Poco mosse le Borse europee

Poco mosse le Borse europee con il Dax30 di Francoforte in progresso dello 0,02%, il Cac40 di Parigi scende invece dello 0,2% e l'Ibex35 di Madrid si muove sul riferimento. Poco mosso anche il Ftse100 di Londra (-0,01%).

Dopo il netto rialzo di Wall Street (giovedì migliore dei tre principali indici Usa era stato l'S&P 500, apprezzatosi dello 0,94%), la tendenza positiva prosegue alla riapertura degli scambi in Asia sempre grazie al dato sull'inflazione Usa, rivelatasi in aprile inferiore alle attese del mercato, allontanando i timori per un'accelerazione da parte della Federal Reserve nel suo programma di rialzo dei tassi d'interesse. A contribuire al clima positivo l'annuncio della data per il meeting tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente Usa Donald Trump (s'incontreranno il prossimo 12 giugno a Singapore). L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in rialzo di quasi l'1% sui massimi delle ultime tre settimane e si avvia a chiudere la migliore ottava dallo scorso mese di febbraio.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso dopo avere perso però lo 0,60% giovedì, azzerando tutti i guadagni registrati in settimana. Poco mosso anche lo yen sul biglietto verde ma a Tokyo il Nikkei 225 chiude con un deciso rialzo dell'1,16% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 0,98%). Si muovono invece in controtendenza le piazze della Cina continentale: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in calo dello 0,10% e dello 0,20% rispettivamente, contro la perdita dello 0,60% dello Shenzhen Composite. Segue il clima rialzista Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti intorno all'1,30% (e fa appena peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in crescita di oltre l'1%). A Seoul è di circa lo 0,70% il progresso del Kospi, mentre Sydney chiude in calo (ma è di appena lo 0,04% il declino dell'S&P/ASX 200).

Mediobanca manda in archivio i primi nove mesi dell'esercizio 2017-2018 terminati il 31 marzo scorso con risultati record per quanto riguarda ricavi e profitti. I ricavi (margine di intermediazione) si sono attestati a 1,8 miliardi di euro (+8,6% a/a), grazie soprattutto al contributo delle commissioni (+13,6%) e dei proventi da tesoreria (+18%). L'utile netto sale dell'11,1% a/a a 681,9 milioni di euro, sostenuto da 95,9 milioni di plusvalenze nette (realizzate prevalentemente sulla cessione Atlantia del primo trimestre). Il consensus degli analisti raccolto da Mediobanca vedeva i ricavi a 1,78 miliardi e l'utile netto a 660 milioni. Notizie positive anche per quanto riguarda la qualità dell'attivo, con rettifiche su crediti in flessione del 30,1% (da 248,1 a 173,5 milioni), esprimendo un costo del rischio di 59 bp (-33 bp). Migliora la solidità patrimoniale: l'indice CET1 ratio aumenta dal 12,9% al 13,9% grazie alla prima applicazione dei modelli interni per il calcolo delle attività ponderate del portafoglio. L'a.d. Alberto Nagel ha affermato che, per quanto riguarda il dividendo, prevede un payout (quota utili da destinare alla cedola) nella parte alta della fascia 40-50 per cento. L'analisi del grafico di Mediobanca evidenzia la correzione delle ultime settimane dopo il massimo da quasi 10 anni a 10,50 euro toccato il 24 aprile. Il quadro grafico di fondo resta saldamente impostato al rialzo e in caso di superamento di 10,50 le quotazioni riattiverebbero il rally in essere dall'estate 2016 verso 12,90, massimi della primavera 2008. Discese sotto 9,70 darebbero invece spessore alla correzione, prospettando un pericoloso test dei supporti a 9,30/9,40.

Datalogic comunica che in data 10 maggio 2018 ha deciso di concludere anticipatamente l’attività di riacquisto sul mercato di azioni proprie (c.d. buy back) avviato in data 3 aprile 2018. In particolare, nel periodo tra il 3 aprile 2018 e il 10 maggio 2018 la Società ha riacquistato 397.773 azioni proprie su massime previste di 500.000 azioni.

Ottimo avvio per UBI Banca (+2,6%) che ha chiuso il primo trimestre 2018 con profitti in forte rialzo: 117,7 milioni di euro contro i 67 del trim1 2017. I costi operativi sono scesi del 2,3% a/a. Migliora la solidità patrimoniale con il ratio CET1 phased in al 12% da 11,56% a fine 2017 (requisito SREP 2018 al 8,625%).

DATI ATTESI:
Per quanto riguarda gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 07:00 GIA Ordini macchine utensili apr; 09:00 SPA Inflazione apr; 14:30 USA Indice prezzi importazioni apr; 16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare mag.