strategici posizionati in area 161,50/162 (su questi livelli convergono infatti la media mobile a 200 giorni e la base gap rialzista del 24 giugno), precipitando fino ad area 160,30 in corrispondenza dei massimi allineati tra marzo e maggio di quest'anno. La violazione della media mobile a 200 giorni rappresenta senza dubbio un elemento fortemente negativo per il trend di medio breve termine.

Dollaro forte dopo elezione di Trump

L'effetto Trump si è visto sui mercati valutari, ma è durato meno di 24 ore. Dopo essere volato fino a quota 1,13 contro il Dollaro, l'Euro ha invertito bruscamente la rotta. La Moneta Unica ha infatti fallito un appuntamento importante, a 1,12 transitava la linea tracciata dai massimi di agosto e passante per quelli di settembre, avvitandosi su se stessa fino al test dei supporti statici a 1,086, minimi toccati a ottobre, non distanti dai minimi estivi.

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