Asia contrastata. A Tokyo il Nikkei 225 perde solo lo 0,12%

03/07/2018 08:20:40

Dopo il recupero segnato lunedì da Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,76%), che aveva chiuso in positivo una seduta partita male ancora a causa della guerra sui dazi lanciata da Donald Trump, i mercati dell'Asia iniziano la nuova sessione in netto calo, anche se nel corso della giornata le perdite vengono significativamente ridotte. Principale fattore ribassista il declino dello yuan, scivolato ai minimi dall'agosto 2017 sul dollaro: livello che secondo diversi osservatori dovrebbe spingere la People's Bank of China a intervenire. L'estrema volatilità dei mercati della regione è confermata dal declino dell'1,40% toccato in intraday dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, sceso sui minimi dalla fine di settembre. A Tokyo il Nikkei 225 è arrivato a perdere lo 0,90% per poi limitare allo 0,12% la sua flessione in chiusura (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,15%). Sul fronte macroeconomico, la base monetaria del Giappone è cresciuta in giugno del 7,4% annuo, in rallentamento rispetto all'8,1% di maggio (7,8% in aprile) e sotto al 8,3% del consensus, attestandosi sul nuovo record storico di 493.363 miliardi di yen.

Come previsto la Reserve Bank of Australia ha lasciato invariati i tassi d'interesse ai minimi storici dell'1,50% per il ventunesimo mese consecutivo (l'ultima variazione, un taglio di 25 punti base, risale infatti all'agosto 2016) e la piazza di Sydney, salita sui massimi dal 2008 la scorsa ottava, segna la migliore performance tra i principali indici dell'Asia-Pacific (l'S&P/ASX 200 chiude in rialzo dello 0,52%). Limitano i danni le piazze cinesi, che recuperano terreno nel corso di una seduta comunque contrastata: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in declino di circa lo 0,10% e lo 0,40% rispettivamente, contro il guadagno intorno allo 0,30% dello Shenzhen Composite. Male Hong Kong che era rimasta chiusa lunedì per l'Establishment Day (che celebra il passaggio di sovranità dalla Gran Bretagna alla Cina avvenuto il 1° luglio del 1997): l'Hang Seng è infatti in contrazione di oltre il 2% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui declino si avvicina al 3%). Il Kospi di Seoul si muove invece intorno alla parità.

RR - www.ftaonline.com