Powell (Fed) minimizza ipotesi di quattro rialzi nel 2018

14/06/2018 10:40:23

Jerome Powell, nella conferenza stampa successiva alla decisione del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di alzare all'1,75-2,00% i tassi d'interesse, ha delineato un outlook positivo per l'economia Usa. Il chairman della Fed ha sottolineato come le politiche fiscali volute dal presidente Donald Trump dovrebbero spingere la domanda per i prossimi tre anni, dichiarando di attendersi che il tasso di disoccupazione scenda sotto al 4,5% nel lungo periodo. Powell non ha voluto commentare il fallimentare G7 canadese (condizionato dalla "fuga" di Trump) ma ha precisato di non vedere nei dati macroeconomici i segnali di un impatto derivante dalle tensioni commerciali. In tema d'inflazione ha dichiarato che la Fed non è ancora pronta per "dichiarare vittoria", anticipando che i corsi del petrolio dovrebbero spingere l'indice dei prezzi sopra al target del 2% anche se solo in modo "transitorio". Powell ha anche minimizzato l'ipotesi di quattro rialzi totali dei tassi d'interesse nel corso del 2018, emersa dal comunicato del Fomc, sottolineando che le aspettative rispetto al graduale programma di aumenti non sono cambiate. La novità più concreta, però, è il fatto che Powell abbia anticipato che in futuro terrà una conferenza stampa in occasione di ogni meeting del Fomc. L'obiettivo è semplificare la comunicazione della Fed con l'esterno e mettere un freno alla cacofonia, di cui si sono lamentati i suoi predessori Ben Bernanke e Janet Yellen (per altro poco avvezzi alle conferenze stampa, ha notato lo stesso Powell), di voci in arrivo con sempre maggiore frequenza dai numerosi rappresentanti dell'istituto centrale di Washington (i dodici capi delle banche regionali e i membri del Board of Governors) che hanno spesso portato a una confusione su quale sia il messaggio principale della Fed.

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