Forte ribasso a Piazza Affari, mercati azionari sotto tiro. FTSE MIB -3,54%

06/12/2018 17:45:42

Forte ribasso a Piazza Affari, mercati azionari sotto tiro. FTSE MIB -3,54%.


Mercati azionari europei in pesante flessione. Wall Street in forte ribasso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -2,8%, NASDAQ Composite -2,3%, Dow Jones Industrial -3,0%.

A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,54%, il FTSE Italia All-Share a -3,38%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,31%, il FTSE Italia STAR a -2,49%.

BTP in netto calo:
il decennale rende il 3,20% (+14 bp rispetto alla chiusura di ieri), lo spread sul Bund segna 297 bp (+18 bp) (dati MTS). Oggi un portavoce della Commissione Europea ha affermato di non poter confermare l'incontro tra il presidente Jean-Claude Juncker e il premier Giuseppe Conte sulla nuova bozza della manovra 2019, incontro ipotizzato dallo stesso Conte per martedì prossimo.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di novembre, una crescita di 179 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato inferiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 195 mila posti di lavoro, in netta contrazione rispetto alle 225 mila unità della rilevazione precedente (dato rivisto da 227 mila unità). L'Institute for Supply Management ha comunicato che l'indice ISM non manifatturiero e' salito nel mese di novembre a 60,7 punti dai 60,3 punti di ottobre. Le previsioni degli economisti erano fissate su un indice pari a 59,2 punti. Il Dipartimento del Commercio U.S. ha annunciato che nel mese di ottobre gli ordini industriali sono crollati del 2,1% dopo l'incremento dello 0,2% registrato a settembre (rivisto da +0,7%) Gli economisti avevano stimato una flessione dell'1,9% su base mensile. Gli ordinativi alle fabbriche escluso il settore difesa e aereo sono cresciuti dello 0,3% a ottobre dopo un incremento dello 0,1% del mese precedente. Negli USA il Bureau of Economic Analysis ha comunicato che a ottobre la bilancia commerciale ha fatto segnare un deficit pari a 55,5 miliardi di dollari, in crescita dai 54,6 miliardi di settembre (dato rivisto da 54,0) e superiore alle attese (55,2). Il Dipartimento dell'Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a ottobre gli ordinativi industriali sono cresciuti dello 0,3% rispetto al mese precedente, battendo le attese degli analisti fissate su un decremento dello 0,4%. A settembre gli ordinativi erano cresciuti dello 0,1% rispetto al mese precedente (dato rivisto da +0,3%) mentre ad agosto erano aumentati del 2,5%.

Forti vendite sui bancari. L'indice EURO STOXX Banks segna -4,2%, il FTSE Italia Banche -5,18%. Il comparto italiano è penalizzato anche dalla debolezza dei BTP. Sotto pressione UBI Banca -5,75%, UniCredit -5,57%, Intesa Sanpaolo -5,15%, FinecoBank -6,77%. Oggi Moody's ha pubblicato un report in cui ha confermato l'outlook negativo sui titoli italiani del settore: preoccupa soprattutto il rimborso (e la conseguente necessità di rifinanziamento) di 240 miliardi di dollari nel 2020/2021 ottenuti a basso costo grazie alle operazioni TLTRO della BCE.

Petroliferi in netta flessione (Saipem -6,39%, Tenaris -3,29%, Eni -3,19%) con il greggio sceso a ridosso dei minimi da ottobre 2017 toccati alla fine della scorsa settimana: il future febbraio sul Brent segna 58,50 $/barile, il future gennaio sul WTI segna 50,40/barile. Oggi si è tenuto il meeting OPEC. Fino a ieri si ipotizzava un significativo taglio della produzione concordato con la Russia. Il presidente USA Donald Trump ha però twittato il proprio auspicio che l'OPEC non riduca la produzione. Secondo indiscrezioni la decisione è stata rinviata a domani: sembra decaduta l'ipotesi di tagli aggressivi alla produzione. Il prezzo del petrolio non è stato sostenuto dal dato EIA (Energy Information Administration) sulle scorte USA nella settimana terminata lo scorso 30 novembre: le scorte sono diminuite di ben 7,323 milioni di barili, quando le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a solo 0,943 milioni di barili.

Diasorin (-6,34% a 73,15 euro) in forte ribasso (tocca i minimi da aprile 2018) dopo il +3,58% messo a segno ieri. Oggi Kepler Cheuvreux ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a hold e ridotto il target da 100 a 76 euro.

STMicroelectronics (-5,99%) in decisa flessione con il settore tecnologico dopo l'arresto in Canada di Meng Wanzhou, figlia maggiore del fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, e direttrice finanziaria del colosso cinese. Il mandato di cattura e' americano, motivato dalla violazione dell'embargo nei confronti dell'Iran. Secondo molti analisti l'arresto di Meng Wanzhou mette a serio rischio i negoziati USA-Cina.

Le incertezze sul commercio mondiale penalizzano, come di consueto nell'ultimo periodo, gli industriali: Prysmian -4,36%, Leonardo -4,36%, CNH Industrial -3,14%, Interpump -4,64%, Biesse -4,90%, IMA -4,74%.

FCA (-5,10%)
debole con il settore. L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -4,3%. Sul titolo del Lingotto pesa anche la norma sul sistema bonus malus per l'acquisto di auto introdotto nella legge di bilancio alla Camera. Il provvedimento (che deve però passare al Senato) prevede una tassa proporzionale alle emissioni di Co2 a partire da gennaio e incentivi per l'acquisto di auto elettriche. Gli analisti sono concordi sul fatto che, nella formulazione attuale, la norma penalizzerebbe soprattutto il marchio Jeep, quello che da tempo sta dando le maggiori soddisfazioni a FCA. Dopo le critiche delle associazioni di settore ANFIA e UNRAE, i vicepremier Salvini e Di Maio hanno aperto a modifiche del provvedimento.

In rosso Mediaset -4,50% e Banca Mediolanum -3,71%: entrambi i titoli usciranno dal paniere dell'indice FTSE MIB a far data dal 27 dicembre prossimo. Il loro posto verrà preso da Juventus FC -2,42% e Amplifon +1,00%.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com