Credit Agricole, nel 2017 utile netto € 6,5 mld (+35,5%)

14/02/2018 12:23:52

Nel 2017, l'utile netto di Gruppo del Gruppo Crédit Agricole è pari a 6,5 miliardi di euro, con un incremento del +35,5% rispetto al 2016. L'esercizio 2017 è stato penalizzato nel quarto trimestre da un maggior carico fiscale, che produce un impatto netto di -671 milioni di euro, registrato come elemento non ricorrente. Una volta rettificato di tale onere e degli altri elementi non ricorrenti del 2017, l'utile netto di Gruppo sottostante si attesta a 7,1 miliardi di euro, con un incremento di +8,9% rispetto all'esercizio 2016.
Tale risultato contabilizza il contributo offerto da Pioneer negli ultimi sei mesi, ma anche la perdita di consolidamento di Eurazeo e di BSF a partire dalla loro cessione (parziale per BSF) e deconsolidamento.
Al netto di tali effetti di perimetro, l'utile netto di Gruppo riflette l'alto livello di attività delle diverse componenti del Gruppo - banche di prossimità, linee di business specializzate e divisione Grandi clienti - oltre al soddisfacente contenimento degli oneri, che consente investimenti di sviluppo in nuove attività.

Il rapporto di cost/income sottostante è pari al 63,4%. Il 2017 costituisce una nuove e importante tappa per la realizzazione degli obiettivi del Piano a Medio Termine "Ambitions 2020": le sinergie di ricavi si attestano a 8,2 miliardi di euro, con un incremento del 5%, e il Gruppo ha presentato o implementato innovazioni che migliorano l'esperienza digitale dei propri clienti, così come la sua gamma di prodotti e servizi.

Oltre ai cambiamenti di perimetro già descritti, il Gruppo ha anche concluso nel quarto trimestre delle operazioni di crescita esterna che rafforzano le sue linee di business in maniera redditizia: in particolare l'acquisizione di tre banche italiane, della partecipazione residua del 15% di Natixis in CACEIS e delle attività di private banking in Asia di CM-CIC, in attesa del perfezionamento dell'acquisizione di Banca Leonardo nel primo semestre 2018.

Tali operazioni sono state autofinanziate, e la situazione finanziaria resta molto solida: il ratio Common Equity Tier 1 fully loaded è pari a fine dicembre al 14,9%, un livello fra i migliori del settore e superiore di oltre 5 punti al requisito normativo.

In linea con il Piano a Medio Termine (PMT) "Ambition Stratégique 2020", il modello economico stabile, diversificato e redditizio del Gruppo Crédit Agricole favorisce una soddisfacente crescita organica in tutte le linee di business, in particolare grazie alle sinergie fra i business specializzati e le reti di distribuzione, e consente di mantenere un elevato livello di efficienza operativa, generando al tempo stesso margini di manovra per gli investimenti di sviluppo.

Nel quarto trimestre sono state attuate varie iniziative del Piano "Ambition Stratégique 2020":

- il 21 dicembre, Cariparma ha concluso l'acquisizione del 95% del capitale di tre casse di risparmio in Italia, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini e Cassa di Risparmio di San Miniato, situate nelle regioni limitrofe alla rete di agenzie del Gruppo in Italia; tale operazione ha accresciuto di circa il 20% (220 agenzie) la capacità di distribuzione nel paese;

- Crédit Agricole S.A. ha acquistato da Natixis la partecipazione residua del 15% di quest'ultimo in CACEIS, filiale specializzata nei servizi finanziari agli istituzionali; quest'operazione conferisce al Gruppo il controllo totale di un'attività in considerevole crescita, che migliora la propria redditività;

È opportuno ricordare che tali realizzazioni non fanno che completare un 2017 già costellato di numerosi passi avanti nella realizzazione del Piano "Ambitions 2020":

- l'acquisizione di Pioneer Investments, perfezionata il 3 luglio, ha portato il Gruppo Amundi-Pioneer al nono posto fra gli asset manager mondiali e al primo posto in Europa, con posizioni di primo piano in Francia, Italia, Austria e Germania;

- Indosuez Wealth Management ha firmato il 31 ottobre un accordo per l'acquisizione del 67,67% di Banca Leonardo, società che offre servizi di wealth management, con masse gestite per 5 miliardi di euro;

