Piazza Affari in flessione, trimestrali protagoniste. FTSE MIB -0,57%

08/11/2018 17:45:08

Piazza Affari in flessione, trimestrali protagoniste. FTSE MIB -0,57%.


Mercati azionari europei contrastati. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,1%, Nasdaq Composite -0,3%, Dow Jones Industrial +0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,57%, il FTSE Italia All-Share a -0,58%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,61%, il FTSE Italia STAR a -0,11%. La Commissione UE, nelle previsioni macroeconomiche d'autunno, ha rivisto al ribasso la stima di crescita del PIL 2018 dell'Italia a +1,1% da +1,3% indicato in precedenza. Peggiorata anche la previsione per il 2019 a +1,1% da +1,2%. Rivista al rialzo invece la stima sul deficit 2018 all'1,9% (dall'1,7% indicato in precedenza). Previsto un deficit/PIL al 2,9% nel 2019 ed al 3,1% nel 2020.

Dal bollettino mensile della BCE pubblicato oggi, relativo alla riunione di politica monetaria di settembre, emerge un contesto di crescita leggermente più debole rispetto alle attese, nel complesso coerente con il proseguimento di un'espansione generalizzata dell'economia dell'area dell'euro e con un graduale incremento delle pressioni inflazionistiche. La Commissione UE ha abbassato la stima di crescita dell'eurozona per il 2019 a +1,9% dal +2% indicato in precedenza. Confermato il rallentamento per il 2018 a +2,1% dal +2,4% del 2017 mentre per il 2020 è atteso un PIL in crescita dell'1,7%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 2 novembre si sono attestate a 214 mila unità, pari alle attese fissate ma lievemente inferiori ai 215 mila unità della settimana precedente (riviste da 214 mila). In Germania il surplus della bilancia commerciale a settembre 2018 e si e' attestato a 18,4 miliardi di euro. In termini destagionalizzati, il saldo della bilancia commerciale estera è in avanzo di 17,6 miliardi di euro. L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in settembre (stima provvisoria) è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2017 in forte calo rispetto alla rilevazione di agosto a +1,1% (rivisto al ribasso da +1,2%). Gli analisti avevano stimato un incremento della produzione industriale dello 0,3% su base annuale.

UniCredit (-3,81% a 11,3560 euro) accelera al ribasso dopo la pubblicazione dei dati del terzo trimestre nonostante le conferme dei rating positivi di alcuni importanti broker come Morgan Stanley (overweight, target a 17,20 euro), Jefferies (buy, target a 18,40 euro), UBS (buy, target a 17,60 euro). I risultati del periodo luglio-settembre sono stati penalizzati da svalutazioni sulla turca Yapi Kredi e da accantonamenti prudenziali per operazioni con l'Iran (a causa delle sanzioni USA) per circa un miliardo di euro. L'utile netto è pari ad appena 29 milioni, quello rettificato a 875 milioni (consensus 907). UniCredit ha rivisto al ribasso le previsioni sul Common Equity Tier 1 per il 2018 e per il 2019.

Il forte calo di UniCredit appesantisce il comparto bancario: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,67% contro il -0,1% circa dell'EURO STOXX Banks. In rosso anche UBI Banca (-1,99%) e Intesa Sanpaolo (-1,27%). Ma non mancano i segni positivi come FinecoBank (+2,60%) e Mediobanca (+0,28%).

Bene anche Banco BPM (+2,98% a 1,8450 euro) che però termina ben al di sotto dei massimi giornalieri (1,9972 euro). L'istituto ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con utile a 525 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti. L'a.d. Giuseppe Castagna ha confermato l'ipotesi di cessione della piattaforma di gestione degli npl insieme ai crediti deteriorati per un ammontare fino a 8,6 miliardi di euro. Il manager ha affermato che si sta valutando la migliore soluzione per Agos (credito al consumo). Tra due settimane circa potrebbero esserci novità su entrambi i fronti.

