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Svizzera: Snb mantiene ancora i tassi allo 0,75% in negativo

Come previsto la Schweizerische Nationalbank (Snb, l'istituto centrale svizzero) ha mantenuto giovedì i tassi d'interesse sui depositi in negativo dello 0,75% e in un range compreso tra -1,25% e -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, principale tasso di riferimento. L'ultimo intervento, un taglio di 50 punti base, risale al gennaio 2015 quando l'istituto aveva deciso di slegare la valuta elvetica dall'euro.

Giappone: Pmi Markit/Nikkei stabile su minimi da giugno 2016

Nessuna variazione per l'attività manifatturiera del Giappone, che in marzo rimane comunque per il secondo mese sotto la soglia che separa crescita da contrazione dopo ventinove mesi consecutivi in fase espansiva. L'indice Pmi stilato da Markit/Nikkei nel mese in chiusura è infatti rimasto stabile su base preliminare sui 48,9 punti della lettura finale di febbraio (50,3 punti in gennaio), confermandosi sui minimi dai 48,1 punti del giugno 2016. Il dato si confronta con il progresso a 49,2 punti atteso dagli economisti.

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Secondo Trump crescita Usa al 4% senza la stretta della Fed

Secondo Donald Trump senza la stretta della Federal Reserve (Fed) sarebbe stata del 4% la crescita dell'economia Usa nel 2018. "Non mi importa se ho influenzato la banca centrale", ha dichiarato il presidente Usa nel corso di un'intervista a Fox Business Network, riferendosi al cambio di passo annunciato mercoledì dalla Fed.

Giappone: in febbraio inflazione core calata allo 0,7% annuo

Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, l'indice dei prezzi al consumo del Sol Levante è cresciuto in febbraio dello 0,2% annuo come in gennaio (0,3% in dicembre), contro lo 0,3% del consensus. L'inflazione core è invece calata in Giappone allo 0,7% annuo contro lo 0,8% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a gennaio (0,7% in dicembre). Su base mensile l'indice dei prezzi complessivo non ha segnato alcuna variazione, contro il rialzo dello 0,3% di gennaio.

Brasile: istituto centrale lascia invariati i tassi al 6,50%

Il Banco Central do Brasil (l'istituto centrale di Brasilia) mercoledì ha lasciato invariati i tassi d'interesse al 6,50% per l'ottavo meeting di fila dopo dodici riduzioni consecutive (l'ultima di 25 punti base era stata realizzata in marzo). La decisione era stata prevista da tutti i 21 economisti che componevano il consensus di Reuters. Il Copom (la commissione responsabile per le politiche monetarie) ha dichiarato che "i dati recenti sull'attività economica si sono rivelati inferiori alle aspettative".

Australia: tasso di disoccupazione sceso al 4,9% in febbraio

Secondo quanto reso noto dal Bureau of Statistics di Canberra, in Australia il tasso di disoccupazione, rettificato stagionalmente, è sceso in febbraio al 4,9% dal 5,0% registrato in dicembre e gennaio (5,1% in novembre). Il dato si confronta con la lettura invariata al 5,0% del consensus.

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La Fed non prevede più rialzi dei tassi d'interesse nel 2019

Come ampiamente previsto mercoledì il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha deciso all'unanimità di lasciare invariati i tassi d'interesse Usa in un range del 2,25% -2,50% dopo averli alzati di 25 punti base l'ultima volta in dicembre (nel quarto incremento del 2018).

Giappone: indice Reuters Tankan sui minimi dall'ottobre 2016

La fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone si consolida sui minimi di oltre due anni. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti calato in marzo a 10 punti dai 13 punti di febbraio (18 punti in gennaio), sul livello più basso dai 10 punti segnati l'ultima volta nell'ottobre 2016. Le aspettative sono invece per un rialzo a 11 punti in giugno. Il sondaggio è stato condotto tra 479 aziende giapponesi medio-grandi (di cui 250 hanno risposto) nel periodo dal 4 al 15 marzo.

Petrolio: riserve Usa calate di 2,1 milioni di barili (Api)

Secondo le stime riportate martedì dall'American Petroleum Institute (Api), le scorte di greggio in Usa sono calate di 2,1 milioni di barili nella settimana chiusa il 15 marzo. Le riserve di benzina sono invece diminuite nello stesso periodo di 2,8 milioni di barili. I dati dell'Api precedono quelli ufficiali della U.S. Energy Information Administration (Eia), che saranno diffusi in giornata. Secondo le stime di S&P Global Platts, citate da Market Watch, l'Eia dovrebbe comunicare un rialzo di 1 milione di barili e una flessione di 2,1 milioni di barili per la benzina.

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