Borsa italiana in netto rialzo con Draghi, brillano Mediaset e Atlantia: FTSE MIB +1,15%

08/03/2018 17:55:13

Borsa italiana in netto rialzo con Draghi, brillano Mediaset e Atlantia: FTSE MIB +1,15%.


Mercati azionari europei tonici. Wall Street in territorio positivo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,4%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,15%, il FTSE Italia All-Share a +1,17%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,43%, il FTSE Italia STAR a +0,78%. Oggi la BCE ha eliminato dal comunicato che accompagna le decisioni di politica monetaria (nota che ha uno schema usuale e ripetitivo) il riferimento a un possibile incremento dell'ammontare degli acquisti del quantitative easing, se necessario a mantenere il percorso voluto verso l'obiettivo di un'inflazione inferiore ma prossima al 2 per cento. E' rimasto il riferimento a un possibile prolungamento del piano mensile di acquisti di asset anche oltre la scadenza prevista (e attualmente confermata) del prossimo settembre 2018, ma la reazione con un incremento quantitativo degli acquisti (attualmente proseguono al ritmo di 30 miliardi al mese) è stata eliminata dai riferimenti espliciti dell'Eurotower. Il presidente Mario Draghi, nella consueta conferenza stampa, ha sottolineato il permanere della debolezza dell'inflazione di fondo, dichiarazione che ha bloccato il rafforzamento dell'euro (massimi da metà febbraio contro dollaro) e imposto alla moneta unica una brusca correzione.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 2 marzo si sono attestate a 231 mila unità, superiori alle attese fissate a 220 mila unità. Il Dipartimento dell'Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che in Germania a gennaio gli ordinativi industriali sono diminuiti del 3,9% rispetto al mese precedente, ben oltre le attese degli analisti fissate su un calo pari all'1,9%. A dicembre gli ordinativi erano saliti inaspettatamente del 3,8%. Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. La BCE ha alzato le stime sulla crescita del PIL UE dal 2,3 al 2,4% per il 2018, invariate le previsioni per i prossimi due anni (1,9% e 1,7% rispettivamente). Le proiezioni dello staff macroeconomico BCE sono state ridotte sul fronte dell'inflazione. Confermata all'1,4% nel 2018 la crescita dell'inflazione armonizzata HICP, è stata ridotta la previsione per il 2019 all'1,4% e mantenuta la stima di una crescita dei prezzi dell'1,7% nel 2020.

Mediaset (+9,23%) tocca i massimi da fine gennaio in scia alle dichiarazioni del presidente di Telecom Italia Arnaud de Puyfontaine (che è anche a.d. della controllante Vivendi) al Messaggero. Secondo il manager francese la joint venture Tim/Canal+ è in stand by (quindi non accantonata, ndr) e un accordo tra Vivendi (+1,2%) e Mediaset ha ora più senso di quando era stato proposto. Vivendi è in contenzioso con Mediaset e l'azionista Fininvest in merito alla vendita di Premium ai francesi, ma il riferimento di de Puyfontaine secondo molti si riferisce all'ipotesi di fusione tra Mediaset e Telecom, operazione di cui si vocifera da anni: l'insuccesso elettorale di Silvio Berlusconi sembra poter mettere Vivendi in posizione di forza nel caso prendesse realmente corpo una trattativa.

Telecom Italia (+4,63%) guadagna ulteriore terreno dopo gli ultimi rialzi e tocca i massimi da agosto in scia ai dati 2017, al piano industriale al 2020, all'ok al progetto di separazione della rete e soprattutto alla discesa in campo di Elliott Management. Ieri un portavoce del fondo americano ha dichiarato che la quota di azioni ordinarie Telecom in suo possesso non supera il 5% (limite oltre il quale scatta l'obbligo di comunicazione per i fondi) e che la sostituzione di alcuni membri del cda gioverebbe alla compagnia telefonica. Il presidente di Telecom Arnaud de Puyfontaine ha detto al Messaggero, in risposta alle istanze di Elliott, che il cda sarà compatto nel sostenere il piano nella convinzione che sia quello giusto.

Atlantia (+5,05%) in ampio rialzo dopo la conferma delle indiscrezioni di stampa spagnola riguardo all'esistenza di trattative con ACS (+7,5%) al fine di evitare una battaglia a colpi di rilanci per Abertis (-3,9%), battaglia che rischierebbe di far lievitare il prezzo dell'offerta a livelli sanguinosi per il soggetto che ne uscisse vincitore. Atlantia non conferma il contenuto delle indiscrezioni, ovvero un'OPA congiunta con successiva spartizione degli asset ed eventuale vendita di alcuni di essi. Una fonte sentita da Reuters ipotizza che Atlantia sia interessata alle attività italiane e francesi di Abertis, ACS a quelle spagnole. Gli asset sudamericani verrebbero invece spartiti.

