L'Angolo del Trader

12/07/2018 08:55:36

CNH Industrial in rosso nella seduta di mercoledì. JP Morgan ha ridotto il target del titolo da 13 a 11,50 dollari, 9,82 euro al cambio attuale. Il titolo è particolarmente esposto al rischio di inasprimento delle condizioni per il commercio internazionale dopo l'ultima sparata dell'amministrazione Trump che minaccia l'istituzione di dazi del 10% su beni importati dalla Cina per un controvalore di ben 200 miliardi di dollari. Pechino ha fatto sapere che reagirà. Graficamente Cnh Industrial ha praticamente azzerato i progressi accumulati tra lunedì e martedì accelerando al ribasso verso i minimi di venerdì a 8,62 circa. Il mancato superamento dei primi ostacoli a quota 9,25 ribadisce l'intenzione dei corsi di voler procedere verso il target negativi a 8 euro, base del canale ribassista in cui i prezzi oscillano dai top di inizio anno e area critica nel lungo periodo. Se al contrario i supporti in area 8,62/8,65 rimanessero intatti, verrebbero gettate le basi per una nuova reazione che dovrà spingersi oltre i massimi di martedì a 9,25 per inviare un segnale di ripresa. Tuttavia il movimento acquisirebbe credibilità solo oltre 9,40 euro, valore corrispondente ai minimi di aprile.

Lieve calo ieri per Enel (-0,72%) dopo l'annuncio dell'accordo con la ceca EPH per la concessione a Slovenské elektrà rne di un finanziamento di importo massimo di 700 milioni di euro con scadenza nel 2025. Inoltre, Secondo quanto riportano fonti citate da Reuters, alla vigilia della scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti, ieri anche Enel si sarebbe tirata fuori dalla gara su Rete Rinnovabile (Rtr). In precedenza, sempre Reuters, aveva indicato che Eni aveva rinunciato a perseguire un'acquisizione dell'ex controllata di Terna nell'energia solare di proprietà di Terra Firma Capital Partners. E con anche le altre italiane Erg e A2A fuori dai giochi, in corsa sarebbe ormai rimasto solo F2i. L'analisi del grafico di Enel evidenzia considerevole incertezza. Il titolo stenta infatti nell'alimentare il recupero originato dai minimi di fine maggio/inizio giugno e deve piuttosto guardarsi dal rischio di discese sotto i primi supporti a 4,68 euro: in tal caso le quotazioni andrebbero a testare i minimi allineati di area 4,55, dove troviamo anche la neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da inizio marzo (primo obiettivo a 4,35/4,40). Una perentoria vittoria oltre 4,95 creerebbe invece le condizioni per un allungo verso 5,20 almeno.

Ottima performance ieri per Gima TT (+3,8%) in scia all'annuncio dell'accordo siglato a Pechino con la società Shanghai Tobacco Machinery Co. Ltd., controllata dal monopolio di Stato Cinese, per la fornitura di linee per il confezionamento di sigarette. Il controvalore atteso è pari a circa 80 milioni di euro con consegne nei prossimi anni con la possibilità di evolvere in ulteriori progetti dedicati al settore dei prodotti di nuova generazione a rischio ridotto (c.d. Reduced-Risk Products). Per il management di Gima TT "Questo contratto costituisce il primo traguardo sul mercato Cinese e premia la nostra volontà di entrare in questa area geografica molto importante". Stamattina Equita ha migliorato la raccomandazione su Gima TT a buy. Graficamente il titolo sta cercando di reagire dopo aver toccato proprio nella seduta di ieri nuovi minimi a 13,29 euro. Il quadro tecnico resta ancora orientato al ribasso, in virtù del corposo affondo scaturito dai massimi di giugno in area 17. Recuperi fino a 14,70/14,80 euro andranno interpretati come fisiologici dopo detta discesa e potrebbero rappresentare soltanto un temporaneo rimbalzo, preludio alla ripresa del trend negativo (nuovi segnali di debolezza in caso di discese sotto 13,50, introduttive al test a 13 euro). Oltre 14,80, invece, le tensioni si allenterebbero, favorendo il ritorno a 15,60 circa, area di resistenza strategica nel medio lungo termine.

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