Report e Ratings

Inwit: Credit Suisse incrementa target

Inwit (+1,7% a 6,66 euro): Credit Suisse conferma il giudizio outperform e incrementa il target da 6,80 a 7,60 euro. Gli analisti della banca elvetica ritengono che i conti del secondo trimestre 2018 (cda il 23 luglio) saranno buoni e incrementano le stime sull'EBITDA 2018 e 2019 del 2%.

SF - www.ftaonline.com

Telecom positiva, attesa per cda su dati sem1 e rete

Telecom Italia (+1,3% a 0,6146 euro) si mantiene in rialzo a fine mattinata. Oltre al cda della capogruppo del 24 luglio, gli analisti guardano anche alla riunione del board della controllata TIM Brasil, in programma il 19 luglio: il clima è favorevole e sono attesi dati semestrali brillanti. Mediobanca conferma la raccomandazione buy e il target a 1,20 euro su Telecom.

Turchia: per Fitch Ratings sempre più junk il debito sovrano

Fitch Ratings venerdì ha peggiorato ulteriormente il rating sovrano della Turchia, spingendolo sempre più in territorio junk (spazzatura, investimento altamente speculativo), citando come fattori l'aumento del deficit delle partite correnti della nazione, la crescita dell'inflazione e la riduzione di credibilità della politica economica.

Crollo per Netflix. Deutsche Bank prudente su nuovi abbonati

Netflix ha chiuso venerdì con un crollo del 4,28% scivolando in fondo al Nasdaq 100 (e segnando la seconda peggiore performance dell'S&P 500 alle spalle di Mattel, in calo del 4,36%), dopo che Bryan Kraft, analista di Deutsche Bank, pur mantenendo il giudizio buy sul titolo ha predicato prudenza in vista della trimestrale che il pioniere dello streaming comunicherà in serata.

Italgas accelera con digitalizzazione e report MS

Italgas (+3,1% a 4,8740 euro) in ottima forma grazie a quanto rivelato dal Sole 24 Ore. Il gruppo punta sulla digitalizzazione delle reti e sull'installazione di contatori elettronici. Inoltre Morgan Stanley ha incrementato il target sul titolo da 5,10 a 5,20 euro.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com

Il Dow Jones supera 25.000 punti. Nasdaq piatto ma da record

Dopo un avvio di seduta in sordina per Wall Street, solo il Dow Jones Industrial Average venerdì è riuscito ad accelerare i suoi guadagni chiudendo in rialzo dello 0,38% per tornare sopra i 25.000 punti per la prima volta in oltre un mese (l'indice si è alla fine attestato 25.019,41 punti). Restano invece vicini alla parità S&P 500 e Nasdaq Composite, apprezzatisi dello 0,11% e dello 0,03% rispettivamente (a 2.801,31 e 7.825,98 punti).

L Brands ancora in calo. Instinet taglia il target price

L Brands continua a perdere terreno a Wall Street. Il retailer Usa del settore abbigliamento era crollato del 12,05% giovedì al Nyse dopo avere presentato dati sulle vendite di giugno in rallentamento. E alla riapertura degli scambi, a fronte di un andamento sostanzialmente piatto per gli indici newyorkesi, è in ulteriore flessione di circa il 2% (il titolo si è deprezzato del 25% nei dodici mesi).

Finanziari e telecom frenano Wall Street che apre sulla parità

Wall Street apre intorno alla parità con marginali guadagni che si trasformano in perdite, seppure limitate. I riflettori sono tutti puntati sull'avvio della tornata di trimestrali e in particolare su quelle dei big finanziari. Come anticipato i risultati non sono negativi, complessivamente i profitti crescono, e non di poco, ma in gran parte grazie ai benefici fiscali. Jp Morgan Chase ha battuto le attese del mercato ma apre in calo di oltre l'1% seguendo la tendenza del comparto. Va detto però che il colosso di Wall Street ha evidenziato debolezza nelle attività retail.

Il DoJ ricorre in appello e Raymond James declassa At&t

At&t ha aperto in declino di quasi il 2% la seduta a Wall Street, dopo che gli analisti di Raymond James hanno peggiorato da outperform a market perform il giudizio sul titolo dell'ex monopolista telefonico Usa in scia all'annuncio dello U.S. Department of Justice (DoJ, il ministero della Giustizia di Washington, che ha anche funzioni di organismo antitrust) di volere ricorrere in appello contro la propria sentenza di giugno in cui veniva dato il via libera all'acquisizione da 80 miliardi di dollari di Time Warner.

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