Mercati asiatici in rialzo. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,48%

11/06/2018 08:20:45

Dopo la positiva chiusura d'ottava di Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa venerdì era stato l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,31%), la nuova settimana inizia con il freno tirato per l'Asia, ma le perdite iniziali vengono azzerate nel corso della giornata, con gli investitori che dimostrano fiducia per l'incontro di martedì 12 giugno a Singapore tra il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Le polemiche innescate da Trump nel corso del meeting del G7 in Canada erano ampiamente previste e i riflettori sono invece puntati sui cruciali appuntamenti della settimana per Federal Reserve e Banca centrale europea. Il recupero dei mercati della regione è confermato dal guadagno intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato mentre il declino di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce alla positiva performance di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 segna un rialzo dello 0,48% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,30%). Sul fronte macroeconomico, in aprile gli ordini di macchinari industriali core sono cresciuti in Giappone del 9,6% annuo, contro il precedente declino del 2,4% e l'incremento del 3,8% atteso dagli economisti. La piazza di Sydney non ha scambiato per la celebrazione del Queen's Birthday (la ricorrenza cade tra la fine di maggio e l'inizio di giugno nei diversi Paesi del Commonwealth: a Londra il compleanno è stato festeggiato sabato 9 giugno), mentre è stato intorno allo 0,70% il guadagno del Kospi di Seoul.

Secondo quanto comunicato sabato dall'Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, in Cina il tasso d'inflazione è rimasto stabile in maggio sull'1,8% annuo già registrato in aprile, in linea con il consensus di Reuters. La crescita dei prezzi alla produzione ha invece accelerato lo scorso mese al 4,1% annuo dal 3,4% di aprile. Si tratta del ventunesimo mese consecutivo d'espansione (dopo una striscia di 54 mesi di declino) e il dato è superiore al 3,9% atteso dagli economisti. I mercati della Cina continentale si muovono in controtendenza rispetto al resto dell'Asia: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono infatti lo 0,70% e lo 0,30% rispettivamente, contro la flessione di circa lo 0,60% dello Shenzhen Composite. In positivo invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di oltre lo 0,20% (si allinea però a Shanghai l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno allo 0,20%).

RR - www.ftaonline.com