- Crédit Agricole Assurances ha iniziato a rilevare da settembre il nuovo business nel ramo assicurazione sui prestiti della rete delle Casse regionali e concluderà l'operazione nel primo Risultati del quarto trimestre e dell'esercizio 2017 5/31 semestre 2018; CNP Assurances continuerà a co-assicurare il portafoglio polizze al 50%, fino alla sua estinzione; la linea di business ha anche proseguito lo sviluppo della propria offerta di polizze collettive;

- il riposizionamento sul core business è continuato con la cessione parziale della partecipazione (16,2% su 31,1%) in Banque Saudi Fransi (BSF), conclusa il 26 settembre, e la cessione totale della partecipazione del 15,4% in Eurazeo, perfezionata il 6 giugno; queste operazioni hanno ridotto la dipendenza del Gruppo dai contributi delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto, vantaggiosamente sostituite con le acquisizioni delle quote di maggioranza di attività legate al core business;

- Le attività di cross-selling hanno registrato una nuova accelerazione, con nuove collaborazioni tra entità del Gruppo nei settori del credito al consumo, del leasing, delle assicurazioni collettive, della protezione e della sicurezza delle famiglie, del risparmio e dei piani pensione per i dipendenti, dell'offerta ai fondi di private equity, ecc.;

- secondo D-Rating, Crédit Agricole è in anticipo sulle altre reti bancarie e sulla maggior parte dei pure player del web banking in materia di «performance digitale», soprattutto in termini di impronta digitale e di capacità di trasformazione; ciò riflette un significativo aumento degli usi e della quota di operazioni effettuate online o completamente dematerializzate: 15% delle pratiche di mutuo delle Casse regionali, 27% delle polizze sinistri , 20% o più di vendita online di prodotti assicurativi o di risparmio per LCL;

- numerose innovazioni sono state già avviate con successo o sono in corso di lancio: una nuova offerta di accesso al conto corrente con EKO da parte delle Casse regionali, un'offerta di factoring 100% digitale di CA Leasing & Factoring (Cash in Time), un applicativo di supporto alla sottoscrizione di polizze sinistri per gli agricoltori di CA Assurances (GEOPLAN), un programma di vantaggi legati alla carta di credito di LCL (Avantages+, 615.000 clienti, x2,2 in un anno), una nuova versione dell'app per smartphone di Cariparma (Conto Adesso), ecc.;

- il Gruppo ha anche amplificato le sue iniziative di incubazione come Villages by CA, lanciato nuovi fondi di investimento finalizzati all'innovazione (100 milioni di euro di di dotazione totale) e sviluppato nuovi laboratori interni di innovazione, come in particolare "La Fabrique by CA" (uno startup studio interno) e CA [CACD2] (un "alveare digitale") ;

- infine, i progetti di miglioramento dell'efficienza operativa del Gruppo, come "Save" (ottimizzazione degli acquisti, target di 210 milioni di euro di riduzioni di costi), "Transformons ensemble" (economie trasversali nelle funzioni di supporto di Crédit Agricole S.A. entità sociale, target di 300 milioni di euro di riduzioni di costi) o la creazione di una struttura di produzione IT comune per il Gruppo Crédit Agricole (target di 185 milioni di euro di riduzione di costi in cinque anni).

Nel quarto trimestre 2017, l'utile netto di Gruppo reported del Gruppo Crédit Agricole è pari a 922 milioni di euro, contro 671 milioni di euro nel quarto trimestre 2016. Tale risultato è penalizzato da un maggior carico fiscale, pari a un impatto netto di -671 milioni di euro. Tale impatto netto è prodotto da quattro fattori registrati come elementi non ricorrenti:
- i contributi straordinari e l'imposta addizionale sul reddito societario instaurati a fine 2017 e messi a carico delle grandi imprese hanno provocato un aumento di 10 punti del tasso d'imposizione sul reddito delle società per il Gruppo Crédit Agricole; l'impatto finanziario di tale elemento è di -343 milioni di euro;
- inoltre, Crédit Agricole CIB è potenzialmente tenuto a riallocare ai clienti le economie realizzate sull'imposta sui redditi delle società al livello dell'integrazione fiscale del Gruppo Crédit Agricole a seguito della contabilizzazione dei deficit dei veicoli di finanziamento in leasing degli investimenti di clienti; l'impatto dell'aumento straordinario dell'imposta sul reddito delle società per il 2017 su tale riallocazione è stimato a 39,9 milioni di euro, che portano l'effetto totale della «sovrattassa» a -383 milioni di euro;

