Male Shanghai e Shenzhen. L'Hang Seng guadagna lo 0,31%

17/07/2017 10:20:08

In una seduta complessivamente di rialzo per l'Asia (Tokyo è però rimasta chiusa per la celebrazione dell'Umi no Hi, il Giorno dell'oceano), grazie ai positivi dati macroeconomici in arrivo da Pechino, sono state invece proprio le piazze della Cina continentale a soffrire. Shanghai e Shenzhen in apertura hanno registrato perdite del 3-4% dopo che la People's Bank of China (PboC, l'istituto centrale di Pechino) ha iniettato 140 miliardi di yuan (pari a oltre 18 miliardi di euro) nel mercato interbancario, nell'intervento più corposo dallo scorso 6 giugno. Nel secondo trimestre, intanto, il Pil della Cina è cresciuto del 6,9% come nei primi tre mesi dell'anno (e contro il 6,8% del quarto trimestre 2016). Il dato è superiore al 6,8% del consensus del Wall Street Journal e al 6,7% registrato nell'intero 2016. Positive anche le letture relative a produzione industriale, vendite retail e investimenti in fixed asset, ma i mercati non hanno comunque invertito la tendenza. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti perso l'1,43% e l'1,07% a fronte del crollo del 4,28% dello Shenzhen Composite, tornato in chiusura non lontano dalle perdite registrate in avvio. Secondo Jack Siu di Credit Suisse, citato da MarketWatch, dietro alla performance negativa ci sono anche le aspettative per un più stretto controllo da parte di Pechino sull'economia. Nel corso della National Financial Work Conference, che si tiene ogni cinque anni e si è conclusa sabato, le autorità hanno menzionato 31 volte la parola "rischio" e 28 volte "regolazione", ha notato Siu. Anche Hong Kong era partita in declino ma nel corso della seduta ha virato su un netto rialzo: in chiusura l'Hang Seng ha guadagnato lo 0,31% (ha fatto meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, apprezzatosi dello 0,51%). In precedenza era stato dello 0,43% il progresso del Kospi di Seoul.

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