Recordati accelera al ribasso

Recordati accelera al ribasso dopo la pubblicazione dei dati preliminari 2017. I ricavi risultano in crescita dell'11,6% a 1.288,1 milioni di euro, l’EBITDA del 22,5% a 454,7 milioni e l’utile netto del 21,6% a 288,8 milioni. A far scattare le vendite sono state le stime per l'esercizio 2018 fornite dalla società, peggiori del consensus SmartEstimates Thomson Reuters: ricavi compresi tra 1.350 milioni di euro e 1.370 milioni (consensus 1.419), EBITDA compreso tra 490 e 500 milioni (506,6), utile operativo compreso tra 430 e 440 milioni (447,5) e utile netto compreso tra 310 e 315 milioni (328). Le quotazioni hanno toccato un minimo a 32,20 euro dopo avere terminato mercoledì a 34,76 euro. Dopo essere tornati a testare con i massimi di mercoledì dal basso l'ex supporto critico dei 34,50 euro, minimo dello scorso luglio violato il 6 febbraio, i prezzi hanno ripreso quindi a scendere: per il momento il rimbalzo visto dai minimi del 6 febbraio a 32,04 euro ha i connotati di un "return move", di un rimbalzo tecnico che non cancella i recenti segnali di debolezza, tra i quali proprio la violazione dei minimi di luglio 2017 oltre al taglio al ribasso delle medie mobili a 100 e 200 giorni. I prezzi potrebbero tentare ora il test di un altro livello graficamente rilevante, il minimo del 21 dicembre a 36,23 euro. Oltre quella soglia target a 37,05 circa, media mobile a 200 giorni. Sotto 32,04 primo supporto a 31,50, target del testa spalle ribassista disegnato dai massimi del giugno 2017 (completato il 31 gennaio con la violazione della "neckline", la linea congiungente i minimi di agosto e dicembre 201/), successivo a 28,50 euro. Solo oltre area 35 sarebbe possibile una estensione del rimbalzo con resistenze a 36,23, minimo del 21 dicembre, e a 37,08, media mobile a 200 giorni.