- ricordiamo che tali contributi puntano a compensare le conseguenze sul bilancio del rimborso della tassa del 3% sui dividendi, versata dalle aziende sugli utili distribuiti fin dal 2012, che è stata giudicata incostituzionale in ottobre 2017; a seguito di tale sentenza, il Gruppo è ammissibile a un rimborso di +90 milioni di euro (+79 milioni di euro nell'utile netto di Gruppo) a titolo degli utili distribuiti da Crédit Agricole SA, Amundi e CACEIS fra il 2012 e il 2017;

- infine, le riduzioni dell'aliquota d'imposta sui redditi delle società previste dalle leggi finanziarie votate in Francia e negli Stati Uniti comportano l'aggiustamento delle imposte differite attive e passive, secondo le date previsionali di scadenza; tale aggiustamento ha avuto un impatto negativo di -407 milioni di euro sull'utile netto di Gruppo; va sottolineato che tale diminuzione delle aliquote avrà un effetto favorevole sui futuri oneri di imposta annuali versati dal Gruppo, almeno in Francia.

Il saldo di questi quattro elementi è negativo di -671 milioni di euro per l'utile netto di Gruppo. Tenuto conto del loro carattere non ricorrente, tutti questi impatti sono stati inclusi negli elementi non ricorrenti per apprezzare meglio la redditività sottostante del Gruppo.

Gli elementi non ricorrenti di questo trimestre, e soprattutto gli elementi fiscali menzionati in precedenza, hanno un effetto negativo di -770 milioni di euro sull'utile netto di Gruppo reported. Il resto comprende essenzialmente la multa "Echanges Images Chèques" per -98 milioni di euro, i costi di integrazione di Pioneer e di tre banche italiane per -57 milioni di euro, lo spread emittente per -62 milioni di euro, la svalutazione del goodwill sulle entità polacche (-222 milioni di euro) e, in contropartita, il badwill sulle tre banche italiane per +353 milioni di euro, nonché altri elementi meno materiali per -13 milioni di euro.

Ricordiamo che nel quarto trimestre 2016, gli elementi non ricorrenti avevano avuto un effetto negativo di -1.159 milioni di euro, contabilizzando la svalutazione del goodwill di LCL (-540 milioni di euro), la rettifica delle imposte differite attive e passive alla nuova aliquota delle imposte sul reddito societario prevista dalla nuova legge finanziaria francese per il 2020 (28%), ossia -453 milioni di euro, il piano di adattamento di Cariparma per -30 milioni di euro, e infine gli elementi di volatilità contabile ricorrenti (in particolare lo spread emittente per +52 milioni di euro, il DVA – debt valuation adjustment – per -2 milioni di euro, le coperture di portafogli creditizi (-1 milione di euro) nella divisione Grandi clienti e il risparmio regolamentato, -182 milioni di euro).

Al netto di tali elementi non ricorrenti, l'utile netto di Gruppo sottostante si attesta a1.692 milioni di euro, in calo di -7,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. I proventi operativi netti sottostanti crescono di +1,6% rispetto al quarto trimestre 2016, attestandosi a 8.235 milioni di euro, nonostante l'effetto positivo dell'integrazione di Pioneer, che è stato più che compensato dal calo dei ricavi delle Casse regionali.

A perimetro costante; i ricavi diminuiscono di -1,0% rispetto al quarto trimestre 2016. Gli oneri operativi sottostanti crescono di +4,0% rispetto al quarto trimestre 2016, per effetto dell'integrazione di Pioneer e degli investimenti in linea con i progetti del PMT, in particolare per le Casse regionali. A perimetro costante, gli oneri sottostanti crescono di +1,3%. Il rapporto di cost/income sottostante si attesta a 64,9%. Il costo del rischio diminuisce di -7,6% rispetto allo stesso periodo del 2016, a 423 milioni di euro, Il costo del rischio in rapporto agli impieghi registra un netto miglioramento, con 17 punti base a fronte di 28 punti base nel quarto trimestre 2016.

Tale dato è sensibilmente inferiore all'ipotesi del Piano a medio termine (35 punti base). Sull'esercizio 2017, l'utile netto di Gruppo sottostante aumenta di +8,9% rispetto al 2016 grazie alla buona performance registrata nel primo semestre (utile netto di Gruppo sottostante in aumento di +27% rispetto al primo semestre 2016). I proventi operativi netti sottostanti sono in aumento di +2,3%, ma restano stabili a perimetro costante.

