Borsa italiana in lieve rialzo, Bene Telecom, Ferragamo in rosso: FTSE MIB +0,08%

09/03/2018 09:56:57

Borsa italiana in lieve rialzo, Bene Telecom, Ferragamo in rosso: FTSE MIB +0,08%.


Il FTSE MIB segna +0,08%, il FTSE Italia All-Share +0,16%, il FTSE Italia Mid Cap +0,49%, il FTSE Italia STAR +0,52%.

Mercati azionari europei poco mossi:
Euro Stoxx 50 +0,1%, DAX -0,1%, FTSE 100 invariato, CAC 40 invariato, IBEX 35 +0,4%.

Future sugli indici azionari americani immobili: S&P 500 invariato, NASDAQ 100 invariato, Dow Jones Industrial invariato. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,45%, NASDAQ Composite +0,42%, Dow Jones Industrial +0,38%. L'attenzione degli investitori resta rivolta al tema dei dazi dopo che il presidente Donald Trump ha escluso dal provvedimento Canada e Messico. Trump ha aggiunto che anche ad altri paesi potrebbero non essere applicate le misure protezionistiche su acciaio e alluminio. I dazi entreranno in vigore nel giro di 15 giorni e potrebbero essere alzati o abbassati in qualsiasi momento. Si segnala anche l'allentamento delle tensioni tra Washington e la Corea del Nord. Trump ha infatti accettato l'invito di Kim Jong Un per un meeting in maggio.

Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 termina a +0,47%. Borse cinesi in verde: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +0,77%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +1,11%.

Telecom Italia (+2%) estende la sua corsa e tocca i massimi dallo scorso agosto in scia ai rumors sulle intenzioni di Elliott Management. Il fondo USA sembra intenzionato a mettere insieme una quota nel gruppo telefonico sufficiente a presentarsi nell'assemblea del 13 aprile e chiedere un cambiamento del cda, con la sostituzione di alcuni consiglieri nominati dall'azionista di maggioranza Vivendi (+0,5%). Indiscrezioni di stampa riferiscono che Elliott vorrebbe la quoitazione in borsa della rete, per la quale è stato avviato il processo di scorporo. Altri rumors ipotizzano operazioni straordinarie in Brasile.

Prosegue il periodo difficile di Salvatore Ferragamo (-2,8%). Ieri la casa del lusso fiorentina ha pubblicato i dati completi del 2017, dopo aver comunicato quelli preliminari sui ricavi a fine gennaio (-3,1% a/a). Nello scorso esercizio l'EBITDA si è attestato a 249 milioni di euro (-23,3% a/a e con incidenza sui ricavi in calo dal 22,5% al 17,8%), poco sopra il consensus Reuters di 244 milioni. L'utile netto di pertinenza del gruppo scende a 119 milioni di euro (-41,3%), ben al di sotto dei 132 milioni del consensus. Il dividendo proposto dal cda scende a 0,38 euro per azione da 0,46 dell'esercizio precedente (consensus: 0,40-0,43 euro). Il management informa inoltre che "Nel primo periodo dell esercizio 2018 prosegue la tendenza sfavorevole riscontrata negli ultimi mesi dello scorso anno (il quarto trimestre ha visto un calo dei ricavi dell'8,4% a/a, ndr)". Alle 24:00 di ieri è terminato il rapporto di lavoro con l'ormai ex a.d. Eraldo Poletto: i poteri di gestione sono stati conferiti ad interim al presidente Ferruccio Ferragamo. Quest'ultimo ha annunciato che il sostituto di Poletto arriverà, ma senza fretta, e che l'ipotesi di vendita del gruppo da parte della famiglia fiorentina (che controlla oltre il 68% del capitale, dati Consob) è fuori discussione.

Autogrill (+4,4%) tocca i massimi da inizio febbraio dopo il +3,26% di ieri in scia alla pubblicazione dei dati completi dell'esercizio 2017. Nella conference call il direttore finanziario Alberto De Vecchi ha dichiarato che per il 2018 prevede una crescita dei ricavi like for like paragonabile al 2017 (+3,3%) e un bilancio positivo tra aperture e chiusure (che nel 2017 e' stato leggermente negativo) per circa 100 milioni di euro di ricavi. Nello scorso esercizio l'EBITDA underlying è salito a 418,8 milioni di euro (+5,3%), l'utile netto underlying a 106,9 milioni (+21,5%), mentre l'utile netto reported è sceso a 96,2 milioni da 98,2. Proposto un dividendo pari a 0,19 euro per azione (+19% rispetto a 0,16 nel 2016), con un payout del 50%. La guidance 2016-2019 presentata al mercato nel marzo 2017 è stata aggiornata: quella sui ricavi è confermata mentre il tasso di crescita medio annuo dell'EPS viene migliorato dal 15% al 20% per il periodo 2016-2019.

Bel progresso per Credito Valtellinese (+4,3%). L'istituto ha annunciato i risultati del periodo per l'esercizio dei diritti di opzione relativi all'aumento di capitale da 700 milioni di euro: sono stati esercitati oltre l'83% dei diritti. I diritti non esercitati saranno offerti in borsa da Creval, per il tramite di Mediobanca, nelle sedute del 13, 14, 15, 16 e 19 marzo 2018. Il consorzio di garanzia copre comunque l'intero ammontare dell'aumento e ha sottoscritto con Algebris, Credito Fondiario e Dorotheum accordi di sub-garanzia di prima allocazione per un ammontare complessivo massimo pari ad 55 milioni di euro.

Sale anche Cementir (+2,8%) in scia ai dati 2017: i ricavi salgono a 1.140,0 milioni di euro (+10,9%), l'EBITDA a 222,7 milioni (+12,6%) e l'utile netto di gruppo a 71,5 milioni (67,3 milioni nel 2016). Dividendo proposto pari a 0,10 euro per azione (in linea con l'anno precedente). Per il 2018 il management prevede ricavi di circa 1,25 miliardi di euro ed EBITDA a circa 235 milioni.

Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 indice prezzi alla produzione Italia, alle 10:30 produzione industriale/manifatturiera e bilancia commerciale Regno Unito.
Negli USA alle 14:30 nuovi occupati e tasso di disoccupazione, alle 16:00 scorte all'ingrosso.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com