UBI Banca ancora debole nonostante smentita dossier MPS

13/02/2018 09:10:36

UBI Banca (-0,2% a 3,98 euro) ancora debole dopo il netto calo ieri causato dalle voci di stampa secondo cui l'a.d. di Banca MPS Marco Morelli ha avviato contatti con UBI per valutare la possibilità di un'aggregazione. Dopo la chiusura del mercato l'istituto guidato dal consigliere delegato Victor Massiah ha smentito "categoricamente l'esistenza di dossier e di qualsiasi tipo di negoziazione con MPS". Venerdì scorso UBI Banca ha annunciato di aver chiuso l'esercizio 2017 con un utile normalizzato pari a 188,7 milioni di euro, contro la perdita da 474,4 milioni accusata nel 2016. L'istituto ha inoltre deliberato "la vendita nel corso dei prossimi 3 anni di un pacchetto significativo di crediti deteriorati al fine di accelerare il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% a cavallo tra il 2019 e il 2020, in funzione delle condizioni di mercato". Si tratta di un cambiamento di strategia dato che finora UBI ha adottato una scelta diversa nella gestione degli npl, ovvero quella della gestione interna finalizzata al recupero dei crediti. L'analisi del grafico di UBI Banca evidenzia il potenziale testa e spalle ribassista in formazione da metà gennaio, figura che verrebbe definitivamente confermata in caso di violazione del supporto statico a 3,85 euro, con obiettivo sul minimo di inizio anno poco sopra i 3,60. Sotto questo ultimo riferimento probabile una correzione più ampia verso 3,10. Segnali positivi oltre 4,3250 per 4,6340, massimo di inizio ottobre.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com