Borsa italiana in netto progresso, brillano Telecom e FCA: FTSE MIB +1,75%

06/03/2018 17:54:27

Borsa italiana in netto progresso, brillano Telecom e FCA: FTSE MIB +1,75%.


Mercati azionari europei in indebolimento nel finale. Wall Street in flessione: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, Nasdaq Composite -0,1%, Dow Jones Industrial -0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,75%, il FTSE Italia All-Share a +1,76%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,85%, il FTSE Italia STAR a +1,86%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA gennaio gli ordini industriali sono diminuiti dell'1,4% dopo l'incremento dell'1,8% registrato a dicembre (rivisto da +1,7%). Gli economisti avevano stimato una flessione dell'1,3% su base mensile.

Forte progresso per Telecom Italia (+5,95%) nel giorno del cda chiamato ad approvare i dati 2017 e il piano industriale al 2020, nonchè il dossier relativo alla cessione di Persidera. Gli acquisti sono però scattati in scia all'indiscrezione di Bloomberg secondo cui il fondo Elliott Management sta acquistando titoli del gruppo telefonico al fine di raggiungere una quota sufficiente a contrastare l'azionista di controllo Vivendi nella gestione della società. Repubblica scrive che Elliott ha rastrellato il 6% del capitale di Telecom. Il fondo creato da Paul Singer sarebbe insoddisfatto della performance del titolo da quando, nel 2016, i francesi hanno assunto il controllo di Telecom. L'obiettivo di Elliott sarebbe quello di arrivare all'assemblea del 24 aprile con abbastanza diritti di voto per poter nominare membri nel cda di Telecom e partecipare alla gestione del gruppo.

Molto bene il comparto auto. L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna +1,3%. Guadagnano terreno Pirelli & C (+2,84%), Brembo (+1,92%), Piaggio & C (+4,05%) e soprattutto FCA (+5,67%): il titolo approfitta delle indiscrezioni secondo cui la casa torinese intende scorporare Magneti Marelli mediante quotazione a Piazza Affari senza emissione di nuove azioni. L'a.d. Sergio Marchionne in conferenza stampa al salone dell'auto di Ginevra ha detto che dello scorporo della controllata si parlerà in occasione della presentazione del piano industriale il primo giugno, e ci sono stati diversi incontri di routine con la cinese Geely e che il Lingotto si prepara a ridurre la produzione dei motori diesel. Inoltre Moody's Investors Service ha comunicato oggi di aver alzato da "Ba3" a "Ba2" il Corporate Family Rating di FCA N.V., e da "B1" a "Ba3" il rating sulle obbligazioni emesse o garantite da FCA N.V.. L' outlook è stabile.

Ferrari (+1,56%) in rialzo ma meno brillante rispetto ad altri titoli del settore. Il presidente e a.d. Sergio Marchionne in conferenza stampa al salone dell'auto di Ginevra ha dichiarato che i dazi USA peseranno sui conti della "rossa" ma non sa in che misura. Il manager ha aggiunto che entro il 2019 Ferrari lancerà una vettura ibrida di serie e che il progetto del SUV è quasi terminato: grazie a quest'ultimo la casa di Maranello supererà le 10mila unità prodotte all'anno.

Ottime performance per i titoli dei settori delle costruzioni e dei materiali. Balzano in avanti Buzzi Unicem (+4,17%), Salini Impregilo (+5,70%), Trevi Finanziaria Industriale (+6,78%), Astaldi (+1,64%), Cementir (+1,26%).

In buona forma le utility italiane: l'indice FTSE Italia Servizi Pubblici termina a +1,15%, contro il +0,4% circa dell'EURO STOXX Utilities. I titoli tricolori del settore traggono beneficio dalla flessione dei rendimenti dei BTP e dello spread sul Bund, che scende 5 bp a 133 contro i 143 toccati ieri mattina in avvio di seduta. Molto bene Italgas (+3,02%), A2A (+1,90%), Iren (+3,31%).

Saipem (+2,74% a 3,37 euro) rimbalza in modo perentorio dopo aver toccato in avvio un minimo a 3,12 euro in scia ai dati 2017. I ricavi sono scesi del 9,8% a 8,999 miliardi di euro, l'EBITDA adjusted del 23,9% a 964 milioni e l'EBIT adjusted del 24,4% a 440 milioni. L'utile netto adjusted scende a 46 milioni dai 226 del 2016, mentre a livello reported la perdita si riduce a 328 milioni di euro da 2,087 miliardi nel 2016 (quando però vennero contabilizzate svalutazioni per circa 2,3 miliardi): il cda ha deciso di non proporre la distribuzione di alcun dividendo. I risultati del quarto trimestre sono stati nettamente peggiori rispetto al consensus Bloomberg (tra parentesi): ricavi a 2,126 miliardi di euro (2,278), EBITDA adjusted a 169 milioni (259), EBIT adjusted a 40 milioni (116 milioni). Per il 2018 Saipem prevede ricavi in ulteriore flessione a circa 8 miliardi di euro, con EBITDA margin superiore al 10% (10,7% nel 2017).

FinecoBank (+4,12%) in netto recupero dopo le flessioni delle due sedute precedenti. Il titolo approfitta dei dati relativi alla raccolta netta a febbraio, pari a 609 milioni di euro (+33% a/a). Il saldo da inizio anno si attesta quindi a 1.021 milioni (+41% a/a). La banca specializzata nei servizi di trading on line ha chiuso l'esercizio 2017 con utile netto (rettificato per le poste non ricorrenti) in crescita dell'8,9% a/a a 218,5 milioni di euro, risultato di gestione a 353,4 milioni (+11,4% a/a), ricavi totali a 586,7 milioni (+7,9% a/a), cost/income ratio in calo al 39,8% (-1,9%) e dividendo proposto a 28,5 centesimi per azione (pay-out ratio 81%).

Bel progresso per De'Longhi (+6,86% a 24,92 euro): Berenberg migliora la raccomandazione da hold a buy con target confermato a 30 euro. la scorsa settimana il gruppo ha pubblicato i dati completi relativi all'esercizio 2017, chiuso con un utile pari a 179,7 milioni di euro, in crescita del 7,2% ma sotto i 184 del consensus esposto sul sito del gruppo. Per il 2018 il management prevede una crescita organica in area "mid-to-high single digit" (tra +5 e +9 per cento, ndr) e un EBITDA in crescita in valore assoluto.

Bene Fincantieri (+3,14%) che ha siglato con il Gruppo Grimaldi una lettera di intenti per il programma di allungamento e trasformazione dei cruise ferry "Cruise Roma" e "Cruise Barcelona". La costruzione dei tronconi che verranno inseriti nelle navi comincerà nel 2018, mentre il termine delle operazioni è previsto, presso lo stabilimento di Palermo, entro l'estate del 2019.

Debole Luxottica (-1,77%) in scia all'annuncio dell'acquisizione del 67% di Fukui Megane Co. Ltd, uno dei più importanti produttori giapponesi del distretto dell'occhialeria di Fukui, specializzato nella realizzazione di occhiali pregiati in titanio e oro massiccio. Il titolo ritraccia dopo il rally della scorsa settimana in scia al via libera senza condizioni da parte della Commissione Europea e della Federal Trade Commission USA alla fusione con Essilor International. Tutti i paesi e giurisdizioni coinvolti hanno dato la loro autorizzazione tranne la Cina: si attende quindi solo il nulla osta di Pechino. Luxottica prevede di chiudere l'operazione entro il primo semestre 2018.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com