Il mercato del lavoro Usa fa il botto, la borsa apprezza

Il mercato del lavoro Usa fa il botto, la borsa apprezza (per ora). Dopo il l'ottimo dato di ieri, l'ADP National Employment Report di dicembre ha infatti messo in evidenza una crescita dei 271mila posti di lavoro (con ben 37mila dal settore costruzioni) dai 179mila di novembre e rispetto ad attese di 175mila nuovi posti, nel primo pomeriggio di oggi il Dipartimento del Lavoro USA ha reso noto che nel mese di dicembre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti di 312 mila unita' da 176 mila unità precedenti (rivisto da 155 mila). Il dato e' nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 178 mila impieghi. Il tasso di disoccupazione si attesta al 3,9%, superiore alla rilevazione precedente e alle attese, fissate al 3,7%, comunque sui livelli minimi dal 2000. Cresce dello 0,4% il salario orario medio mensile risultando superiore sia alla rilevazione di novembre fissata al +0,2% che alle attese, pari allo 0,3%. Su base annua le retribuzioni crescono al ritmo del 3,2% superiore al dato precedente (+3,1%) e alle attese (+3%), maggiore incremento dal 2009.

In questa fase tuttavia i mercati finanziari leggono in negativo dati positivi sul mercato del lavoro perche' li considera un ostacolo per un rallentamento al rialzo dei tassi della Fed, e quindi potenzialmente un ulteriore fardello sul futuro della crescita economica degli Usa. Per il momento il future S&P500 sale dell'1,4% circa a 2482 punti, sara' quindi interessante vedere nel resto della seduta se il mercato sapra' confermare i guadagni.

Il Dow al momento, subito dopo l'apertura, sale dell1,56% a 23040 punti circa. A sostenere le quotazioni sono sicuramente anche i segnali rassicuranti che arrivano sul fronte della "guerra" dei dazi, con la notizia che gli Usa e la Cina stanno andando avanti sugli accordi commerciali piace ai mercati. Una delegazione americana si rechera' infatti a Pechino il 7 e l'8 gennaio prossimi per tenere il primo meeting da quando Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping avevano annunciato una tregua nella guerra commerciale a margine del G20 di Buenos Aires. 

Le borse forse si renderanno conto che, pur in un clima un po' crepuscolare per questo ciclo espansivo in piedi ormai da 10 anni, i segnali restano contrastati ma lasciano prevedere, almeno a breve/medio termine, forse un rallentamento, non certo una recessione come invece il tracollo degli indici nelle ultime settimane sembra scontare. Lewis Alexander, analista di Nomura, ha commentato "ci aspettiamo che i dati sul mercato del lavoro ricordino ai mercati che la crescita negli Usa resta stabile nonostante la volatilita' delle borse". La media di nuovi posti di lavoro lo scorso anno e' stata di 206182 al mese fino a novembre. Nei prossimi 2 mesi, dopo il calo delle borse, questo numero potrebbe ridursi, ma la domanda di lavoro resta comunque solida. Come detto tuttavia questa e' un'arma a doppio taglio, dal momento che sui mercati inizia (o stava iniziando fino al dato di oggi) a circolare la speranza che la Fed possa non solo fermarsi con la politica monetaria restrittiva ma addirittura prendere in considerazione un taglio del costo del denaro, ma con dati cosi' buoni invece torna ad emergere il timore di almeno due ulteriori rialzi nel 2019.