Gli oneri operativi sottostanti al netto di SRF sono in crescita di +3,0%, (+1,6% a perimetro costante) e il costo del rischio di credito diminuisce di -33,6%, al netto dell'accantonamento per rischio giuridico non allocato di 115 milioni di euro costituito nel primo e terzo trimestre 2017 (rispettivamente 40 e 75 milioni di euro), contro 100 milioni di euro accantonati nel secondo e terzo trimestre 2016 (50 milioni di euro per trimestre).

Nel quarto trimestre 2017, le Casse regionali hanno registrato un'intensa attività. Gli impieghi aumentano di +6,3% rispetto al 31 dicembre 2016, con un incremento di +8,1% per i mutui e +9,0% per il credito al consumo (di cui +15,6% per gli impieghi gestiti con CACF, che rappresentano ormai il 59% del totale dei crediti al consumo contabilizzati nel bilancio delle Casse regionali).

La raccolta è in rialzo del +4,2% su un anno, trainata dalla crescita dei conti correnti (+13,4%). Gli attivi dell'assicurazione vita aumentano di +2,2%, ma la quota unit-linked della raccolta aumenta di +7 punti su un anno, attestandosi al 25,1% nel quarto trimestre 2017. Infine, il numero di polizze assicurative sui beni e persone aumenta di +6,7% rispetto al 31 dicembre 2016, con +8,1% nel multirischio casa. Tale sviluppo commerciale contribuisce in misura significativa alla crescita delle linee di business di Crédit Agricole S.A., di cui le Casse regionali, come prima rete di distribuzione del Gruppo e prima rete di prossimità in Francia, distribuiscono i prodotti.

Il contributo delle Casse regionali all'utile netto di Gruppo sottostante del Gruppo Crédit Agricole ammonta a 764 milioni di euro, con un calo di -15,2% rispetto al quarto trimestre 2016. I proventi operativi netti sottostanti, in calo di -2,9% rispetto al quarto trimestre 2016, si attestano a 3.364 milioni di euro.

Le commissioni sono stabili sull'anno, restando a un livello elevato. Viceversa, i tassi bassi del quarto trimestre pesano sul margine d'interesse, che resta modesto. Gli oneri sottostanti al netto del contributo al Fondo unico di risoluzione (SRF) sono quasi stabili, -0,3% a 2.153 milioni di euro, nonostante gli investimenti informatici – esigenze regolamentari e trasformazione digitale – e il programma di riqualificazione delle agenzie previsto nel PMT.

Contrariamente ai trimestri precedenti, il costo del rischio aumenta in rapporto a una base di raffronto molto debole nel quarto trimestre 2016, restando tuttavia ad un livello contenuto con 86 milioni di euro. Questo aumento sul trimestre non riflette il calo del costo del rischio globale sull'arco dell'anno, che si attesta a 18 punti base.

Nell'esercizio 2017, il contributo delle Casse regionali si attesta a 3.075 milioni di euro, con una flessione di -4,6% dovuta in particolare agli oneri e perdite di ricavi legati alle operazioni di semplificazione del Gruppo, che non avevano ancora alcun effetto sui risultati fino al 3 agosto 2016, data della loro realizzazione. I proventi operativi netti sottostanti sono quindi in calo di -3,7%, attestandosi a 13.313 milioni di euro, e gli oneri sottostanti al netto di SRF aumentano per effetto degli investimenti informatici previsti nel PMT.

Viceversa, il Risultati del quarto trimestre e dell'esercizio 2017 9/31 costo del rischio evidenzia un considerevole calo, diminuendo di -64,8% a 218 milioni di euro, ossia 5 punti base nel secondo semestre annualizzato. La performance delle altre linee di business del Gruppo Crédit Agricole è descritta in dettaglio nella sezione di questo comunicato dedicata a Crédit Agricole S.A.

Nel trimestre, il gruppo Crédit Agricole ha mantenuto un elevato livello di solidità finanziaria, con un ratio Common Equity Tier 1 (CET1) fully loaded di 14,9%, stabile rispetto a fine settembre 2017, nonostante l'acquisizione di tre banche italiane e delle attività di private banking in Asia di CM-CIC. Tale ratio presenta un buffer significativo (540 punti base) rispetto alla soglia limite di distribuzione applicabile al Gruppo Crédit Agricole al 1° gennaio 2019, confermata in dicembre 2017 dalla BCE al 9,5%.

