Borsa italiana in recupero, dimentica tensioni post-voto: FTSE MIB +1,22%

07/03/2018 17:52:44

Borsa italiana in recupero, dimentica tensioni post-voto: FTSE MIB +1,22%.


Mercati azionari europei positivi. Wall Street in flessione: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,5%, Nasdaq Composite -0,3%, Dow Jones Industrial -0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,22%, il FTSE Italia All-Share a +1,16%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,77%, il FTSE Italia STAR a +1,11%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la stima ADP (National Employment Report) ha evidenziato, nel mese di febbraio, una crescita di 235 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 199 mila posti di lavoro. Inoltre il dato di gennaio è stato rivisto a +244 mila unità da 234 mila. L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 2 marzo le scorte di petrolio negli USA sono cresciute di 2,408 milioni di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un incremento pari a 2,723 milioni di barili. Nel mese di gennaio negli USA la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 56,6 miliardi di dollari, in crescita rispetto al disavanzo di 53,9 mld del mese precedente risultando anche superiore alle attese fissate su un deficit di 55,1 mld. Le esportazioni sono cresciute del 5,1% rispetto a gennaio 2017 e le importazioni del 7,4%. Negli Stati Uniti è stato reso noto che l'Indice del costo del lavoro è cresciuto del 2,5% nel quarto trimestre, rivisto al rialzo dal +2% della lettura preliminare e superiore al consensus (+2,1%). Il Dipartimento del Lavoro ha poi comunicato che l'indice di produttività dei settori non agricoli è stata rivista leggermente al rialzo dal -0,1% t/t a invariata (-0,2% t/t il consensus). Eurostat ha reso noto il dato finale relativo al PIL dell'eurozona nel quarto trimestre 2017, fissandolo a +0,6% su base trimestrale, in linea con la lettura preliminare. Su base annuale il PIL è cresciuto del 2,7%, pari alle attese e alla lettura preliminare.

Acquisti sui titoli del settore farmaceutico con Recordati (+3,28%), MolMed (+1,83%) e DiaSorin (+3,22%): quest'ultima ha comunicato di aver chiuso il 2017 con ricavi in crescita del 12%, EBITDA a 237,9 milioni di euro (+9,5%), utile netto a 139,9 milioni (+24,2%). Il board ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,85 euro per azione (0,80 l'anno precedente) e di un dividendo straordinario pari a 1,80 euro per azione. Per il 2018 il management prevede ricavi a +11% circa (cambi costanti), EBITDA a +13% circa (cambi costanti). Sale anche Biodue (+0,80%) dopo la notizia dell'ottenimento del certificato di EN ISO 13485 per il proprio stabilimento di via Caravaggio a Tavarnelle Val di Pesa (FI), per la sviluppo e la produzione di dispositivi medici a marchio proprio ed a marchio di terzi per uso orale, nasale, topico, vaginale e rettale nelle forme solida, semisolida e liquida (sterile e non). Con questa certificazione Biodue può ora registrare e vendere detti dispositivi in alcuni importanti mercati dalle interessanti potenzialità quali Russia, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi e Libano attualmente non presidiati dalla società.

Brembo (+2,78% a 12,58 euro) guadagna terreno grazie a Banca IMI: raccomandazione migliorata da hold a add e target incrementato da 14,10 a 14,60 euro. Nei giorni scorsi sono state smentite le ipotesi di interessamento per Magneti Marelli, la controllata di FCA (+1,04%) in via di scorporo. Oggi l'a.d. del Lingotto, Sergio Marchionne, dopo la riunione dei costruttori europei di auto (Acea) ha spazzato via i dubbi residui affermando che non intende vendere Magneti Marelli e che non ci sarò IPO. La prospettiva è quella dello spin-off con distribuzione delle azioni ai soci di FCA.

Buona performance per Poste Italiane (+2,64%) all'indomani della sottoscrizione degli accordi attuativi per il rafforzamento della partnership nel risparmio gestito con Anima Holding (+2,54%), secondo i termini e le condizioni annunciati il 21 dicembre 2017. Si prevede che l'operazione sarà completata nel secondo semestre del 2018, previo ottenimento, inter alia, delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità di vigilanza. Il titolo Poste Italiane oscilla poco sotto il massimo da inizio 2016 a 7,1420 toccato una settimana fa dopo la pubblicazione del piano strategico quinquennale denominato Deliver 2022.

