Piazza Affari in verde nonostante incertezze politiche, spread in ridimensionamento. FTSE MIB +0,29%

17/05/2018 17:45:39

Piazza Affari in verde nonostante incertezze politiche, spread in ridimensionamento. FTSE MIB +0,29%.


Mercati azionari europei positivi. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,29%, il FTSE Italia All-Share a +0,27%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,29%, il FTSE Italia STAR a +0,26%. Azionario e obbligazionario italiani ancora condizionati dalle trattative politiche: sembra che il contratto di governo tra Lega e M5S possa essere chiuso entro oggi, nei prossimi giorni il nome del premier. Lo spread BTP-Bund dopo aver sfiorato a fine mattinata quota 159 bp storna sotto i 150.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio indice, che monitora l'andamento dell'attivita' manifatturiera dell'area di Philadelphia, si e' attestato nel mese di maggio a 34,4 punti dai 23,2 punti di aprile risultando superiore anche alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell'indice pari a +21 punti. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata l'11 maggio si sono attestate a 222 mila unità, superiori alle attese fissate a 215 mila unità e da 211 mila unità della settimana precedente. Il Conference Board ha comunicato che, nel mese di aprile, l'Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l'andamento dell'attivita' economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,4% su base mensile, risultando in linea con le stime degli economisti e con il dato precedente. L'Istat rende noto che il surplus commerciale è diminuito dai 5.306 milioni di marzo 2017 a +4.531 milioni di marzo 2018.

Bancari italiani in flessione: l'indice FTSE Italia Banche chiude a -1,23% contro il -0,1% circa dell'EURO STOXX Banks. Il settore è sotto pressione a causa delle incertezze a livello politico. In deciso calo UBI Banca (-2,70%), UniCredit (-1,86%), Intesa Sanpaolo (-0,79%).

Particolarmente colpita dalle vendite Banca MPS (-8,86%) dopo le parole di Claudio Borghi, economista e deputato della Lega, secondo cui lo Stato non uscirà dal capitale dell'istituto senese e ne ridefinirà i compiti "in un'ottica di servizio". Borghi ha specificato che le filiali in via di chiusura in quanto non profittevoli verranno mantenute. Infine, per Borghi è molto probabile che il nuovo governo scelga un sostituto per l'attuale a.d. Marco Morelli. Nello scorso fine settimana il Sole 24 Ore ha scritto che entro la fine dell'anno prossimo il Tesoro, primo azionista di MPS con il 68,2%, dovrà predisporre un piano per uscire dall'azionariato.

Molto bene Recordati (+6,81%) grazie a indiscrezioni di Reuters secondo cui il fondo di private equity CVC Capital Partners ha avviato l'anno scorso trattative con la famiglia che controlla il 51% del gruppo farmaceutico per un'acquisizione da 8 miliardi di euro, +18% circa rispetto alla capitalizzazione attuale. Secondo una delle fonti sentite da Reuters i negoziati sono però stato congelati a fine 2017 in attesa delle votazioni politiche del 4 marzo e degli eventi successivi.

Segni positivi nel settore lusso con Salvatore Ferragamo (+1,61%), Luxottica (+1,80%), Tod's (+2,19%). Il comparto è favorito dalla forza del dollaro. Brilla Moncler (+2,45% a 38,91 euro) che tocca il nuovo massimo storico in scia alla decisione di Goldman Sachs di confermare la raccomandazione buy e incrementare il target da 37 a 42 euro. A inizio mese il gruppo dei piumini ha pubblicato ottimi dati relativi al primo trimestre 2018: i ricavi sono saliti del 20% a/a a 332 milioni di euro (+28% a cambi costanti), ben al di sopra dei 315,5 del consensus Reuters. In controtendenza Geox (-2,60%), ancora penalizzata dai dati sui ricavi nel primo trimestre 2018 peggiori delle attese.

Bene i petroliferi grazie al greggio che sale sui massimi da fine 2014: il Brent supera gli 80 $/barile. In ascesa Tenaris (+3,28%), Saipem (+1,20%) ed Eni (+0,39% a 16,6020 euro), su cui Barclays migliora la raccomandazione da underweight a equalweight e incrementa il target da 17 a 18,50 euro.