Il ratio TLAC si attesta al 20,6% al 31 dicembre 2017, al netto del debito senior preferred ammissibile, restando invariato rispetto al 30 settembre 2017 e da confrontare con il 20,3% di fine dicembre 2016, al netto del debito senior preferred ammissibile. Tale ratio è superiore al requisito minimo del 19,5% a partire dal 2019, potendo includere fino al 2,5% del debito senior preferred ammissibile.

Nel 2017, il Gruppo ha emesso 6,2 miliardi di equivalenti euro di debito senior non preferred. L'obiettivo di un ratio TLAC del 22% entro il 2019, al netto del debito senior preferred ammissibile è confermato. Per conseguire tale obiettivo in un contesto di notevole crescita dei crediti in Francia nel 2016 e 2017, e che potrebbe protrarsi fino al 2019, è previsto un aggiustamento potenziale del programma di emissione di debiti TLAC da 2 a 3 miliardi di euro circa, cumulati sul biennio 2018/2019.
Il leverage ratio phased-in è pari al 5,6%, confermandosi stabile rispetto a fine settembre 2017. La situazione di liquidità del Gruppo Crédit Agricole è solida. Il bilancio cash bancario del Gruppo, pari a 1.148 miliardi di euro al 31 dicembre 2017, evidenzia un'eccedenza di risorse stabili su impieghi stabili di 122 miliardi di euro, con un aumento di +1 miliardo di euro rispetto a fine settembre 2017 e di +11 miliardi di euro su un anno.

Tale eccedenza è superiore all'obiettivo del Piano a Medio Termine (più di 100 miliardi di euro). L'eccedenza di risorse stabili finanzia il portafoglio di titoli HQLA (High Quality Liquid Assets) generato per soddisfare il requisito LCR (Liquidity Coverage Ratio) delle attività della clientela o legate alla clientela. Al 31 dicembre 2017, le riserve di liquidità, in valore di mercato e dopo svalutazione, ammontano a 248 miliardi di euro.

L'indebitamento a breve termine al netto dei depositi presso le Banche Centrali (24 miliardi di euro) è coperto più di quattro volte dai titoli HQLA (113 miliardi di euro). Il ratio LCR medio su dodici mesi del Gruppo è pari al 133% a fine dicembre 2017, ossia un livello superiore all'obiettivo del Piano a Medio Termine di più di 110%. Nel corso del 2017, gli emittenti del Gruppo Crédit Agricole hanno emesso sul mercato l'equivalente di 36,1 miliardi di euro di debito a medio/lungo termine, di cui il 46% emesso da Crédit Agricole S.A. (16,6 miliardi di equivalenti euro), contro 33,1 miliardi di equivalenti euro sull'insieme del 2016.

Il Gruppo Crédit Agricole ha inoltre collocato 3,4 miliardi di euro presso le reti delle sue banche di prossimità (Casse regionali, LCL e CA Italia). Per quanto riguarda l'adozione della norma contabile IFRS9 a partire dal 1° gennaio 2018, è confermato l'impatto negativo di -30 punti base per il ratio CET1 "fully loaded" di Crédit Agricole SA, pubblicato in marzo 2016 con il Piano a Medio Termine, corrispondente a un impatto di prima applicazione (First Time Application-FTA) di circa -1,2 miliardo di euro al 1° gennaio 2018.

L'impatto per il Gruppo Crédit Agricole sarà simile, con circa -30 punti base o -1,4 miliardi di euro in FTA. L'impatto sul ratio TLAC è di -24 punti base. CA Assurances (linea di business specializzata nelle assicurazioni del Gruppo) adotterà la norma IFRS9 dal 1° gennaio 2018 e applicherà il metodo di '"Overlay" per allineare l'impatto sul risultato alla norma contabile attuale IAS39, al fine di garantire un miglior raffronto con gli altri attori del settore. Tutti gli elementi del bilancio saranno pubblicati in IFRS9 con i risultati del primo trimestre 2018, mentre i dettagli sull'impatto FTA lo saranno con i risultati del secondo trimestre.

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Commentando questi risultati e l'attività del Gruppo nel 2017, Dominique Lefebvre, Presidente di SAS Rue La Boétie e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole S.A., ha dichiarato: "Il Gruppo Crédit Agricole, con la qualità dei suoi risultati, dimostra ancora una volta la pertinenza del suo modello economico, che sa trarre vantaggio dalla sua unità e anche dalla diversità delle competenze messe al servizio dei suoi clienti e del finanziamento dell'economia, di cui è il leader in Francia".

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