L'Angolo del Trader

14/02/2018 08:55:00

Buzzi Unicem (-0,86%) perde terreno: il piano infrastrutturale proposto dal presidente USA Donald Trump, che prevede investimenti per 200 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, sembra aver deluso le aspettative degli analisti. Il produttore di cemento, calcestruzzo e clinker di Casale Monferrato realizza oltre il 40% dei ricavi e oltre il 65% dell'EBITDA negli USA. Il titolo si conferma debole dopo il rovescio di giovedì scorso in scia alla pubblicazione dei dati preliminari 2017. I ricavi si sono attestati a 2,806 miliardi di euro, +5,1% a/a (+3,7% a cambi e perimetro costanti). Il gruppo ha però rivisto al ribasso la previsione per quanto riguarda il margine operativo lordo ricorrente, ora atteso a 580 milioni di euro, ovvero nella parte bassa della forchetta indicata a novembre (+5/10% rispetto ai 551 milioni del 2016), principalmente a causa della rapida svalutazione del dollaro nell'ultimo trimestre del 2017. L'8 febbraio il titolo ha violato la trend line disegnata dai minimi di febbraio 2016 inviando un pericoloso segnale ribassista che non è stato smentito nelle sedute successive. Discese sotto 20,30 metterebbero nel mirino i minimi di fine agosto, a 19 euro, livello che si colloca a circa il 50% del rialzo partito nel 2016 e ultimo baluardo chiamato a difendere i progressi realizzati negli ultimi due anni. La velocità con cui si è realizzata la correzione nelle ultime settimane ha tuttavia spinto in zona di ipervenduto i principali oscillatori grafici. Tale condizione, unita alla presenza di un supporto rilevante a 20,30, potrebbe dunque favorire delle reazioni nell'immediato. Una stabilizzazione oltre 21,60 potrebbe pertanto allentare le tensioni negative e riportare i prezzi sui livelli di scambio di fine 2017, in area 22/23. Nuovi segnali di forza giungerebbero poi oltre 24 euro.

Momento delicato per Saipem che prolunga la correzione partita a fine gennaio in scia alla flessione del petrolio: il greggio al momento oscilla poco sopra i minimi da dicembre toccati ieri pomeriggio. Il future aprile sul Brent segna 62,80 $/barile (da 61,80 circa), il contratto marzo sul WTI segna 59,20 $/barile (da 58,50 circa). Inoltre Saipem è penalizzata dalla vicenda della piattaforma galleggiante "Saipem 12000", bloccata pochi giorni fa da una nave da guerra turca al largo di Cipro. Il vascello attrezzato per perforazioni in acque ultraprofonde (fino a 3600 metri) si stava portando sul Blocco 3 della Zona Economica Esclusiva di Cipro (ZEE) per iniziare l'esplorazione del giacimento per conto di Eni. Quest'ultima detiene sei licenze esplorative situate nella ZEE cipriota. L'analisi del grafico di Saipem evidenzia la massiccia correzione delle ultime 2/3 settimane, con il titolo giunto al test dei minimi allineati di ottobre e dicembre a 3,25/3,30 euro. L'eventuale violazione di questi riferimenti anticiperebbe probabilmente un approfondimento sui 2,95 circa toccati a fine agosto, con il rischio concreto di assistere a un test del minimo ultraventennale del febbraio 2016 a 2,8280. Segnali positivi al superamento di 3,63, prologo a un allungo in direzione di 3,90, ostacolo decisivo da oltrepassare per il ritorno sui massimi allineati di gennaio poco sotto i 4,20.

Martedì nero per Telecom Italia che subisce una forte flessione dopo che il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi promossi dalle compagnie telefoniche (oltre a Tim anche WindTre, Vodafone e Fastweb) contro la decisione dell'Agcom di imporre la fatturazione mensile delle bollette telefoniche anziché a 28 giorni. Ieri l'a.d. Amos Genish ha incontrato i sindacati per discutere della preoccupazioni da essi espresse sul futuro dell'azienda ed in particolare della rete: il manager ha tarpato le ali alla speculazione ribadendo il no alla quotazione in borsa della società della rete dopo lo scorporo e affermato che non è in programma una fusione con OperFiber. Il titolo è arrivato a cedere più del 2,5% scendendo fino a 0,6834 punti dopo avere terminato lunedì a 0,7026 euro. In caso di violazione di area 0,68 diverrebbe probabile il ritorno sui minimi di inizio mee a 0,6470 euro. Supporto successivo, critico anche in ottica di medio lungo periodo, a 0,6265 euro, sui minimi di luglio 2016. Un miglioramento del quadro grafico verrebbe registrato solo con la rottura di area 0,7130, in quel caso i prezzi potrebbero tentare di forzare la media mobile a 100 giorni passante a 0,737 circa. Resistenza successiva a 0,7690, suo top di gennaio.

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