Azionario italiano ancora sugli scudi: Ftse Mib +2,18%

11/06/2018 13:47:30

Ancora in deciso rialzo l'azionario italiano nel primo pomeriggio. Il nuovo ministro dell'Economia italiano Giovanni Tria in un'intervista al Corriere della Sera ha confermato una posizione di difesa della posizione italiana nell'euro e di proseguimento del nuovo esecutivo nella riduzione del rapporto deficit/Pil italiano. Tria ha anche sottolineato che i fondamentali dell'Italia in questa fase sono solidi. Si è registrata nel week end una nuova rottura tra gli Stati Uniti e le altre grandi economie sul tema del protezionismo al G7 canadese.
In Italia i cittadini sono stati chiamati ieri al voto per l'elezione dei sindaci di 761 comuni e si è registrata un'affluenza in calo 61,19% con una crescita del centrodestra a trazione leghista mentre frenava il Movimento Cinque Stelle.

Il FTSE MIB segna +2,04%, il FTSE Italia All-Share +1,91%, il FTSE Italia Mid Cap +1,22%, il FTSE Italia STAR +0,76%.
In calo a 245 punti base lo spread BTP/Bund con acquisti sui titoli di Stato italiani che mostrano un rendimento in calo al 2,93% (-13 pb) e uno yield del Bund in rialzo di 4 punti base allo 0,48 per cento.
Da ricordare che questa settimana potrebbe registrare dei segnali dalla Bce sul termine del quantitative easing in occasione della prossima riunione di politica monetaria.

A Piazza Affari brilla il comparto bancario con un indice di settore Ftse Italia Banche in crescita del 3,91% e trascinato da titoli come Unicredit (+4,91%), Intesa (+4,32%), Banco Bpm (+3,13%) e Bper (+2,58%).

Sulle ipotesi di fusione tra Unicredit e SocGen, Alessandro Mazzucco, presidente della Fondazione Cariverona che controlla l'1,8% di Unicredit, ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna informazione, ma ha aggiunto che se l'ipotesi è "teoricamente possibile" necessita senz'altro di valutazioni approfondite.

Per quanto riguarda Intesa, va evidenziato che, secondo il Financial Times, BlackRock starebbe trattando l'acquisto del 10% di Eurizon.

Guadagna l'1,38% anche Banca Mediolanum dopo un'intervista dell'ad Massimo Doris a L'Economia del Corriere della Sera nella quale il manager afferma che "Se Fininvest deve vendere, e mi auguro di no, noi siamo disposti a comprare una parte". Manifestazioni d'interesse per le quote di Fininvest sarebbero comunque già giunte da altri soggetti. Doris ha anche dichiarato che il gruppo è al lavoro sul caso della residenza fiscale che potrebbe costare al gruppo 544 milioni di euro di sanzioni dall'Agenzia delle Entrate: "Conto di riuscire a dimostrare di nuovo le mie ragioni", ha affermato il manager.

Bene anche Mps (+1,79%): la banca senese controllata dal Tesoro ha registrato le dichiarazioni dell'ad Marco Morelli che ha confermato il piano in corso e annunciato la volontà di avviare con il nuovo governo un colloquio che non è ancora partito e per il quale hanno si hanno tempistiche. Di recente Claudio Borghi della Lega aveva auspicato che la banca rimanesse in mani pubbliche, ma questo andrebbe contro i piani di una progressiva privatizzazione della banca ribaditi da Bruxelles.

Nonostante prezzi del greggio in calo sui mercati internazionali (Brent a $ 75,74 al barile, -0,95%) il comparto si mostra vitale a Piazza Affari e approfitta dell'avvio incoraggiante delle contrattazioni: Eni guadagna l'1,17% e Tenaris lo 0,77 per cento. Il titolo di Saipem, dopo qualche incertezza torna sopra il riferimento dopo che la Repubblica ha ipotizzato nuove commesse in arrivo (+0,26%).

Guadagnano terreno anche le utility a Milano: il Ftse Italia All Share Utilities segna un rialzo dell'1,58 per cento. A2A guadagna l'1,72%, Enel l'1,5% e Snam l'1,24 per cento. Il comparto potrebbe ancora una volta giovarsi del calo dei rendimenti sul mercato del debito sovrano, anche se un graduale restrizione prospettica della politica monetaria della Bce rischia comunque di pesare in futuro sul servizio del debito delle società del settore.

Da notare che a Il Sole 24 Ore il presidente di A2A Giovanni Valotti ha confermato entro l'anno il lancio di un'opa su ACSM-Agam (invariata a 2,44 euro) di un'opa da parte di A2A e Lario Reti Holding.

Da notare anche il debutto brillante della matricola dello STAR di Carel che guadagna in queste ore il 13% circa a Piazza Affari.

Da evidenziare il calo del 6,14% di Unieuro, che però ha staccato oggi una cedola da 1 euro, mentre Eprice segna un ribasso del 2,47 per cento.

GD - www.ftaonline.com