Borsa Italiana chiude sopra la parità: Ftse MIB +0,15%

12/06/2018 17:59:04

Proseguono nel pomeriggio gli acquisti sull'azionario italiano mentre i maggiori indici europei registrano dei frazionali ribassi. Il FTSE MIB segna in chiusura di seduta +0,15%, il FTSE Italia All-Share +0,17%, il FTSE Italia Mid Cap +0,30%, il FTSE Italia STAR +0,39 per cento.

In chiusura, dopo una seduta in generale contrazione, cresce a ben 246 punti base lo spread BTP/Bund, con le vendite che prevalgono sui titoli di Stato italiani e ne incrementano il rendimento di 8 punti base al 2,96% mentre lo yield del Bund segna un calo di un punto base allo 0,49 per cento.

Sull'andamento dei listini azionari italiani sembrano ancora influire positivamente i segnali importanti sulla volontà del nuovo governo di ridurre deficit/Pil e debito pubblico italiano giunti dal ministro dell'Economia Giovanni Tria.
A livello internazionale un segnale di stabilità è giunto dall'incontro di Donald Trump con Kim Jong-un che ha sancito un'intesa di massima su un percorso di denuclearizzazione della penisola coreana.
L'attenzione dei mercati internazionali si rivolge ai meeting di questa settimana della Fed e della Bce.
La questione dei migranti e il caso della nave Aquarius nel pomeriggio registrano critiche all'Italia da parte di Spagna e Francia, con il rischio di nuove divisioni in Europa su questo delicato tema.

A Milano il comparto del credito si mostra ancora positivo in chiusura con un indice di settore Ftse Italia Banche che guadagna lo 0,23 per cento. Brilla Fineco (+4,85%) e si mantiene in verde Unicredit (+0,33%), mentre Intesa chiude sotto la parità (-0,06%) e Bper guadagna l'1,19 per cento.
Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo resta all'attenzione la trattativa per la cessione a BlackRock del 10% di Eurizon. Il gigante del risparmio, che già controlla circa il 5% di Intesa, potrebbe favorirne così lo sviluppo internazionale.
Ancora sul riferimento a 0,008 euro il titolo di Banca Carige in chiusura. L'amministratore delegato Paolo Fiorentino ha affermato di cercare compratori per le quote detenute dall'istituto in Banca d'Italia. Sarebbe invece in stallo, secondo indiscrezioni raccolte da MF-Dow Jones, la vendita del palazzo romano di via Bissolati.
Da segnalare che gli ultimi dati della Banca d'Italia indicano che le sofferenze del sistema bancario italiano sono diminuite ad aprile del 10,7% su base annua (erano diminuite del 10,9% in marzo). In crescita nello stesso periodo i prestiti al settore privato (corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari) con un +3,0% a/a.

Bene a Piazza Affari anche le società dei servizi: l'indice Ftse Italia All Share Utilities guadagna lo 0,51% ma rallenta nel pomeriggio. Si segnalano Italgas (+2,9%), A2A (+1,64%), Snam (+0,31%), Terna (+1,11%) ed Enel (+0,19%). A incoraggiare il comparto contribuisce probabilmente ancora una volta il recente calo dei rendimenti sui mercati del debito.

Chiude la seduta in calo il comparto assicurativo con un indice Ftse Italia Insurance che cede lo 0,39 per cento. Cattolica perde il 2,23%, Unipol lo 0,80% e Unipolsai l'1,47 per cento. Sottotono anche Generali in chiusura (-0,48%).

Telecom Italia cede al termine delle negoziazioni lo 0,2%: in una nota la società ha confermato un accordo con i sindacati per 12 mesi di solidarietà difensiva. TIM si è impegnata a gestire i 4.500 esuberi dichiarati attraverso strumenti non traumatici per i lavoratori.

Seduta negativa anche per Prysmian (-1,74%) nonostante l'ad Valerio Battista abbia dichiarato che, dopo l'acquisizione della statunitense General Cable, si possa portare l'ebitda a oltre un miliardo di euro entro 2-3 anni dai 900 milioni attuali.

Eni guadagna lo 0,24% e si porta a 15,66 euro. Jefferies ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 18,00 a 18,80 euro (buy).

GD - www.ftaonline.com