Intesa Sanpaolo, preoccupa l'andamento della forza relativa

Intesa Sanpaolo ha chiuso il quarto trimestre 2018 con un utile netto in crescita a 1,038 miliardi di euro da 833 milioni del quarto trimestre 2017. I profitti dell'esercizio 2018 si attestano a 4,050 miliardi da 3,816 miliardi del 2017. Proposto un dividendo di 19,7 centesimi per azione. Il CET 1 Ratio (che tiene conto dei 3,449 miliardi di dividendi) è pari al 13,6% (pro-forma a regime) e al 13,5% (secondo i criteri transitori per il 2018). Il titolo ha toccato un massimo a 2,025 euro dopo avere terminato lunedi' a 1,9616 euro, stabilizzandosi poco sotto i 2 euro. La fase laterale disegnata dai prezzi dai minimi di fine ottobre, compresa tra gli 1,86 e i 2,12 euro circa ha un baricentro in area 1,99 euro, dove i prezzi si sono stabilizzati dopo l'uscita della trimestrale. Il mercato deve quindi evidentemente metabolizzare i dati appena presentati che in sostanza sembrano lasciare le cose come le hanno trovate. Solo la rottura del lato alto della fascia, il superamento di 2,12, permetterebbe di considerare le oscillazioni viste negli ultimi mesi come una base dalla quale fare partire un robusto rialzo, diretto almeno fino sui massimi di fine settembre a 2,47 euro. Con la rottura di quei livelli diverrebbe possibile un ulteriore allungo in area 2,70 euro. Sotto 1,925 invece sarebbe la base della fase laterale a 1,86 ad entrare nel mirino. Una discesa al di sotto di quei livelli potrebbe aprire invece la porta a discese fino a 1,60 almeno (proiezione della ampiezza del trading range verso il basso dal punto di rottura). La forza relativa rispetto al Ftse Mib ha disegnato una fase laterale molto simile a quella visibile sul grafico dei prezzi ma nelle ultime sedute si e' realizzata la violazione della base della fascia, un indizio che fa temere una evoluzione analoga anche da parte del titolo.