Asia-Pacific in declino. Nikkei 225 in flessione dello 0,78%

05/07/2018 08:20:05

Alla vigilia di un appuntamento cruciale per la guerra commerciale in atto da tempo, i mercati dell'Asia vivono una seduta di declino, inizialmente moderato, dopo lo stop di mercoledì per Wall Street, rimasta chiusa per l'Indipendence Day. Venerdì 6 luglio dovrebbero entrare in vigore i nuovi dazi sulle merci cinesi voluti dal presidente Usa Donald Trump e a stretto giro dovrebbero arrivare le tariffe applicate in risposta da Pechino sull'export americano. Prima di allora, comunque, in giornata sono attesi il dato sulle riserve Usa di petrolio, diffuse dalla U.S. Energy Information Administration (Eia), e soprattutto i verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) di 12-13 giugno. Sul fronte valutario, lo yuan è tornato a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, dopo che martedì era scivolato sui minimi dall'agosto 2017. Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato e il parallelo rafforzamento dello yen contribuisce al clima ribassista di Tokyo. Il Nikkei 225 chiude in calo dello 0,78% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,01%). Takako Masai, membro del board della Bank of Japan (BoJ), in un incontro con gli imprenditori a Nagato ha di fatto ribadito che l'istituto centrale nipponico deve proseguire con il suo aggressivo programma di allentamento monetario, allontanando l'ipotesi di un ritorno a politiche più restrittive.

L'avvio di seduta era stato in contrazione, ma solo marginalmente, come confermato dalla perdita intorno allo 0,10% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, comunque in flessione di oltre l'1,60% nell'intera ottava. Nel corso della giornata, però, le perdite sono aumentate, spinte soprattutto dalle piazze cinesi. La sola eccezione, tra i principali mercati della regione, è ancora una volta Sydney: l'S&P/ASX 200 segna infatti un rialzo dello 0,52% in chiusura. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in calo di circa l'1% e lo 0,80% rispettivamente, contro il ben più ampio declino dell'1,70% per lo Shenzhen Composite. Deciso arretramento anche Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa l'1% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si deprezza dell'1,80%). Flessione dello 0,60% invece per il Kospi di Seoul.

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