Mediaset (-3,64%) in netta flessione nonostante i buoni dati trimestrali della controllata Mediaset Espana. Il titolo viene probabilmente penalizzato dalle indiscrezioni di MF secondo cui il progetto di creazione di un network di canali tv non a pagamento con ProsiebenSat1 e TF1 potrebbe spingere il gruppo di Cologno Monzese a un compromesso con Vivendi sul contenzioso Premium: si parla di un risarcimento da 400-500 milioni di euro contro i 3 miliardi di risarcimento danni chiesti ai francesi (udienza al Tribunale di Milano è fissata per il 4 dicembre).

Tonfo di Tod's (-10,88%). Ieri il gruppo di Casette d'Ete ha comunicato i dati relativi ai ricavi dei primi nove mesi dell'anno in flessione, con un lieve peggioramento dell'andamento delle vendite nel terzo trimestre. Equita, Banca Akros, Societe Generale e UBS hanno tagliato i target sul titolo. Le indicazioni peggiori sono però arrivate dalle parole del CFO Emilio Macellari in conference call: il manager si augura che nel quarto trimestre la dinamica dei ricavi si dimostri più brillante, altrimenti sarà difficile raggiungere il consensus. A aggiunto però che ottobre è in linea con i primi nove mesi, quindi restano solo novembre e dicembre per recuperare. A inizio agosto, nella conference dei dati del primo semestre, Macellari era stato decisamente più ottimista, affermando che il consensus sui ricavi 2018 (960 milioni di euro) era assolutamente credibile. Il CFO ha parlato anche dei margini 2018: senza una crescita del 2-3 per cento dei ricavi omogenei nel trim4 ci sarà una flessione. Infine, riguardo alla nuova strategia, Macellari ha affermato che i primi segnali sono positivi ma anche che potrebbe essere necessario attendere più del previsto per vedere risultati concreti.

Maire Tecnimont (-7,75%) sprofonda sui minimi da maggio 2017 all'indomani della pubblicazione dei dati dei primi nove mesi 2018. I ricavi si attestano a 2,733 miliardi di euro (+5,6% a/a) e utili a 89,6 milioni (+27,5% a/a). Nel terzo trimestre però le vendite hanno fatto segnare un -4% a/a a 902 milioni di euro. Da segnalare anche i dati sulla raccolta ordini: 2,7 miliardi di euro circa contro i 4,04 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso, quando però Maire si era aggiudicata il più grande contratto della sua storia (il progetto Amursky Gas Processing Plant da 3,9 miliardi di euro complessivi).

Poste Italiane (+2,09%) positiva ma in arretramento dai massimi da fine settembre toccati in intraday: il terzo trimestre è andato in archivio con ricavi pari a 2,522 miliardi di euro (+5,3% a/a) e utile netto pari a 321 milioni (+50% a/a). Il dividendo per il 2018 è fissato a 0,44 euro per azione, in aumento del 5% su base annua come previsto dal piano Deliver 2022. L'a.d. Del Fante ha dichiarato in conference call che c'è molto interesse da parte delle compagnie assicurative per la partnership nell'rc auto. Le ultime indiscrezioni vedevano in lizza Generali, UnipolSai, Zurich, Allianz e Axa.

Telecom Italia (+1,34%) scatta improvvisamente in avanti poco dopo le 14 con un rapido passaggio in asta di volatilità. Oggi dopo la chiusura del mercato il gruppo telefonico pubblicherà i dati del terzo trimestre. Il consensus degli analisti pubblicato sul sito di Telecom indica ricavi a 4,698 miliardi di euro (-4,2% a/a), EBITDA organic domestic a 1,761 miliardi (-3,2% a/a), indebitamento netto a 25,179 miliardi. Due giorni fa la controllata brasiliana Tim Participacoes ha comunicato utili trimestrali in forte rialzo grazie a un credito fiscale straordinario.

Azimut Holding (+1,74%) guadagna terreno grazie ai buoni dati pubblicati stamattina. Nel terzo trimestre del 2018 i ricavi consolidati si attestano a 190 milioni di euro (+8% a/a), l'utile netto consolidato a 39 milioni (+12% a/a). Azimut ha annunciato un ulteriore rafforzamento della "presenza nel segmento degli investimenti alternativi, adottando una nuova governance e un nuovo piano strategico che punta a raggiungere € 4 miliardi di raccolta attraverso il lancio di 18 nuovi fondi nei principali segmenti dell'alternative asset management".

Simone Ferradini - www.ftaonline.com