Borse europee in rosso

10/08/2018 09:46:31

Borse europee in rosso. Segno negativo sulle principali piazze azionarie del Vecchio Continente, preoccupate dalle crescenti tensioni della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina e dalle nuove sanzioni che gli stessi Stati Uniti hanno comminato nei confronti della Russia e della Turchia.
Quest'ultima, in particolare, sta vivendo un altro difficile momento dal punto di vista finanziario, caratterizzato dal crollo della propria valuta, la Lira, nei confronti del dollaro, con i prezzi scesi del 12% circa rispetto a ieri. La BCE si è detta preoccupata per l'esposizione delle banche europee nei confronti del debito turco; in particolare, secondo quanto riportato dal Financial Times, sarebbero Unicredit, Bnp Paribas e Bbva le banche a rischiare di più. Le tensioni tra Stati Uniti e Turchia sono alimentate dal caso diplomatico relativo all'imprigionamento, da parte di Ankara, di un religioso statunitense, caso che non trova ancora una soluzione. Sulla Turchia pesano inoltre i dubbi relativi alle future politiche economiche del paese.
Il Dax arretra dello 0,8%, il Cac 40 cede lo 0,7%, l'Aex olandese lo 0,66% mente Londra fa segnare un calo di mezzo punto percentuale circa e Madrid perde l'1%. Tra i singoli titoli da segnalare che gli analisti di Morgan Stanley hanno tagliato il rating di Deutsche Bank a "Underweight" da "Equal-weight" lasciando invariato il target price a 9 euro. Il titolo perde oltre 3 punti percentuali.
Il produttore di fertilizzanti K + S ha dichiarato che quest'anno l'EBITDA si attesterà a 660-740 milioni di euro, in calo rispetto alle attese precedenti pari a 797 milioni di euro. Nel secondo trimestre, K + S ha registrato un EBITDA pari a 105,1 milioni di euro, lievemente superiore al risultato dell'anno precedente pari a 101,9 milioni. K + S rimane impegnata a raggiungere un flusso di cassa libero positivo nel prossimo anno. K+S è in calo dell'8,8% sullo Xetra.L'utility tedesca Innogy ha registrato un calo del 10% dei ricavi operativi nel primo semestre. La forte concorrenza nelle vendite, i risultati in calo nel business della rete, l'aumento dei costi delle materie prime e l'eliminazione degli effetti straordinari positivi dell'anno precedente sono stati alcuni dei motivi di questi risultati. L'EBIT si è attestato 1,6 miliardi di euro nei primi sei mesi. L'utile netto rettificato è sceso di oltre un quinto a 662 milioni di euro.
Sul fronte macroeconomico da segnalare che in Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di giugno è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente (consensus +0,5%), dopo la flessione dello 0,2% rilevata a maggio e dello 0,5% ad aprile.
Sempre in Francia la stessa Insee ha reso noto che l'Indice dei Salari non agricoli, che misura la variazione del numero di posti di lavoro in tutte le attivita' non agricole, e' atteso in crescita nel secondo trimestre 2018 dello 0,2% su base trimestrale risultando lievemente inferiore al consensus fissato al +0,3% ma pari alla rilevazione precedente.

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