Piazza Affari in verde: Luxottica, Prysmian e Ferrari in evidenza. FTSE MIB +0,23%

29/11/2018 17:45:51

Piazza Affari in verde: Luxottica, Prysmian e Ferrari in evidenza. FTSE MIB +0,23%.


Mercati azionari europei positivi. Wall Street in flessione: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,4%, Nasdaq Composite -0,6%, Dow Jones Industrial -0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,23%, il FTSE Italia All-Share a +0,22%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,19%, il FTSE Italia STAR a +1,29%.

BTP in ottima forma: il decennale rende il 3,20% (-7 bp rispetto alla chiusura di ieri), lo spread sul Bund segna 288 bp, (-4 bp) (dati MTS).

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a ottobre l'indice principale PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e' risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, inferiore alle attese e alla rilevazione precedente pari allo 0,2%. Lo stesso indice calcolato rispetto a un anno fa è cresciuto dell'1,8% dal +1,9% precedente. La spesa personale è salita dello 0,6% dal +0,2% di settembre e i redditi personali sono aumentati dello 0,5% superiori alle attese (+0,4%) e alla rilevazione precedente (+0,2%). L'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso negli USA) ha evidenziato un decremento del 2,6% nel mese di ottobre dopo l'incremento dello 0,7% a settembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,8% mese su mese. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 23 novembre si sono attestate a 234 mila unità, superiori alle attese fissate a 221 mila unità e ai 224 mila unità della settimana precedente. La Commissione Europea ha reso noto che l'indice di fiducia dei consumatori in novembre si è attestato a -3,9 punti risultando pari al consensus e alla lettura preliminare. L'indicatore di fiducia economica (ESI) è sceso a 109,5 punti nell'area dell'euro da 109,7 punti precedenti (attese 109 punti). Nel complesso, l'evoluzione dello stato di salute delle imprese, misurato dal Business Climate (BCI), è migliorata, con l'indicatore in crescita di 0,8 punti a +1,09. In Germania nel mese di novembre il tasso di disoccupazione si e' attestato al 5%, risultando inferiore alle attese e alla rilevazione precedente, entrambe fissate su un indice del 5,1%. Il numero di disoccupati e' diminuito di 16 mila unità a fronte di un calo atteso di 10 mila unità e dopo un calo di 12 mila unità in ottobre. In Germania il dato preliminare relativo all'inflazione a novembre è in crescita dello 0,1% su base mensile, inferiore alle attese e alla lettura precedente entrambe fissate a +0,2%. Su base annua l'incremento è del 2,3% dal +2,5% rilevato a ottobre.

Luxottica (+4,28%) accelera al rialzo: ieri si è conclusa l'OPS promossa da EssilorLuxottica (+3,6% a Parigi) sulle azioni del gruppo di Agordo. EssilorLuxottica ha raggiunto il 93,31% di Luxottica, circostanza che fa scattare l'obbligo di OPA residuale (acquisto delle azioni rimanenti da qualunque azionista che ne faccia richiesta). Il consigliere indipendente di EssilorLuxottica, Olivier Pecoux, in occasione dell'assemblea odierna ha precisato che la ricerca del nuovo CEO inizierà a gennaio e che "la nomina del CEO di Luxottica Francesco Milleri non è in agenda". Secondo i rumor dei giorni scorsi i francesi avrebbero manifestato in assemblea la propria contrarietà alla nomina di Francesco Milleri a CEO del gruppo, nome indicato da Leonardo Del Vecchio (socio di riferimento dell'entità aggregata con una quota superiore al 30%).

Prysmian (+3,90% a 15,99 euro) rimbalza con decisione dopo aver toccato ieri a 15,3150 euro il minimo da inizio 2015. Oggi il gruppo attivo nel settore cavi per l'energia ha comunicato di aver "siglato un memorandum di intesa non vincolante con GCC Electrical Equipment Testing Laboratory (GCC Lab), un laboratorio di prove per i sistemi in cavo per la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica sito a Dammam (Arabia Saudita), per una cooperazione tecnica congiunta volta a sviluppare servizi a supporto delle attività di prova, ispezione e certificazione nella regione del Gulf Cooperation Council (GCC)".

Buone performance per i titoli esposti sugli USA dopo che, nell'intervento di ieri pomeriggio al New York Economic Club, il presidente della Fed Jerome Powell ha evidenziato un atteggiamento decisamente più morbido nei confronti dello scenario di rialzi dei tassi USA rispetto a quello di inizio ottobre. In rialzo troviamo quindi STMicroelectronics +2,44%, Ferrari +3,09%, Leonardo +1,43%, CNH Industrial +0,93%, FCA +0,90%.

