Sale l'attenzione degli investitori sulla borsa cinese

La raffica di dati macro incoraggianti di recente uscita sulla Cina fanno salire l'attenzione degli investitori sulla borsa, che però si è dimostrata molto nervosa nella prima parte della settimana, con l'indice di Shenzen in calo di quasi il 2% il 17 luglio. La debolezza dei listini azionari si spiega con la decisione della People's Bank of China (PboC, l’istituto centrale di Pechino) di iniettare 140 miliardi di yuan (pari a oltre 18 miliardi di euro) nel mercato interbancario, nell’intervento più corposo dallo scorso 6 giugno. I mercati hanno pensato che non c'è bisogno di iniettare liquidità se le cose vanno bene e si sono quindi messi sulla difensiva.

Il quadro economico di fondo appare comunque in miglioramento. Del resto anche Fitch ha appena confermato il rating A+ della Cina, con outlook stabile, citando la solidità delle finanze esterne di Pechino e lo storico dei dati macroeconomici come elementi positivi. Per l’agenzia di rating, che in giugno aveva stimato una crescita del Pil cinese sotto al target del governo per 2018 e 2019, le prospettive di breve periodo restano comunque favorevoli.

In maggio Moody's Investors Service aveva invece peggiorato il giudizio sul credito sovrano della Cina per la prima volta dal 1989 facendolo scendere di un gradino, da Aa3 che implica un rischio molto basso, ad A1 (lo stesso del Giappone), il quinto dall’alto dal massimo che Tripla A, comunque indicatore di rischio basso, tanto più che l'outlook è stabile e riflette la valutazione della società di rating che, al livello A1, i rischi sono equilibrati. E' leggermente migliore invece al momento il giudizio dell'agenzia S&P su Pechino che è "AA-"', ma con outlook negativo.

Sul fronte macro risulta incoraggiante la crescita del Pil della Cina nel secondo trimestre confermatasi al 6,9% come nei primi tre mesi dell’anno (e contro il 6,8% del quarto trimestre 2016). Il dato è superiore al 6,8% del consensus del Wall Street Journal e al 6,7% registrato nell’intero 2016. Positive anche le letture relative a produzione industriale, vendite retail e investimenti in fixed asset. 

In Cina, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, gli investimenti in fixed asset (dato che comprende infrastrutture, apparecchiature industriali e costruzioni) hanno infatti segnato una crescita dell’8,6% annuo nel primo semestre dell’anno come registrato già nel periodo gennaio-giugno (in rallentamento rispetto all’8,9% dei primi quattro mesi del 2017) e contro l’8,4% del consensus del Wall Street Journal. Il progresso era stato dell’8,6% anche nell’intero 2016.

I dati diffusi dal ministero del Commercio di Pechino mostrano poi che le vendite al dettaglio sono cresciute su base annua dell’11,0% in giugno, in accelerazione rispetto al 10,7% di aprile e maggio (10,9% il progresso di marzo) e contro il 10,7% che era anche il consensus del Wall Street Journal. Su base mensile, le vendite retail sono cresciute dello 0,93% in giugno contro lo 0,86% di maggio (0,79% in aprile). La produzione industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, ha registrato in giugno un progresso del 7,6% annuo, in accelerazione rispetto al 6,5% di aprile e maggio (7,6% la crescita segnata anche in marzo) e contro il 6,5% del consensus del Wall Street Journal. Su base mensile, la produzione industriale è cresciuta dello 0,81% in giugno contro lo 0,51% di maggio (0,56% in aprile). 

Molto attivo anche il mercato immobiliare, secondo i dati dell’Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, elaborati dal Wall Street Journal, in Cina la vendita di case per valore è balzata in giugno del 26,4% annuo dopo il progresso del 12,6% di maggio. Nell’intero primo semestre il progresso è stato del 17,9% annuo, a fronte del 15,3% del periodo gennaio-maggio. L’avvio di costruzioni è invece cresciuto del 10,6% annuo nei sei mesi contro il 9,6% del periodo gennaio-maggio. La buona salute dell'economia si riflette anche sulla borsa. La China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità di controllo dei mercati finanziari cinesi) ha comunicato infatti recentemente di avere approvato nove Ipo per una raccolta complessiva di 4,2 miliardi di yuan (pari a 540 milioni di euro). Dei collocamenti, quattro saranno sulla piazza di Shanghai, uno nel settore Pmi di Shenzhen e altri quattro sul paniere delle Small Cap ChiNext. 

L'indice Hang Seng di Hong Kong ha messo a segno una decisa accelerazione al rialzo dopo il superamento l'11 luglio a 25720 punti circa della media mobile a 20 giorni. Le quotazioni si sono portate anche al di sopra dei massimi di inizio giugno a 26090 punti segnalando l'intenzione di volere riattivare la tendenza rialzista che parte dai minimi di febbraio 2016. Il limite superiore del canale che contiene tutta la fase crescente fornisce un primo target per i prossimo movimenti in area 27700 punti. Al superamento di quei livelli diverrebbe probabile il ricongiungimento con i massimi di aprile 2015 a 28588 punti. Solo ripiegamenti al di sotto di 25440, linea che sale dai minimi di dicembre 2016, potrebbero fare temere l'avvio di una fase correttiva rilevante, diretta verso la base del canale rialzista citato, a 23730 punti circa, supporto rilevante anche in ottica di medio periodo (la cui violazione metterebbe quindi in discussione tutta la struttura rialzista). 

Anche l'indice di borsa di Shanghai ha accelerato al rialzo dopo che il 19 giugno le quotazioni si sono portate al di sopra della media mobile a 50 giorni ma i prezzi si sono fermati per il momento al di sotto del lato alto del gap ribassista del 17 aprile a 3238 punti. Al superamento di quei livelli il rialzo in atto dai minimi di maggio a 3016 punti avrebbe la possibilità di salire a mettere sotto pressione la forte resistenza di area 3295-3301, dove si collocano i massimi di aprile e di novembre 2016. Il target successivo si porrebbe in area 3680/85 punti, resistenza intermedia a 3500 circa, limite superiore del canale crescente che contiene le oscillazioni dei prezzi dai minimi del marzo 2016. Sotto la media mobile a 50 giorni, attualmente in transito a 3138 punti, rischio invece di test della base del canale, a 3075 punti circa. 

Graficamente promettente poi l'indice della borsa di Shenzhen, nonostante il calo del 17 luglio, che a partire dal testa spalle rialzista disegnato in area 1070 da inizio maggio, ha messo a segno una veloce fase rialzista con la quale i prezzi hanno superato le medie mobili a 50 e a 100 giorni e la linea di tendenza proveniente dai massimi di settembre 2016, ora supporto a 1145 punti circa. Il proseguimento dell'ascesa metterebbe le quotazioni a confronto proprio con i massimi dello scorso settembre, posti a 1200 punti circa, una resistenza oltre la quale diverrebbe possibile il ritorno sul picco del dicembre 2015 a 1350 punti circa. Ripiegamenti in area 1145/50 restano possibili, la recente corsa al rialzo è stata molto veloce ed una fase fisiologica di assestamento appare probabile, ma non dovrebbero pregiudicare il proseguimento dell'ascesa. Sarebbe invece la violazione di area 1130 a fare temere l'avvio di ribassi estesi rendendo meno probabile il proseguimento dei tentativi fatti negli ultimi mesi per interrompere in modo stabile la fase di ripiegamento avviatasi a settembre 2016.