Usa, dati macro positivi e inflazione dimessa aiutano la borsa

Il dato relativo agli ordini di beni durevoli di gennaio uscito oggi ha battuto le attese, e' infatti risultato del +0,4% a fronte del -0,5% atteso (dato precedente +1,2%). La versione del dato che esclude il settore difesa ha fatto registrare un +0,8%, il migliore risultato degli ultimi 6 mesi. Questa indicazione positiva si aggiunge a quella di lunedi' sulle vendite al dettaglio che hanno evidenziato nel mese di gennaio un incremento dello 0,2% m/m, in miglioramento rispetto alla lettura precedente pari a -1,2% e superiore alle attese fissate su una variazione nulla. L'indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,9% dal -2,1% della rilevazione precedente. Le attese erano per una variazione positiva dello 0,4%.

 

A fronte di queste indicazioni l'inflazione resta dimessa, a febbraio l'indice grezzo dei prezzi al consumo e' cresciuto dello 0,1% rispetto a gennaio risultando inferiore alle attese degli analisti (fissate su un +0,2%) e in crescita dalla variazione nulla della rilevazione precedente. Su base annuale l'indice si e' attestato al +1,5%, inferiore alla lettura di gennaio e al consensus, entrambi pari a +1,6%. Si tratta di numeri che permettono alla Fed di rimanere alla finestra sul fronte dei tassi e non preoccupano quindi la borsa del rischio di interventi restrittivi di politica monetaria.

 

Lo S&P500 ha superato di slancio la soglia psicologica dei 2800 punti (massimo a 2816 circa). Il settore tecnologico dello S&P500 traina il rialzo, grazie anche al balzo di Nvidia (oltre il 4% di guadagno). Il fatto che siano i tecnologici a guidare la ripresa e' un segnale incoraggiante per il mercato nel suo complesso: sono titoli ad alto beta che performano bene solo quando il sentiment di fondo e' realmente positivo (evidentemente il mercato scommette sulla realizzazione di un accordo con la Cina in tempi brevi, magari non gia' entro fine marzo ma non molto oltre).

 

Il settoriale S&P 500 Information Technology (Ticker: S5INFT) e' molto vicino al massimo del 4 marzo a 1257,30 punti, la rottura di quei livelli segnalerebbe l'interruzione della fase correttiva delle ultime sedute e la ripresa dell'uptrend. Sopra area 1270, ormai a portata di mano, la prospettiva di assistere al ritorno sui massimi storici dello scorso ottobre a 1338,95 non sarebbe piu' cosi' irrealizzabile come poteva sembrare anche solo un mese fa. Attenzione solo che in caso di mancata rottura di 1257/58 si potrebbero invece creare i presupposti per assistere alla creazione di un doppio massimo, figura che necessiterebbe comunque della violazione dei 1205 punti (minimo del bel "martello" dell'8 marzo) per essere completata.