Petroliferi in recupero (Saipem +1,26%, Eni +0,44%, Tenaris -0,64%) con il greggio che riemerge dai minimi da ottobre 2017 toccati a inizio mattinata: il future febbraio sul Brent segna 60,20 $/barile (da 57,80 circa), il future gennaio sul WTI segna 51,80 $/barile (da 49,50 circa).

Deboli i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna -0,93%. In rosso FinecoBank -2,86%, Intesa Sanpaolo -1,05% e UniCredit -1,18%, due giorni dopo il collocamento di un bond Senior Non-Preferred a 5 anni per un importo pari a 3 miliardi di dollari, nell'ambito del suo US Global MTN Program. L'obbligazione non è stata collocata sul mercato, come di solito accade, ma privatamente a un primario investitore istituzionale (Pimco, stando alle indiscrezioni). L'obbligazione si è rivelata costosa per UniCredit, dato che il rendimento evidenzia uno spread di ben 420 bp sul tasso swap euro a 5 anni. Il CEO Jean Pierre Mustier ha dichiarato al Financial Times che la banca ha pagato un rendimento non ideale ma ha dimostrato che è in grado di trovare investitori interessati nonostante il rischio-Italia.

Telecom Italia (-0,91% a 0,5646 euro) in ulteriore flessione dopo il -1,15% accusato ieri in scia alla decisione di Goldman Sachs di peggiorare la raccomandazione sul titolo da buy a neutral e ridurre il target da 0,80 a 0,60 euro. Gli analisti della banca americana citano le incertezze sulla strategia dopo il cambio di CEO (da Genish a Gubitosi) e il rischio-Italia. Ricordiamo anche che l'emendamento volto a favorire la creazione della rete unica inserito nel decreto fiscale ha visto prevalere l'impostazione dell'M5S, tesa a salvaguardare i livelli occupazionali ma a discapito delle tariffe finali: in prospettiva si tratta quindi di una notizia sfavorevole per Telecom.

Falck Renewables (+5,54%) sale sui massimi da maggio ed estende il rally partito a inizio mese in scia ai risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2018: ricavi +16,4% a/a, EBITDA +26,1% a/a e utile ante imposte a 47,8 milioni (+76,1% a/a). L'ottimo andamento dei conti ha indotto il management a rivedere al rialzo le stime per l'esercizio: quella sull'EBITDA sale da 163 milioni di euro a 180 milioni, quella sull'utile netto prima delle minorities da 39 milioni a 49 milioni, mentre l'indebitamento netto (incluso il fair value dei derivati) passa da 650 milioni di euro a 600 milioni. Il 12 dicembre verrà presentato un aggiornamento al piano industriale: attualmente è in corso la valutazione di alcuni dossier di investimento nelle aree geografiche di interesse comprese nel piano (Sud Europa e Nord America).

In rosso FILA (-6,01% a 14,08 euro) dopo che il cda ha approvato i termini e le condizioni finali dell'aumento di capitale da massimi 100 milioni di euro in partenza lunedì prossimo. Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni è pari a 10,48 euro l'una, determinato applicando uno sconto sul TERP del 25,089%.

Safe Bag (-7,81%) non convince operatori e investitori dopo la presentazione del piano 2018-2022 e l'annuncio del cambio di nome in TraWell, con espansione dell'attività a un panel più ampio di servizi aeroportuali. Il riposizionamento strategico sarà attuato sia tramite diffusione sul perimetro attuale (56 aeroporti in 18 Pasi) che tramite acquisizioni strategiche mirate (quest'ultime non incluse nel Piano). sostravel.com (controllata all'84,26% post IPO) sarà scorporata dal gruppo entro il 2019. Previsto anche il passaggio di TraWell al segmento STAR del Mercato MTA di Borsa Italiana a partire dal secondo semestre 2019. I target finanziari prevedono a fine periodo ricavi a 75,7 milioni di euro (da 43,3 attesi per il 2018), EBITDA a 14 milioni con margine a 18,5% (7,1 e 16,4%), profitti a 9,5 milioni (4,6). Per quanto riguarda la politica dei dividendi, il payout ratio per gli anni 2018-2022 è stato fissato in un minimo del 35% degli utili distribuibili.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com