Mercati asiatici in calo ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,38%

13/06/2018 08:20:59

Dopo un martedì contrastato per Wall Street (il Dow Jones Industrial Average ha chiuso con una perdita seppure limitata allo 0,01% contro il guadagno dello 0,57% del Nasdaq), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento rimane misto, con tutti i riflettori puntati sulle decisioni del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie), che arriveranno nella serata italiana. E le aspettative del mercato sono per un nuovo rialzo dei tassi d'interesse Usa dopo quello deciso nel meeting di 20 e 21 marzo. Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale rialzo ma si muove sui massimi delle ultime due settimane. Tuttavia, il parallelo calo di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce alla positiva performance di Tokyo, unico tra i maggiori indici della regione a registrare un rialzo: in chiusura il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,38% (fa appena meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,42%). Il Kospi di Seoul non ha scambiato per il contemporaneo svolgimento delle elezioni amministrative.

Complessivamente, però, la seduta è in negativo per l'Asia, come confermato dal declino dello 0,50% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. E il clima ribassista si sente anche in Cina: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in declino di circa lo 0,60% e lo 0,70% rispettivamente, contro la perdita intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite. Sul fronte macroeconomico, in maggio i prestiti in essere sono cresciuti del 12,6% annuo in Cina, contro il 12,7% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto ad aprile, mentre la massa monetaria M2 è salita dell'8,3% annuo, con il medesimo tasso registrato in aprile e contro il progresso all'8,5% del consensus di Reuters. In negativo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso dello 0,60% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che perde oltre lo 0,80%). A Sydney è dello 0,51% la contrazione segnata dall'S&P/ASX 200 in chiusura.

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