Novita' importanti sul fronte della Brexit, bene la sterlina, male la borsa

Novita' importanti sul fronte della Brexit: Unione Europea e Gran Bretagna hanno annunciato il raggiungimento di un accordo di massima riguardo al periodo di transizione durante il quale, una volta terminato il negoziato sulla Brexit entro il 29 marzo 2019, le cose resteranno come sono ora fino al 31 dicembre 2020, per altri due anni circa. Per il capo negoziatore europeo Michel Barnier e per il suo collega britannico David Davis, anche se esistono ancora questioni da risolvere, come quella spinosa del confine fra Irlanda del Nord britannica e repubblica d'Irlanda (verra' istituita una vera frontiera o merci e persone potranno transitare senza controlli di dogana?) un'intesa e' ormai vicina.

 

Quello che appare certo e' che durante il periodo di transizione gli immigrati dagli altri paesi della Ue potranno continuare a lavorare e studiare liberamente in Gran Bretagna mantenendo gli stessi diritti attuali, anche quelli di rimanervi acquisendo una residenza permanente.

 

L’accordo sul periodo di transizione prevede anche che il Regno Unito continuera’ a fare parte del mercato unico anche se perdera’ il suo posto in tutte le istituzioni governative europee.

 

La sterlina reagisce positivamente a queste novita' che dipingono una Brexit decisamente "soft", i mercati apprezzano il fatto che verra’ evitato probabilmente il temuto “salto nel vuoto” dopo l’entrata in vigore della Brexit, la borsa invece risulta penalizzata, anche se il quadro macroeconomico resta incoraggiante. La ragione della relazione inversa esistente tra sterlina e indice di borsa e’ spiegata dal fatto che il 75% circa degli utili delle aziende del paniere Ftse 100 viene dall'estero e che un rafforzamento della sterlina deprime quindi il valore di quegli utili una volta convertiti in sterline.

 

L'ONS (Office for National Statistics) ha reso noto che in Gran Bretagna il PIL e' cresciuto nel quarto trimestre 2017 dello 0,5%, risultando superiore alla lettura preliminare e alle attese, entrambe fissate su un incremento dello 0,4%. Su base annuale il PIL e' risultato in crescita dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 oltre le attese fissate su un incremento dell'1,4% ma in calo dalla rilevazione precedente, fissata su un indice dell'1,7%

 

Nel Discorso di Primavera, il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, ha poi rivisto al rialzo la stima di crescita del Pil in Gran Bretagna per il 2018, che passa dall'1,4% all'1,5%. Per il 2017 il dato finale viene indicato invece a un +1,7% contro l'1,4% previsto. Hammond ha fornito previsioni in leggera crescita anche per i prossimi anni fino al 2021, malgrado le incertezze della Brexit, auspicando che possano essere superate.

 

I consumi interni per il momento non sembrano risentire troppo della Brexit, La Confederation of British Industry (CBI) ha annunciato che l'indice relativo alle vendite al dettaglio e' risultato pari a 12 punti in gennaio, superiore alle attese fissate su un indice di 11 punti anche se inferiore alla rilevazione di dicembre fissata a 20 punti (a novembre l'indice era pari a +26 punti).

A gennaio su base annua le vendite al dettaglio hanno mostrato un aumento dell'1,6% contro il +1,5% rivisto del mese precedente e il +1,4% della lettura preliminare.

 

Anche il comparto immobiliare non conosce crisi, secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Rightmove, sito specializzato sul settore immobiliare, in febbraio i prezzi medi delle abitazioni residenziali sono cresciuti dello 0,8% su base mensile. A gennaio i prezzi erano cresciuti dello 0,7%. Rispetto a febbraio 2017 i prezzi sono cresciuti dell'1,5%, evidenziando il tasso di crescita piu’ alto dal 2007.

 

Sotto controllo l’inflazione, attestatasi a febbraio al 2,7% su base annua, in calo rispetto al 3% del mese precedente e al di sotto delle attese al 2,8%. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo ha segnato a gennaio un +0,4% contro il +0,5% atteso dal mercato. Per il momento quindi la Bank of England non ha motivi per alzare i tassi di interesse, attualmente allo 0,5%, ma restano alte le aspettative di un intervento a maggio.

 

L'andamento del cambio euro sterlina sembra riflettere sia la tenuta dell'economia inglese sia le aspettative di futura crescita dei tassi a fronte di una politica monetaria dell'area euro che dovrebbe invece rimanere improntata alla stabilita'. Se le quotazioni dovessero stabilizzarsi al di sotto del forte supporto di area 0,8680 sarebbe possibile ipotizzare una nuova fase di rafforzamento della sterlina simile a quella vista nel periodo tra agosto e settembre dello scorso anno, con obiettivi sul forte supporto di area 0,83, dove si collocano i minimi di dicembre 2016 e di aprile 2017. Solo a seguito di discese anche al di sotto di questo riferimento si potrebbe tuttavia parlare di una nuova stagione di rafforzamento della moneta inglese prolungata, che potrebbe vedere le quotazioni tornare fino in area 0,7560/0,7600. La mancata violazione di 0,8680 e il superamento di area 0,90 metterebbero invece seriamente in discussione le possibilita' di ripresa della sterlina facendo invece temere un ritorno almeno sui massimi dello scorso agosto a 0,93 circa.

 

Piu' delicato invece il quadro per la borsa inglese. L'indice Ftse 100 e' infatti sceso recentemente al di sotto della base del canale rialzista che conteneva il rialzo dai minimi del febbraio 2016, passante a 7120 punti circa. Prima di questo segnale negativo i prezzi avevano gia' dimostrato una preoccupante debolezza scendendo al di sotto dei minimi dello scorso settembre a 7196 punti circa. Il rischio che il Ftse 100 vada incontro ad una correzione estesa del rialzo degli ultimi 2 anni e' concreto e troverebbe nuove conferme con la violazione di area 6920, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento della fase ascendente realizzatasi dal febbraio 2016. Sotto quei livelli diverrebbe probabile una estensione del ribasso verso il livello successivo di ritracciamento nella scala di Fibonacci, il 50%, a 6650 circa, coincidente con i minimi di settembre 2016. Per tornare ad inviare segnali di rafforzamento l'indice inglese dovrebbe risalire oltre area 7435, dove si collocano le medie mobili a 100 e 200 sedute. In caso di superamento di quei livelli infatti l'indice potrebbe tornare a muoversi seguendo il percorso tracciato dal canale crescente citato, tentando di andare a toccarne la parte alta in area 8200 circa. 

 

Anche guardando il grafico dell'Ishares Core Ftse 100 Ucits Etf Dist (ISF), ETF indicizzato denominato in sterline e avente come benchmark il Ftse 100, si evidenziano le stesse incertezze dell'indice, con la violazione delle medie mobili a 100 e 200 giorni, attualmente resistenza in area 8,30, e il taglio al ribasso della base del canale crescente che parte dai minimi di giugno 2016, passante a 8,15 circa. Se le quotazioni dovessero scendere anche al di sotto di area 7,80 diverrebbe rischioso continuare a scommettere su una ripresa delle quotazioni. Solo recuperi oltre area 8,30/35 permetterebbero di recuperare un cauto ottimismo anche se servirebbe poi il superamento di area 8,70 per tornare a scommettere sul test del lato alto del canale crescente, attualmente in transito a 9,20 circa.

 

In conclusione e' quindi possibile dire che la borsa inglese al momento sembra essere quella piu' penalizzata dalla Brexit, mentre la sterlina, e l'economia, al momento risentono meno delle prospettive di distacco dall'Unione.