S&P500, tre indizi fanno una prova?

S&P500, tre indizi fanno una prova? Il quadro grafico dell'indice S&P500 e' caratterizzato da una sostanziale incertezza dopo il raggiungimento di nuovi record a fine gennaio a 2872,87 punti. A seguito del picco di gennaio i prezzi sono scesi a testare con i minimi del 9 febbraio a 2533 punti circa la trend line rialzista disegnata dai minimi di febbraio 2016 per poi rimbalzare. La linea e' poi stata messa nuovamente alla prova a aprile e a maggio e ora transita in area 2690. I tentativi di ripresa visti dai minimi di febbraio tuttavia non hanno mai convinto del tutto. Il primo rimbalzo, disegnato tra febbraio e marzo, ho toccato con precisione millimetrica a 2801,90 punti l'ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci, il 78,6%, calcolati per il ribasso dal top di gennaio. Questa percentuale di ritorno rappresenta l'ultimo ostacolo da superare per poter confermare una identita' autonoma del movimento in corso, che invece in caso di mancato superamento conserva caratteristiche correttive, rischiando quindi di dimostrarsi solo un intermezzo del trend principale (in questo caso il ribasso dal top di gennaio). La seconda fase della ripresa, quella vista dai minimi di inizio aprile, e' contenuta per il momento all'interno di un canale crescente, ovvero due linee parallele che fanno da sponda ai movimenti dei prezzi. Il lato alto del canale e' stato toccato per tre sedute, dall'11 al 13 giugno, prima che l'indice intraprendesse nuovamente la strada del ribasso. Un canale di questo tipo potrebbe rivelarsi un "flag", o bandiera, figura di continuazione, ovvero un semplice intermezzo della tendenza, in questo caso il ribasso visto dai massimi del 13 marzo. Notare come i prezzi abbiano impiegato 11 settimane circa per percorrere a ritroso il ribasso che in tre settimane circa aveva portato i prezzi dal top del 13 marzo a 2802 circa ai minimi di inizio aprile a 2554 circa. Attualmente le quotazioni sono a ridosso della linea che sale dai minimi di maggio, passante a 2760 circa. La violazione decisa di questo supporto potrebbe portare al test della base del "flag", a 2662 punti. Sotto quei livelli il "flag" verrebbe abbandonato in favore della ripresa del trend ribassista. Target probabilmente non solo sui minimi di febbraio a 2533 circa ma anche fino a 2440/50. Esiste poi un ulteriore elemento che fa temere per il destino dello S&P500: sul grafico a candele settimanali l'elemento terminato il 15 giugno e' un "doji", caratterizzato da valori coincidenti di apertura e chiusura (2780,18 e 2779,66). Questo elemento indica incertezza da parte del mercato sulla via da seguire, quindi non ha implicazioni necessariamente negative, tuttavia spesso l'incertezza si tramuta in debolezza. Se i prezzi dovessero scendere sotto 2736, base del gap del 4 giugno, il rischio di cali verso 2662 aumenterebbe. Cosa potrebbe mettere a tacere i dubbi sulle possibilita' di ripresa dell'uptrend? Il superamento del top di meta' marzo di area 2802 (anche 78,6% di ritracciamento del ribasso dal massimo di gennaio) sarebbe un primo indizio incoraggiante ma solo la rottura di area 2875/80 potrebbe dichiarare la fine della fase correttiva in atto da inizio anno e la ripresa della tendenza crescente di lungo termine con primi obiettivi a 3100 circa.