Mediaset (-1,27%) perde ulteriore terreno dopo il -5,28% di ieri, penalizzata dalle incertezze politiche. Ricordiamo infatti che nella conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre 2018 il management ha affermato che le prospettive della raccolta pubblicitaria in Italia per i prossimi mesi sono molto nebulose a causa dell'incertezza politica e del rischio di nuove elezioni in estate o autunno.

Telecom Italia (-0,65%) ripiega e termina in rosso dopo un buon inizio di seduta in scia ai risultati del primo trimestre 2018. I ricavi (su base confrontabile) si sono attestati a 4,742 miliardi di euro, -1,6% a/a (+2,7% su base organica, consensus 4,69 miliardi), l'EBITDA a 1,893 miliardi, -4,9% a/a (-1,8% su base organica, consensus 1,958), gli investimenti industriali a 660 milioni (consensus 777), l'indebitamento finanziario netto rettificato a 25,537 miliardi di euro da 25,308 a fine 2017 (consensus 25,537). L'utile si attesta a 216 milioni di euro, con un dato comparabile pari a 250 milioni di euro (200 milioni di euro nel primo trimestre 2017). Nella conference call di presentazione dei dati l'a.d. Amos Genish ha dichiarato che la compagnia non intende perdere il controllo della rete, ma senza preclusioni all'ipotesi di quotazione in borsa. Il manager ha anche detto che non intende cedere Inwit e gli asset brasiliani. Per quanto riguarda il dividendo, Genish ha affermato che le risorse disponibili vanno innanzitutto indirizzate verso gli investimenti. Il piano proposto da Elliott Management, con cui il fondo USA è riuscito ad attrarre la maggioranza dei voti nell'assemblea del 4 maggio e quindi a nominare due terzi del cda, sembra quindi messo da parte.

Saras (-3,08% a 1,9480 euro) in flessione: Barclays incrementa il target da 1,60 a 1,70 euro ma conferma la raccomandazione underweight. Lunedì il gruppo della famiglia Moratti ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2018: i ricavi sono saliti nettamente a 2.419 milioni di euro (da 1.897 milioni nel primo trimestre 2017), a causa dell'aumento delle quotazioni petrolifere medie. In forte calo invece l'utile netto reported pari a 23 milioni (da 92 milioni) e l'utile netto comparable pari a 9 milioni (da 53 milioni). L'a.d. Dario Scaffardi ha dichiarato che l'ipotesi di un nuovo embargo verso l'Iran è fonte di preoccupazione: il paese mediorientale è uno dei principali fornitori di greggio di Saras.

Astaldi (-9,89% a 2,65 euro) perde ulteriore terreno dopo la flessione di ieri: Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione reduce e abbassa il target da 2,45 a 1,70 euro. Il cda di due giorni fa approvato i dati del primo trimestre 2018 ma soprattutto del Piano Strategico 2018-2022, dell'aumento di capitale da 300 milioni di euro, con coinvolgimento del gruppo giapponese IHI Corporation (siglato a tal proposito un accordo strategico di carattere industriale, Global Partnership Agreement). IHI avrà il diritto di acquisire una partecipazione di minoranza in Astaldi pari a circa il 18% del capitale sociale ed a circa il 13% dei diritti di voto complessivi, mentre FINAST, direttamente e tramite Finetupar, continuerà a detenere il controllo di diritto mantenendo circa il 50,2% degli stessi diritti di voto. L'aumento di capitale è previsto entro il terzo trimestre 2018.

Acquisti su Piaggio&C (+1,81%) che ha siglato il contratto definitivo con la cinese Foton Motor Group per lo sviluppo e la realizzazione di una nuova gamma di veicoli commerciali leggeri a quattro ruote, come previsto dall'accordo preliminare sottoscritto a Pechino a settembre 2017. Il lancio sul mercato dei nuovi veicoli partirà nel 2020. Foton Motor Group è il più grande produttore di veicoli commerciali in Cina.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com