La Ferrari corre anche in Borsa

 

Quotazioni più che raddoppiate dal debutto

Lo sbarco in Borsa di Ferrari a Wall Street (al New York Stock Exchange) risale al 26 ottobre 2015 al prezzo di 52 dollari per azione. I titoli del cavallino rampante sono poi arrivati anche a Piazza Affari (sul Mercato Telematico Azionario) il 4 gennaio 2016 al prezzo di 43 euro per azione. Sul listino milanese lo scorso anno Ferrari ha guadagnato il 58% portando a +103% la performance dall'Ipo. Nel mese di gennaio del nuovo anno le azioni della Casa di Maranello hanno superato i 100 euro.

Forza del marchio ma non solo

Il brand Ferrari è il marchio più forte al mondo e tra i primi cento per quanto riguarda il valore (stimato attorno ai 5 miliardi di dollari). Tra i segreti del successo e dell'elevata redditività non c'è solo la tecnologia ma anche la filosofia di vendita basata sull'esclusività (costruire una Ferrari in meno di quante ne richieda il mercato).

Poi ci sono i numeri di bilancio

Sorprendenti anche le cifre di bilancio. L'utile netto nel 2017 è balzato del 34% a 537 milioni di euro (+26% su base rettificata) mentre i ricavi sono cresciuti del 10% a 3,417 miliardi di euro. Nei 12 mesi Ferrari ha consegnato 8.398 veicoli, 384 in più rispetto al 2016. L'Ebitda ha superato per la prima volta il miliardo di euro.  In tema di remunerazione agli azionisti il board ha proposto un dividendo di 0,71 euro per azione e approvato un programma di acquisto di azioni proprie per un importo massimo di 100 milioni di euro.

E potrebbe non essere finita qui

Fine della corsa del titolo e dei risultati economici? Stando ai target price assegnati dai principali broker ed alle previsioni fornite dalla stessa società sembrerebbe di no. La maggior parte degli analisti ha assegnato un prezzo obiettivo superiore alle attuali quotazioni con raccomandazione di acquisto. Per quanto riguarda gli obiettivi finanziari, la società prevede entro il 2022 di raddoppiare l'Ebitda e di azzerare il debito netto industriale.

Nei prossimi anni l’ibrido e un SUV

Nei prossimi anni Ferrari dovrà fare i conti con stringenti regole sulle emissioni. Sfida impegnativa, che sarà affrontata attraverso l'utilizzo dell'ibrido (motore termico affiancato da uno o più unità elettriche). Non esclusa poi la prima Ferrari completamente elettrica. La vera novità riguarda il segmento SUV o come battezzato dall'amministratore delegato Sergio Marchionne "FUV" (Ferrari Utility Vehicle) atteso entro il 2020.