L'Angolo del Trader

10/07/2018 08:55:44

Inizio di settimana positivo per i petroliferi con Saipem sui massimi da inizio anno. Voci di mercato danno credito alle indiscrezioni diffuse alla fine della scorsa settimana dal sito specializzato Upstream e riprese da MF: il gruppo sarebbe vicino all'aggiudicazione di una commessa da un miliardo di dollari per un'installazione sottomarina relativa al progetto Absheron Early Production System, nel Mar Caspio al largo dell'Azerbaijan. Graficamente il titolo è riuscito ad accelerare con determinazione oltre la resistenza a 3,95/96 euro che la scorsa ottava aveva fermato il rialzo. Il superamento dei massimi di maggio a 4,05 aprirebbe ora la strada al test di 4,08 e successivamente dei top del 2018 a 4,188 euro, creando le premesse per rialzi più estesi in direzione di 4,60, target ottenuto proiettando l'ampiezza di un triangolo di consolidamento disegnato dai massimi di maggio. Tali attese non troverebbero conferma nel caso di discese sotto 3,84, preludio a un affondo in area 3,55.

Ribasso attorno al punto percentuale ieri per Cerved che ha chiuso gli scambi a 9,27 euro (-1,17%). Il titolo è comunque riuscito a limitare i danni, in chiusura, dopo aver toccato un minimo nell'intraday a 9,07 euro. Alla base del negativo andamento dei corsi ci sono le dichiarazioni di ieri dell'a.d. Marco Nespolo, che ha affermato che il gruppo sta lavorando a importanti dossier M&A "nelle adiacenze, non solo nel core business", "magari nel software e affini". Cerved potrebbe inoltre entrare nel digital lending, secondo indiscrezioni di stampa, infatti, la società sarebbe interessata ad Oasi, leader nazionale nei software antiriciclaggio controllata da Nexi. Oasi verrebbe valutata 220-280 milioni di euro, quasi il doppio delle cifre circolate a inizio giugno (130-150 milioni). Graficamente il titolo si muove per vie orizzontali da circa un mese, confinato all'interno del range 9,00-9,55, dopo aver reagito dai minimi di maggio a 8,50 euro. Il superamento di quota 9,55 preluderebbe ad un allungo verso un primo obiettivo a a 10/10,10 euro, target successivo in area 10,50. Indicazioni di debolezza invece alla violazione della base del citato intervallo (quota 9,00) introduttiva al ritorno sui bottom a 8,50 euro.

Seduta difficile ieri per Banca Carige (-2,33%) in controtendenza con il settore (FTSE Italia Banche +0,63%). Il titolo è stato penalizzato dalla notizia di venerdì dell'uscita di Francesca Balzani dal cda e dal comitato rischi, dimissioni motivate "da divergenze insorte in merito alla governance della Banca". Si tratta delle terze dimissioni (con motivazioni simili) in meno di due settimane dopo quelle del presidente Giuseppe Tesauro e del consigliere Stefano Lunardi. Ieri Raffaele Mincione (terzo azionista della banca con il 5,428%) ha inviato una lettera al cda chiedendo la convocazione dell'assemblea per settembre con all'ordine del giorno la revoca del cda stesso. Mincione ritiene che "la situazione a livello di governance sia repentinamente peggiorata e sia venuto a mancare il contesto favorevole affinché il management possa portare avanti le azioni già avviate e necessarie alla ristrutturazione della banca". L'analisi del grafico di Banca Carige evidenzia il recupero dal minimo storico a 0,0072 euro di fine maggio (e febbraio). Per alimentare detto movimento il titolo dovrebbe oltrepassare il recente massimo a 0,0088, per poi allungare in direzione di 0,0092 e 0,0100 (massimo di marzo). Al contrario, discese sotto 0,82 darebbero probabilmente il via a un nuovo approfondimento verso 0,0072.

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