L'Angolo del Trader

13/02/2018 08:55:00

Netto calo ieri per UBI Banca, penalizzata dalle voci di stampa secondo cui l'a.d. di Banca MPS Marco Morelli ha avviato contatti con UBI per valutare la possibilità di un'aggregazione. Dopo la chiusura del mercato l'istituto guidato dal consigliere delegato Victor Massiah ha smentito "categoricamente l'esistenza di dossier e di qualsiasi tipo di negoziazione con MPS". Venerdì scorso UBI Banca ha annunciato di aver chiuso l'esercizio 2017 con un utile normalizzato pari a 188,7 milioni di euro, contro la perdita da 474,4 milioni accusata nel 2016. L'istituto ha inoltre deliberato "la vendita nel corso dei prossimi 3 anni di un pacchetto significativo di crediti deteriorati al fine di accelerare il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% a cavallo tra il 2019 e il 2020, in funzione delle condizioni di mercato". Si tratta di un cambiamento di strategia dato che finora UBI ha adottato una scelta diversa nella gestione degli npl, ovvero quella della gestione interna finalizzata al recupero dei crediti. L'analisi del grafico di UBI Banca evidenzia il potenziale testa e spalle ribassista in formazione da metà gennaio, figura che verrebbe definitivamente confermata in caso di violazione del supporto statico a 3,85 euro, con obiettivo sul minimo di inizio anno poco sopra i 3,60. Sotto questo ultimo riferimento probabile una correzione più ampia verso 3,10. Segnali positivi oltre 4,3250 per 4,6340, massimo di inizio ottobre.

Autogrill in ottima forma grazie alle indiscrezioni del giornale spagnolo Expansion, in base alle quali il gruppo della ristorazione per chi viaggia si è aggiudicato alcune delle nuove concessioni assegnate dall'aeroporto di Barcellona. I ristoranti di Autogrill sono già presenti a Santander, Barajas e Mallorca. Ricordiamo che giovedì scorso il cda ha approvato i dati preliminari dei ricavi consolidati per l'esercizio 2017 pari a 4,6 miliardi di euro, con una crescita dell'1,7% (+2,9% a cambi costanti). Le quotazioni sono salite lunedì fino a quota 10,87 euro superando di slancio la chiusura di venerdì a 10,59 euro e allontanandosi dal supporto critico di area 10,50, dove si collocano i minimi di novembre. La violazione di questa soglia, se confermata in chiusura di seduta (i minimi di novembre sono infatti stati messi sotto pressione di recente a più riprese, in particolare il 6 febbraio, ma per ora sono sempre stati rispettati in chiusura di giornata), costringerebbe a considerare le oscillazioni degli ultimi mesi, dai massimi di metà ottobre a 11,64 euro, un "doppio massimo", figura dalle implicazioni ribassiste il cui completamento potrebbe anticipare ribassi verso i 9,40 euro almeno (e supporto successivo a 8,70 euro). La rottura a 10,89 della media mobile a 200 giorni potrebbe invece favorire il ritorno nella parte alta della fase laterale disegnata da fine agosto, resistenza in area 11,60/80 euro. Solo la rottura di questa soglia permetterebbe di considerare ripresa la tendenza rialzista di medio lungo periodo, in atto dal novembre 2016, con obiettivi a 12,75 e 13,45 euro.

Bel progresso per Elica che ieri ha pubblicato i dati del 2017 e del quarto trimestre. L'esercizio va in archivio con ricavi a 479,3 milioni di euro (+9,1%) e utile netto a 1,4 milioni (+125,3%). Nel quarto trimestre i ricavi si sono attestati a 121,6 milioni di euro (+2,8%) e l'utile netto a 3,9 milioni (+143,3%). Il titolo è tornato a crescere dopo aver messo alla prova il supporto orizzontale a 2,18 circa, minimi allineati di ottobre e novembre e punto di passaggio della media mobile a 200 giorni. Per il momento la struttura rialzista di fondo è salva ma per intravedere segnali di miglioramento sarà necessario il superamento di 2,40 circa, linea che unisce i massimi discendenti da fine novembre. Sotto 2,15 rischio di affondo verso 1,97/2 euro.

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