Asia-Pacific in rialzo. Nikkei 225 in progresso dello 0,97%

11/01/2019 08:20:41

Dopo la quinta sessione consecutiva in rialzo per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,51%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza resta complessivamente in positivo, grazie a una Federal Reserve che continua a predicare pazienza (lo hanno fatto giovedì il chairman Jerome Powell ma anche altri rappresentanti di spicco dell'istituto centrale americano) e all'ottimismo sui negoziati commerciali Usa-Cina: chiuso il meeting di tre giorni a Pechino, lo U.S. Secretary of the Treasury Steven Mnuchin ha dichiarato giovedì che "verosimilmente" il vice premier cinese Liu He (principale consigliere economico del presidente Xi Jinping) si recherà a Washington nel corso di gennaio. Clima positivo confermato dal guadagno intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove sui massimi dal 6 dicembre scorso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in declino di circa lo 0,20% a fronte di uno yuan sui massimi dal mese di luglio. Poco mosso lo yen e la giornata è positiva per la piazza di Tokyo: in chiusura, infatti, il Nikkei 225 guadagna lo 0,97% (ha fatto peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,51%). Sul fronte macroeconomico, la spesa delle famiglie in Giappone è calata dello 0,6% annuo in novembre, dopo il precedente declino dello 0,3% e contro la lettura invariata del consensus. In dicembre l'Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori) è sceso a 48,0 punti dai 51,0 punti di novembre e contro i 50,5 punti attesi.

Secondo fonti governative citate in esclusiva da Reuters, la Cina prevede di abbassare al 6,0% -6,5% l'obiettivo di crescita del Pil per il 2019 da quello "intorno" al 6,5% dello scorso anno. Il target, che dovrebbe essere ufficializzato in marzo, sarebbe stato approvato dai principali leader cinesi a metà dicembre. A fine seduta Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,74% e lo 0,72% rispettivamente, contro il rialzo dello 0,61% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è in progresso di circa lo 0,60% (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Crescita dello 0,60% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,36% il declino dell'S&P/ASX 200, unico dei principali indici della regione a registrare una perdita.

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