Italgas (+2,68%) estende il rimbalzo di ieri e sovraperforma il settore (FTSE Italia Servizi Pubblici +0,77%, EURO STOXX Utilities +0,4%), che guadagna terreno in scia alla flessione dei rendimenti eurozona. Una settimana fa Italgas ha concluso l'acquisizione, da CPL Concordia e Impresa Costruzioni Ing. Raffaello Pellegrini Srl, del 100% di Ichnusa Gas, titolare tramite proprie controllate di 12 concessioni per la realizzazione e l'esercizio di reti di distribuzione del gas in 81 Comuni della Sardegna. Operatori e investitori guardano ora all'appuntamento di lunedì prossimo, il 12 marzo, con il cda convocato per l'approvazione del bilancio 2017.

In rialzo Telecom Italia (+1,86%) con Bryan Garnier che migliora la raccomandazione sul titolo da sell a neutral all'indomani del cda che ha approvato i dati 2017, il progetto di separazione della rete e il piano strategico DigiTIM 2018–2020. I ricavi sono saliti del 4,2% (+2,7% organico) a 19,828 miliardi di euro, leggermente meglio dei 19,774 del consenso degli analisti pubblicato sul sito del gruppo telefonico. L'EBITDA reported è sceso a 7,79 miliardi (-2,6% a/a), ben al di sotto degli 8,337 del consenso. L'utile attribuibile ai soci della controllante si attesta a 1.121 milioni di euro, in netto calo dai 1.808 milioni dell'esercizio 2016 ma sconta oneri netti non ricorrenti per 714 milioni (in termini comparabili risulta superiore di circa 270 milioni). Il piano prevede, per quanto riguarda l'area domestic, ricavi stabili ed EBITDA in crescita media annual "low single digit" (tra +0 e +5 per cento, ndr), leggermente meglio del consenso. L'indebitamento è previsto in calo nell'arco del piano e a 2,7x nel 2018, peggio quindi rispetto a quanto indicato in precedenza dalla società (<2,7x). Il piano verrà presentato dettagliatamente oggi in conferenza stampa. Conferito il mandato all'a.d. Amos Genish di avviare l'iter formale per la notifica ad Agcom del progetto di separazione volontaria della rete di accesso fissa, che resterà controllata al 100% da Telecom. Un portavoce del fondo Elliott Management ha dichiarato che la quota di azioni ordinarie Telecom in suo possesso non supera il 5% (limite oltre il quale scatta l'obbligo di comunicazione per i fondi) e che la sostituzione di alcuni membri del cda gioverebbe alla compagnia telefonica. Secondo indiscrezioni di stampa Elliott ha posizioni in derivati che gli permetterebbero di salire al 9,9% e vorrebbe la rimozione di 5 consiglieri in quota Vivendi, inclusi presidente e a.d..

Bancari italiani in accelerazione nel finale di seduta: l'indice FTSE Italia Banche termina a +1,47%, contro il +0,3% dell'EURO STOXX Banks. Acquisti su Bper banca (+1,91%), Banco BPM (+1,71%), UniCredit (+1,67%), Intesa Sanpaolo (+1,14% a 3,03 euro): su quest'ultima Barclays ha confermato la raccomandazione overweight e incrementato il target a 3,65 euro.

Bel progresso per Fincantieri (+5,92%) che guadagna ulteriore terreno dopo il +3,14% di ieri, quando aveva annunciato una lettera di intenti con il gruppo Grimaldi per il programma di allungamento e trasformazione di due cruise ferry. Nella serata di ieri il gruppo cantieristico ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Viking per ulteriori 6 navi, che porterebbero a un totale di 16 il numero complessivo di unità costruite in partnership dalle due società, estendendo l'orizzonte della collaborazione fino al 2027. Inoltre la controllata Vard ha firmato il contratto per la progettazione e costruzione di due ulteriori navi da crociera di lusso di piccole dimensioni per l'armatore francese PONANT.

Vendite su Tenaris (-1,15%) che potrebbe essere penalizzata dalle ultime vicende riguardanti l'amministrazione Trump: le dimissioni di Gary Cohn, principale consigliere economico del presidente USA e in contrasto con quest'ultimo sul tema dei dazi su acciaio e alluminio, potrebbero causare una retromarcia o un ammorbidimento delle posizioni protezionistiche della Casa Bianca. E' noto che Tenaris potrebbe trarre beneficio dai dazi americani (finalizzati anche a colpire i produttori coreani di OCTG, Oil Country Tubular Goods) grazie all'incremento dei prezzi dei tubi e al fatto che sta producendo negli USA grazie al nuovo impianto di Bay City, Texas.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com