Accelerazione rialzista nel pomeriggio per i titoli dei gruppi sensibili all'andamento del dollaro con STMicroelectronics (+4,65%), Buzzi Unicem (+2,11%), Campari (+3,10%), Tenaris (+2,58%). Il biglietto verde, dopo aver toccato il minimo contro euro da metà febbraio poco dopo le 14:30, ha bruscamente invertito la rotta: EUR/USD è passato da 1,2446 a 1,2320 circa.

Poste Italiane (+2,54%) estende il rally delle ultime sedute e tocca il nuovo massimo storico a 7,37 euro. Il titolo sfrutta l'abbrivio fornito la settimana scorsa dalla pubblicazione del piano strategico quinquennale denominato Deliver 2022 e l'annuncio di due giorni fa della sottoscrizione degli accordi attuativi per il rafforzamento della partnership nel risparmio gestito con Anima Holding, secondo i termini e le condizioni annunciati il 21 dicembre 2017. Si prevede che l'operazione sarà completata nel secondo semestre del 2018, previo ottenimento, inter alia, delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità di vigilanza.

ERG (+6,29% a 18,24 euro) sui massimi dall'estate 2007: Equita conferma la raccomandazione buy e il target a 20 euro dopo i dati 2017 (utile netto ricorrente a 142 milioni di euro da 107 nel 2016, con dividendo proposto di 1,15 euro per azione, di cui 0,40 straordinario) e il piano industriale 2018-2022: previsto un EBITDA da 560 milioni di euro nel 2022 (472 nel 2017) e indebitamento a 1,2 miliardi di euro (1,233 nel 2017). ERG ha anche annunciato di aver ceduto al fondo Greencoat UK Wind PLC il 100% del capitale di Brockaghboy Windfarm Ltd con un cash-in complessivo pari a circa 95 milioni di sterline (108 milioni di euro).

Juventus FC (+5,20%) in netto progresso ma sotto i massimi toccati a inizio seduta dopo l'insperata qualificazione ai quarti di finale della Champions League. Ieri sera a Londra i bianconeri hanno battuto in rimonta il Tottenham per 2 a 1, risultato che in virtù del 2 a 2 della gara di andata permette ai pluricampioni d'Italia di andare avanti nella più prestigiosa competizione europea.

DiaSorin (+4,18%) estende il rimbalzo delle ultime sedute e tocca i massimi da circa un mese. Ieri il titolo ha guadagnato il 3,22% in scia ai dati 2017, esercizio chiuso con ricavi in crescita del 12%, EBITDA a 237,9 milioni di euro (+9,5%), utile netto a 139,9 milioni (+24,2%). Il board ha approvato la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,85 euro per azione (0,80 l'anno precedente) e di un dividendo straordinario pari a 1,80 euro per azione. Per il 2018 il management prevede ricavi a +11% circa (cambi costanti), EBITDA a +13% circa (cambi costanti).

Bel progresso per Brunello Cucinelli (+3,32% a 26,45 euro): Jefferies conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 31 a 32 euro dopo la pubblicazione dei risultati definitivi 2017 del gruppo del cachemire: EBITDA pari a 87,5 milioni di euro, +11,8%, utile netto pari a 42,1 milioni, in crescita del +13,4% (esclusi benefici del Patent Box), riduzione dell'indebitamento finanziario netto, che scende a 15,7 milioni rispetto ai 51,0 milioni dello scorso anno. Il cda proporrà un dividendo di 0,27 euro per azione (0,16 l'anno scorso).

Autogrill (+3,26%) balza in avanti dopo la pubblicazione dei dati completi dell'esercizio 2017. L'EBITDA underlying sale a 418,8 milioni di euro (+5,3%), l'utile netto underlying a 106,9 milioni (+21,5%), mentre l'utile netto reported scende a 96,2 milioni da 98,2. proposto un dividendo pari a 0,19 euro per azione (+19% rispetto a 0,16 nel 2016), con un payout del 50%. La guidance 2016-2019 presentata al mercato nel marzo 2017 viene aggiornata: quella sui ricavi è confermata mentre il tasso di crescita medio annuo dell'EPS viene migliorato dal 15% al 20% per il periodo 2016-2019.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com