Piazza Affari debole con stime UE su PIL e deficit Italia. FTSE MIB -0,60%

08/11/2018 15:12:26

Piazza Affari debole con stime UE su PIL e deficit Italia. FTSE MIB -0,60%.


Il FTSE MIB segna -0,60%, il FTSE Italia All-Share -0,58%, il FTSE Italia Mid Cap -0,46%, il FTSE Italia STAR +0,10%. La Commissione UE, nelle previsioni macroeconomiche d'autunno, ha rivisto al ribasso la stima di crescita del PIL 2018 dell'Italia a +1,1% da +1,3% indicato in precedenza. Peggiorata anche la previsione per il 2019 a +1,1% da +1,2%. Rivista al rialzo invece la stima sul deficit 2018 all'1,9% (dall'1,7% indicato in precedenza). Previsto un deficit/PIL al 2,9% nel 2019 ed al 3,1% nel 2020.

Mercati azionari europei incerti: Euro Stoxx 50 -0,1%, FTSE 100 +0,4%, DAX -0,2%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 +0,1%. La Commissione UE ha abbassato la stima di crescita dell'eurozona per il 2019 a +1,9% dal +2% indicato in precedenza. Confermato il rallentamento per il 2018 a +2,1% dal +2,4% del 2017 mentre per il 2020 è atteso un PIL in crescita dell'1,7%.

Pochi minuti prima dell'apertura di Wall Street i future sui principali indici USA sono in flessione: S&P 500 -0,4%, Nasdaq Composite -0,6%, Dow Jones Industrial -0,2%.

UniCredit (-4,0% a 11,33 euro) accelera al ribasso
dopo la pubblicazione dei dati del terzo trimestre nonostante le conferme dei rating positivi di alcuni importanti broker come Morgan Stanley (overweight, target a 17,20 euro), Jefferies (buy, target a 18,40 euro), UBS (buy, target a 17,60 euro). I risultati del periodo luglio-settembre sono stati penalizzati da svalutazioni sulla turca Yapi Kredi e da accantonamenti prudenziali per operazioni con l'Iran (a causa delle sanzioni USA) per circa un miliardo di euro. L'utile netto è pari ad appena 29 milioni, quello rettificato a 875 milioni (consensus 907). UniCredit ha rivisto al ribasso le previsioni sul Common Equity Tier 1 per il 2018 e per il 2019.

Mediaset (-3,8%) in flessione nonostante i buoni dati trimestrali della controllata Mediaset Espana. Il titolo viene probabilmente penalizzato dalle indiscrezioni di MF secondo cui il progetto di creazione di un network di canali tv non a pagamento con ProsiebenSat1 e TF1 potrebbe spingere il gruppo di Cologno Monzese a un compromesso con Vivendi sul contenzioso Premium: si parla di un risarcimento da 400-500 milioni di euro contro i 3 miliardi di risarcimento danni chiesti ai francesi (udienza al Tribunale di Milano è fissata per il 4 dicembre).

Tonfo di Tod's (-10,6%). Ieri il gruppo di Casette d'Ete ha comunicato i dati relativi ai ricavi dei primi nove mesi dell'anno in flessione, con un lieve peggioramento dell'andamento delle vendite nel terzo trimestre. Equita, Banca Akros, Societe Generale e UBS hanno tagliato i target sul titolo. Le indicazioni peggiori sono però arrivate dalle parole del CFO Emilio Macellari in conference call: il manager si augura che nel quarto trimestre la dinamica dei ricavi si dimostri più brillante, altrimenti sarà difficile raggiungere il consensus. A aggiunto però che ottobre è in linea con i primi nove mesi, quindi restano solo novembre e dicembre per recuperare. A inizio agosto, nella conference dei dati del primo semestre, Macellari era stato decisamente più ottimista, affermando che il consensus sui ricavi 2018 (960 milioni di euro) era assolutamente credibile. Il CFO ha parlato anche dei margini 2018: senza una crescita del 2-3 per cento dei ricavi omogenei nel trim4 ci sarà una flessione. Infine, riguardo alla nuova strategia, Macellari ha affermato che i primi segnali sono positivi ma anche che potrebbe essere necessario attendere più del previsto per vedere risultati concreti.

Maire Tecnimont (asta di volatilità, teorico -9,56%) sprofonda sui minimi da maggio 2017 all'indomani della pubblicazione dei dati dei primi nove mesi 2018. I ricavi si attestano a 2,733 miliardi di euro (+5,6% a/a) e utili a 89,6 milioni (+27,5% a/a). Le notizie negative arrivano dai dati sulla raccolta ordini: 2,7 miliardi di euro circa contro i 4,04 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso.

Banco BPM (+4,6%) in netto rialzo ma ben al di sotto dei massimi giornalieri. L'istituto chiude i primi nove mesi del 2018 con utile a 525 milioni di euro, superiore alle attese degli analisti. L'a.d. Giuseppe Castagna ha confermato l'ipotesi di cessione della piattaforma di gestione degli npl insieme ai crediti deteriorati per un ammontare fino a 8,6 miliardi di euro. Il manager ha affermato che si sta valutando la migliore soluzione per Agos (credito al consumo). Tra due settimane circa potrebbero esserci novità su entrambi i fronti.

Poste Italiane (+2,8%) positiva ma in arretramento dai massimi da fine settembre toccati in intraday: il terzo trimestre è andato in archivio con ricavi pari a 2,522 miliardi di euro (+5,3% a/a) e utile netto pari a 321 milioni (+50% a/a). Il dividendo per il 2018 è fissato a 0,44 euro per azione, in aumento del 5% su base annua come previsto dal piano Deliver 2022. L'a.d. Del Fante ha dichiarato in conference call che c'è molto interesse da parte delle compagnie assicurative per la partnership nell'rc auto. Le ultime indiscrezioni vedevano in lizza Generali, Unipolsai, Zurich, Allianz e Axa.

Telecom Italia (+2,1%) scatta improvvisamente in avanti poco dopo le 14 e passa brevemente in asta di volatilità. Oggi dopo la chiusura del mercato il gruppo telefonico pubblicherà i dati del terzo trimestre. Il consensus degli analisti pubblicato sul sito di Telecom indica ricavi a 4,698 miliardi di euro (-4,2% a/a), EBITDA organic domestic a 1,761 miliardi (-3,2% a/a), indebitamento netto a 25,179 miliardi. Due giorni fa la controllata brasiliana Tim Participacoes ha comunicato utili trimestrali in forte rialzo grazie a un credito fiscale straordinario.

Gli appuntamenti macroeconomici in agenda nel pomeriggio/sera: negli USA alle 20:00 riunione FOMC (Fed).

Simone Ferradini - www.ftaonline.com