Borsa italiana debole, bancari di nuovo sotto pressione: Ftse Mib -0,68%

12/10/2017 17:51:11

Borsa italiana debole, bancari di nuovo sotto pressione: Ftse Mib -0,68%.


Mercati azionari europei in lieve rialzo. Wall Street poco mossa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,07%, Nasdaq Composite +0,03%, Dow Jones Industrial -0,02%. Dai verbali della riunione del FOMC del 19-20 settembre è emerso che, coerentemente con le dichiarazioni rilasciate di recente da diversi esponenti della Federal Reserve, cresce la fronda all'interno dell'istituto centrale di Washington di quanti puntano ad aspettare indicazioni rialziste dall'inflazione prima di tornare ad aumentare i tassi d'interesse. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,68%, il Ftse Italia All-Share a -0,58%, il Ftse Italia Mid Cap a +0,14%, il Ftse Italia Star a -0,60%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA l'indice grezzo dei prezzi alla produzione ha evidenziato, nel mese di settembre, un incremento dello 0,4% su base mensile dopo l'incremento dello 0,2% della rilevazione precedente. Su Base annuale il PPI è salito del 2,6% (consensus +2,5%). L'indice core (esclusi energetici ed alimentari) e' cresciuto dello 0,4% su base mensile (consensus +0,2%). Su base annuale, l'indice Core ha fatto segnare un incremento pari al 2,2%, superiore alla rilevazione precedente e alle attese (entrambe fissate al +2%). Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 6 ottobre si sono attestate a 243 mila unità, inferiori alle attese (251 mila) e al dato della settimana precedente (258 mila). Negli USA le scorte settimanali di petrolio (EIA) sono scese di 2,747 milioni di barili (consensus -1,991 milioni, precedente -6,023 milioni). Eurostat ha reso noto che nel mese di agosto la produzione industriale della Zona Euro e' cresciuta del 3,8% su base annua. Su base mensile la produzione industriale ha registrato una crescita dell'1,4% oltre le attese fissate su un indice dello 0,5% e superiore alla rilevazione precedente (+0,3%).

Lettera sui bancari con l'indice Ftse Italia Banche che termina a -1,34%: annullato il rimbalzo di ieri pomeriggio. In difficoltà UBI Banca (-3,33%), Bper Banca (-2,94%) e Banco BPM (-3,57%). Il settore è in fibrillazione dalla scorsa settimana, ovvero da quando la BCE ha prospettato un giro di vite sulle coperture sugli npl degli istituti. Ieri la Commissione UE ha però fatto capire che l'Eurotower non può decidere senza ascoltare le altre istituzioni e le banche.

UniCredit (-1,33%) in flessione con il comparto. Sul titolo si segnala la decisione sfavorevole della corte costituzionale austriaca: quest'ultima ha confermato l'obbligo in capo alla controllata Bank Austria di incrementare i versamenti previdenziali dei dipendenti. Bank Austria puntava a pagare solo il 7% per 3300 dipendenti ma una legge austriaca aveva portato la quota al 22,8%. Bank Austria aveva già accantonato 790 milioni di euro a bilancio per coprire le eventuali spese, per cui i risultati non verranno penalizzati dalla decisione della corte.

Banca Carige (+1,29%) in controtendenza dopo i risultati preliminari dell'operazione di liability management exercise (LME): le adesioni ammontano a 455,248 milioni di euro con percentuali tra l'80 e il 100 per cento per i vari bond oggetto dell'offerta. Considerato che le offerte di scambio contengono anche istruzioni di voto favorevole per le assemblee degli obbligazionisti che si terranno il 21 ottobre 2017 ai sensi della consent solicitation, la banca ligure ritiene che le assemblee raggiungeranno il quorum costitutivo e le relative delibere straordinarie saranno approvate in ciascuna assemblea in prima convocazione.

In rosso Azimut Holding (-3,61% a 17,36 euro): Kepler Cheuvreux riduce target da 20,00 a 19,50 euro, conferma raccomandazione hold. Ieri il gruppo del risparmio gestito ha annunciato che a settembre la raccolta netta è stata positiva per 383 milioni di euro.

Mediaset (-1,70%) e Telecom Italia (-1,69%) ritracciano dopo le fiammate delle ultime sedute dovute per la prima alle indiscrezioni su un accordo con Vivendi per risolvere la questione Mediaset Premium, e per la seconda alle dichiarazioni di Orfini (presidente PD) sull'opportunità di scorporo della rete.

Vendite su Luxottica (-2,10% a 46,18 euro): HSBC conferma la raccomandazione buy ma riduce il target da 64 a 59 euro. Secondo gli analisti della banca il via libero definitivo delle autorità antritrust UE alla fusione con Essilor (-1,88%) potrebbe slittare a inizio 2018. Il 23 settembre Luxottica pubblicherà i dati sui ricavi al 30 settembre: HSBC non si attende grandi miglioramenti rispetto al primo semestre a causa delle difficili condizioni del mercato USA. Oggi Essilor ha annunciato la nuova struttura societaria necessaria all'integrazione con il gruppo di Leonardo Del Vecchio.

Amplifon (-5,15% a 12,90 euro) in pesante flessione ma ben al di sopra del minimo di fine mattinata a 12,21 (-10,2% rispetto alla chiusura di ieri). Nella seduta precedente il titolo aveva toccato il nuovo massimo storico a 13,70 euro, al culmine dell'accelerazione partita a metà agosto, formando però un pattern ribassista denominato "dark cloud cover". Secondo voci di mercato su Amplifon pesano le incertezze sull'andamento degli affari del gruppo negli USA: si prevedono ricavi organici in crescita del 4% nel terzo trimestre dal +7,1% nel primo semestre. Ulteriori difficoltà potrebbero emergere nel quarto trimestre a causa dell'effetto degli uragani, che a quanto pare spingono le persone a rinviare l'acquisto degli apparecchi acustici. I dati al 30 settembre verranno approvati dal cda del 25 ottobre.

Ottima performance per Campari (+3,01% a 6,51 euro) che scatta in avanti e fa segnare un nuovo record storico a 6,57 euro. Reuters riferisce che un broker italiano prevede buoni risultati per il terzo trimestre, pur evidenziando il fatto che questi livelli di prezzo del titolo sono elevati. Ricordiamo che la scorsa settimana Campari ha annunciato la cessione del business Lemonsoda.

Gran denaro su Mondadori (+6,92% a 2,22 euro) che tocca il nuovo massimo dall'estate 2011 a 2,2480 euro e sembra ormai essersi lasciata alle spalle il movimento laterale delle ultime 2/3 settimane, per estendere la tendenza ascendente di fondo verso i prossimi obiettivi a 2,40/2,50. Reuters riferisce che un broker italiano ritiene che le prospettive del settore libri nel secondo semestre siano incoraggianti. Due giorni fa l'a.d. di Mondadori Libri, Enrico Selva Coddé, ha dichiarato al Sole 24 Ore che il gruppo, che comprende anche Einaudi, tornerà al Salone del Libro di Torino dopo l'assenza dello scorso anno.

ERG (+2,78% a 14,04 euro) positiva ma sotto i massimi di inizio mattinata a 14,17. Ieri Reuters ha riferito che secondo alcune fonti sono state avviate trattative in esclusiva con API per la cessione della rete di distributori TotalErg, joint venture con il colosso francese Total, il cui valore è stimato in oltre 600 milioni di euro. Banca Akros ha ipotizzato che il ricavato dalla vendita potrebbe essere utilizzato (magari in parte) per staccare un dividendo straordinario.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com