Asia in positivo. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,39%

29/11/2018 08:20:21

Dopo il balzo di Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa il Nasdaq, apprezzatosi del 2,95% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento positivo è proseguito, seppure in modo maggiormente contrastato, come confermato dal guadagno dello 0,80% toccato dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Principale fattore rialzista, com'era stato già a New York, le parole di un Jerome Powell fattosi più "colomba": il chairman della Federal Reserve (Fed) mercoledì ha dichiarato che i tassi d'interesse Usa sono attualmente "appena sotto" il livello considerato neutro. Powell ha indicato che un nuovo rialzo in dicembre resta probabile, ma le sue parole lasciano capire che la Fed nel 2019 potrebbe mettere un freno al suo programma di aumenti del costo del denaro. Primo effetto dell'intervento di Powell il calo dei rendimenti dei Treasury Usa.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, ha segnato un calo di circa lo 0,20% ma il parallelo netto apprezzamento dello yen sul biglietto verde non ha comunque impedito a Tokyo di chiudere in rialzo: il Nikkei 225 ha infatti guadagnato lo 0,39% (performance sostanzialmente uguale per l'indice più ampio Topix, in crescita dello 0,35%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre le vendite retail sono cresciute in Giappone del 3,5% annuo, in accelerazione rispetto al precedente progresso del 2,2% e contro il 2,7% del consensus.

Dopo un avvio di sessione in positivo, sui mercati cinesi hanno invece prevalso i timori per la guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino, in vista del suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping sabato, a margine del G20 di Buenos Aires. Alla fine Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano nette perdite dell'1,32% e dell'1,30% rispettivamente, mentre è del 2,06% il declino dello Shenzhen Composite. Frena anche Hong Kong: a circa un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in calo di circa l'1% (performance appena migliore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione intorno allo 0,70%). A Seoul è stato invece dello 0,28% l'apprezzamento del Kospi, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha segnato un rialzo dello 0,58% in chiusura.

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