Borsa italiana debole con i bancari: FTSE MIB -1,35%

13/02/2018 17:52:07

Borsa italiana debole con i bancari: FTSE MIB -1,35%.


Mercati azionari europei negativi. Wall Street in rosso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, Nasdaq Composite -0,2%, Dow Jones Industrial -0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,35%, il FTSE Italia All-Share a -1,29%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,83%, il FTSE Italia STAR a -0,14%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, nel Regno Unito l'indice dei prezzi al consumo ha mostrato, nel mese di gennaio, una flessione dello 0,5% su base mensile, inferiore al consensus fissato su un calo dello 0,6% e dopo l'incremento dello 0,4% di dicembre. Su base annuale l'inflazione e' cresciuta del 3% pari alla rilevazione precedente ma superiore alle attese fissate su un indice del 2,9%. L'indice core ha registrato un incremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2017. In Francia l'Insee ha reso noto che l'indice dei salari non agricoli, che misura la variazione del numero di posti di lavoro nel corso in tutte le attivita' non agricole, e' atteso in crescita nel quarto trimestre 2017 dello 0,3% su base trimestrale risultando lievemente superiore al consensus e alla rilevazione precedente, entrambi pari allo 0,2%.

Seduta particolarmente negativa per i bancari italiani che pagano probabilmente le tensioni per l'approssimarsi delle votazioni politiche e i rendimenti in crescita nell'asta BTP di stamattina: l'indice FTSE Italia Banche termina a -1,96% contro il -1,1% dell'EURO STOXX Banks. Vendite su UniCredit -3,39%, Banco BPM -3,24%, Credito Valtellinese -3,05%. Banca MPS (-5,29%) resta sotto pressione dopo il -5,03% di ieri. Venerdì il cda ha approvato i dati 2017: l'istituto senese ha accusato perdite per 3,5 miliardi di euro (da 3,24 nel 2016). Nell'ultimo trimestre la perdita è stata pari a 502 milioni. In netto calo anche UBI Banca (-2,58%) nonostante la smentita delle voci di stampa del fine settimana secondo cui l'a.d. di Banca MPS Marco Morelli ha avviato contatti con UBI per valutare la possibilità di un'aggregazione. Ieri dopo la chiusura del mercato l'istituto guidato dal consigliere delegato Victor Massiah ha smentito "categoricamente l'esistenza di dossier e di qualsiasi tipo di negoziazione con MPS".

Mediobanca (-0,04%) quasi in parità: Libero riferisce indiscrezioni secondo cui Piazzetta Cuccia potrebbe acquisire Allianz Bank, asset manager con circa tremila promotori e oltre 40 miliardi di euro di masse gestite. Secondo altre voci l'operazione appare improbabile dato che la controllante Allianz al momento non necessita di liquidità.

Vendite in aumento nel pomeriggio sul settore risparmio gestito: perdono terreno Azimut Holding -1,07%, Banca Mediolanum -4,11%, Anima Holding -3,46%. Performance negativa anche per Banca Generali (-4,31%) che tocca i minimi da inizio anno. Il titolo non riesce quindi a trarre vantaggio dai dati preliminari 2017 e del quarto trimestre pubblicati venerdì scorso. L'utile nello scorso esercizio si è attestato a 204,1 milioni di euro (+31% a/a) con un'accelerazione a 56,8 milioni nel quarto trimestre (+52,2% a/a). Il dividendo proposto è pari a 1,25 euro per azione da 1,07 per il 2016. A gennaio la raccolta netta si è attestata a 465 milioni e in base a una slide della presentazione agli analisti, è prevista oltre i 4 miliardi nel 2018.

Leonardo (-2,66%) riattiva il movimento negativo e tocca a 8,3960 euro il minimo dal giugno 2016 in scia all'indebolimento del dollaro. Il titolo è nel mirino dei venditori sin dal warning di settembre, con accelerazione ribassista a fine gennaio dopo la pubblicazione del piano 2018-2022, con la conferma della revisione al ribasso dei target 2017 e soprattutto la debole guidance 2018.

Telecom Italia (-2,65%) in flessione dopo che il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi promossi dalle compagnie telefoniche (oltre a Tim anche WindTre, Vodafone e Fastweb) contro la decisione dell'Agcom di imporre la fatturazione mensile delle bollette telefoniche anziché a 28 giorni. Ieri l'a.d. Amos Genish ha incontrato i sindacati per discutere della preoccupazioni da essi espresse sul futuro dell'azienda ed in particolare della rete: il manager ha tarpato le ali alla speculazione ribadendo il no alla quotazione in borsa della società della rete dopo lo scorporo e affermato che non è in programma una fusione con OpenFiber.

Buzzi Unicem (-0,86%) perde terreno: il piano infrastrutturale proposto dal presidente USA Donald Trump, che prevede investimenti per 200 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, sembra aver deluso le aspettative degli analisti. Il produttore di cemento, calcestruzzo e clinker di Casale Monferrato realizza oltre il 40% dei ricavi e oltre il 65% dell'EBITDA negli USA. Il titolo si conferma debole dopo il rovescio di giovedì scorso in scia alla pubblicazione dei dati preliminari 2017. I ricavi si sono attestati a 2,806 miliardi di euro, +5,1% a/a (+3,7% a cambi e perimetro costanti). Il gruppo ha però rivisto al ribasso la previsione per quanto riguarda il margine operativo lordo ricorrente, ora atteso a 580 milioni di euro, ovvero nella parte bassa della forchetta indicata a novembre (+5/10% rispetto ai 551 milioni del 2016), principalmente a causa della rapida svalutazione del dollaro nell'ultimo trimestre del 2017.

Petroliferi in flessione con il greggio sui minimi da dicembre: il future aprile sul Brent tocca i 61,80 $/barile, il contratto marzo sul WTI i 58,40 $/barile. In rosso Tenaris -0,93%, Eni -0,96%, e soprattutto Saipem -2,04%, penalizzata dalla vicenda della nave "Saipem 12000", bloccata da una nave da guerra turca al largo di Cipro. La nave si stava portando sul Blocco 3 della Zona Economica Esclusiva di Cipro (ZEE) per iniziare l'esplorazione del giacimento per conto di Eni. Quest'ultima detiene sei licenze esplorative situate nella ZEE cipriota.

Resiste Moncler (invariata a 26,55 euro) grazie alla decisione dell'ufficio studi di Mediobanca di migliorare il giudizio sul titolo da neutral a outperform, con target incrementato da 26,20 a 30,40 euro.

Sopra la parità Ferrari (+0,06% a 99,32 euro): Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 110 a 120 euro.

Brusca accelerazione per IMA (+5,07% a 72,55 euro) grazie a Equita: migliorata la raccomandazione da hold a buy e incrementato il target da 75 a 80 euro.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com